Monthly Archives: settembre 2008

Federalismo Fiscale: Il sondaggio di Valdagri.net

Secondo voi la riforma sul Federalismo Fiscale e’ necessaria?
Si
No
Non sono sufficientemente informato

pollcode.com free polls

Lascia un tuo commento in questo articolo!

Presentato Sassiland News, il primo esempio lucano di “citizen journalism”

È in linea da oggi “Sassiland News” la nuova testata digitale lucana di giornalismo partecipativo che pubblicherà le notizie scritte o segnalate dagli utenti. Sassiland News è tra le prime testate italiane ad applicare la formula del “citizen journalism” che vede la partecipazione attiva dei lettori, grazie alla natura interattiva dei nuovi media e alla possibilità di collaborazione offerta da internet. Sul sito sassiland.com chiunque può diventare redattore di quello che accade in Basilicata mandando direttamente le notizie (eventualmente corredate di foto) che, ovviamente, prima di essere pubblicate saranno sistematicamente esaminate e verificate dalla redazione.

“L’obiettivo di Sassiland News –afferma il direttore responsabile, Giovanni Martemucci- è quello di aprire un nuovo punto di vista sulla città di Matera e sulla Basilicata che incoraggi i lettori a pensare al web come il luogo in cui coinvolgerli in discussioni su notizie anche di importanza minore ma ugualmente sentite dai cittadini ma spesso non trattate adeguatamente dai media tradizionali. In questo senso, saranno gli stessi lettori a proporre e segnalare notizie, o a scriverle direttamente, per integrare la nostra copertura quotidiana delle notizie su internet. In questo modo vogliamo dar voce ad un nuovo microcosmo di notizie sulla città e sulla provincia di cui nessuno parla per motivi di spazio o di target”.

Il controllo redazionale servirà a tutelare una politica editoriale che favorisca la partecipazione, garantendo la qualità e la veridicità delle informazioni. Chiunque può iscriversi al sito e diventare un “reporter dal basso”, pubblicando i propri articoli sotto forma di testi e immagini. Al di là del rispetto di alcune regole elementari (sono vietati i contenuti diffamatori, razzisti, pornografici, protetti da diritto d’autore), c’è la massima libertà nelle tematiche da affrontare proprio per favorire la diversità di punti di vista ed opinioni.

“Con l’attivazione della testata giornalistica digitale –afferma l’editore Gianni Cellura- il portale Sassiland.com acquista anche una nuova funzione civile e sociale data dall’informazione democratica che lo strumento di internet consente. Ovviamente la supervisione giornalistica permetterà di evitare la diffusione d’informazioni non veritiere, creare distorsioni, disinformazioni o manipolazioni della notizia. Dopo i risultati raggiunti nei primi 5 mesi di esistenza del portale in termini di accessi, la scommessa da vincere è quella di riuscire a sensibilizzare e attrarre il maggior numero di utenti interessati a raccontare e condividere la propria realtà quotidiana”.

Sassiland conosce dunque un nuovo step di sviluppo che aumenterà il proprio appeal nella rete mantenendo quelle caratteristiche di valorizzazione e promozione del territorio che ne hanno decretato il successo. “La nostra priorità –aggiunge Danilo Mazzilli, direttore commerciale- non sarà solo quella di dare voce agli utenti ma anche quella di raccogliere umori, sensazioni, critiche e consensi dalla città e dalla provincia per sottoporli ai rappresentanti degli enti pubblici che potranno intervenire, con un loro spazio sul sito, per rispondere e trovare punti d’incontro”. Una nota è giunta anche dall’Associazione della Stampa di Basilicata che “guarda positivamente ogni iniziativa editoriale che può accrescere la pluralità dell’informazione ed al contempo creare occasioni di lavoro per i colleghi”.

Comunicato Stampa Sassiland News

Aggiudicò gara d’appalto al cognato medico sospeso dal Gip a Potenza

Una gara d’appalto per l’acquisto di un microscopio operatorio. Tra le varie offerte giunte ce n’è una della ditta di un cognato del medico che ha richiesto l’apparato, ha compilato le specifiche per la gara e si è pronunciato, quale tecnico, sulle ammissibilità delle offerte giunte. Il medico, però, continua nella sua attività e la gara viene aggiudicata proprio all’azienda del cognato, l’unica che, alla fine, passa l’esame di «rispondenza» ai requisiti della gara.

Per questa vicenda ieri mattina il dottor Giuseppe De Cunto, responsabile dell’unità semplice di Otorino all’ospedale di Villa d’Agri, di competenza dell’Asl 2 di Potenza, è stato sospeso dall’attività presso l’Asl con un provvedimento giudiziario.

Torna a farsi sentire l’inchiesta sulla sanità lucana. A distanza di 8 mesi dai primi provvedimenti (lo scorso gennaio fu arrestato l’allora direttore generale, Attilio Nunziata, e furono interdetti due dirigenti) ora il capitano dei carabinieri Antonio Milone, responsabile del Reparto operativo, ha notificato il nuovo provvedimento emesso dal Gip Gerardina Romaniello su richiesta del Pm Henry John Woodcock.

Le dodici pagine dell’ordinanza fanno riferimento a una gara di appalto del 2006 basata su due requisiti: la rispondenza alle caratteristiche richieste (come ammissibilità) e quindi il prezzo più conveniente. La ditta che si aggiudicò la gara (l’apparecchio vale diverse decine di migliaia di euro) era la «Medical Group Sistem». Il provvedimento nulla eccepisce nel merito delle procedure seguite per l’aggiudicazione della gara, ma punta il dito contro il fatto che De Cunto, essendo in gara la proposta di un proprio congiunto, avrebbe dovuto astenersi da ogni attività e il non averlo fatto, indipendentemente dalla regolarità della gara, andrebbe a configurare un abuso d’ufficio. In particolare il medico prestò la propria «consulenza» nel verificare tra le quattro offerte giunte quale rispondesse ai requisiti richiesti. Alla fine ne passò solo una, quella del cognato.

E su questo è duro il giudizio tanto del Pm quanto del Gip. Entrambi, nei rispettivi atti, parlano di «anarchia amministrativa» per descrivere lo stato dei fatti nell’Asl numero due. E l’accento viene messo in particolare sul fatto che l’allora direttore generale dell’Asl si sarebbe accorto della incompatibilità ma non sarebbe intervenuto. Lo testimonierebbero, in particolare, alcune intercettazioni finite nel fascicolo d’indagine. «Che devo fare – avrebbe detto il direttore generale parlando della questione a telefono con una persona – lo devo licenziare?».
Oggi alla Asl la notizia viene presa con altro interesse. «Stiamo predisponendo il provvedimento di sospensione dal servizio -annuncia il commissario Antonio Buscicchio, da poche settimane alla guida dell’Asl – ma non ci fermeremo qui. È mia intenzione, al di là dell’attività della magistratura, avviare un’inchiesta interna per verificare se quella gara si è svolta regolarmente».


Giovanni Rivelli


Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Rubrica: Una Foto, Una Frase

La frase della settimana:


La grandezza dell’uomo si misura in base a quel che cerca e all’insistenza con cui egli resta alla ricerca

Heidegger

La foto della settimana:

Un pò di satira sull’Alitalia

Dalle pagine de “La Nuova del Sud” una risposta dell’MPA di Basilicata a Carlo Vulpio, inviato del Corriere della Sera.

A leggere l’articolo apparso sul Corriere della Sera del 22 settembre u.s., a firma del giornalista Carlo Vulpio, l’MPA di Basilicata, non può certamente restare in silenzio e in una nota dichiara che:
Sono anni che in Basilicata si denunciano i disastri ambientali creati dall’estrazione del petrolio, ma non si riesce mai a venire a capo di nulla per diversi motivi

  1. Le royalties petrolifere, anche se molto basse in termini percentuali (circa il 7%) rappresentano in valore assoluto somme che per una regione povera come la nostra sono un’enormità.
  2. l’oligopolio politico di destra e sinistra che gestisce la nostra regione utilizza le royalties per aumentare il proprio consenso senza considerare in alcun modo la possibilità di destinarle a veri progetti di sviluppo, a tal proposito vi invitiamo a fare una seria inchiesta sulla destinazione delle royalties dalla quale si potrà evincere in modo inequivocabile che le stesse sono state utilizzate come strumento di potere e di condizionamento dell’elettorato. Non è un caso che in Basilicata le maggioranze di centro sinistra ricevano un consenso elettorale da far invidia alla Romania di Nicolae Ceauşescu.
  3. la popolazione lucana, tranne poche voci isolate ha da sempre accettato questo stato di cose. Sarà la natura del popolo lucano, sarà il condizionamento politico, ma nessuna voce si è mai levata per denunciare tale situazione.

Il petrolio in val d’agri rappresenta un business per pochi, mentre le royalties, per alcuni rappresentano uno strumento per esercitare il proprio potere, per altri una sorta di reddito di cittadinanza, minimo, ma pur sempre non lavorato, ottenuto attraverso la partecipazione, la gestione e la frequenza di corsi di formazione professionale. Basti pensare che, mentre sono stati stanziati circa 300 milioni di euro per la formazione professionale nel prossimo triennio e altrettanti ne sono stati utilizzati negli anni precedenti, la popolazione lucana si riduce in modo costante con un’accelerazione all’emigrazione proprio in questi anni nei quali gli introiti del petrolio sono aumentati considerevolmente.

E’ paradossale che una regione la quale incassa somme in valore assoluto spropositate dal petrolio e che ne spende altrettante per la formazione, abbia un tasso di emigrazione da anni ’50. E’ paradossale che i nostri giovani, sulla carta, sono esperti in decine di campi, perché formati dalla regione e pur essendo tali devono farsi la valigia di plastica cinese (il cartone legato con lo spago no si usa più) e partire alla volta delle città del nord per lavorare.

Di tutto questo va dato ampio merito alla politica lucana di entrambi gli schieramenti, con una leggera prevalenza per il centro sinistra lucano che ha mostrato in questi anni in che modo non bisogna governare una regione. Queste mie riflessioni dovrebbero essere tenute in gran conto di questi tempi. Il federalismo fiscale accelererà il potere e i denari di questi amministratori, crediamo sia giunta l’ora di sostituirli con persone più capaci e degne di rappresentare e governare una regione che, oggi, forse proprio grazie al petrolio potrebbe trovare le risorse per mettersi in competizione con le regioni del nord del Paese.

Angelo Zambrino Responsabile Regionale MPA Basilicata

Il viaggio degli Ethnos, fra storia e difesa della tradizione

Si abbassano le luci, l’ambiente diventa avvolgente…basso, chitarre, percussioni, sax e tutto ad un tratto l’atmosfera diventa magica. Salto nel passato, andare indietro nel tempo come per riascoltare canti e racconti di chi ci ha preceduto. Padri, madri, nonni. Il tutto nella continuità della tradizione. Tradizione e innovazione, passato e presente che ballano insieme. Tutto questo sono gli Ethnos.

Non solo un nome o un’Associazione ma persone legate da un filo comune: la Basilicata. Amore e passione per le tradizioni musicali e non, di una terra dove tutto sembra più difficile da realizzare, secondo l’antica visione scotellariana e leviana della Lucania.

Terra di contadini, di poeti, di “muse appollaiate tra le foglie”, terra che conserva l’odore del pane e l’orgoglio di chi, pur non avendo nulla, non potendo chiedere nulla, ha fatto uscir fuori talenti e intellettuali che hanno lasciato il segno nella storia del Mezzogiorno. Esprimere una cultura lucana nuova, con lo sguardo rivolto al futuro, ecco quello che Graziano Accinni, direttore artistico del gruppo, sta facendo con passione e coraggio. Coraggio per aver lasciato, dopo circa vent’anni, Mango, per dedicarsi al suo primo “amore”, la musica popolare, tramandatagli da Padre Policarpo Trojli.

Accinni, un grande artista, come lui non ama definirsi, da anni sta facendo si che la Basilicata acquisti un nuovo volto, un’immagine lontana da quella che gli occhi dei più hanno ancora fissa nella mente. Un volto di una Basilicata cambiata, che sta cambiando pur non dimenticando quello che è stata, quello che ha rappresentato. Lavoro basato sulla ricerca spasmodica di canti e proverbi che hanno fatto un’epoca e che, attraverso la musica, riescono ad emozionare anche generazioni molto lontane: giovani che saltano, ballano, cantano diventando un tutt’uno con il palcoscenico.

Facciamo un passo indietro. Grazie ad uno scritto di Vincenzo Valinoti Latorraca, “Monografia storica della città di Moliterno” del 1899, sappiamo che, in Basilicata, dal 1865 al 1870 nella Val D’Agri ci fu uno sfruttamento minorile da parte dei signorotti del luogo che ingaggiavano bambini, dando un’esigua somma di denaro ai genitori, per assumerli come suonatori d’arpa e di violino o come “tuttofare” per contribuire ai lavori delle vetrerie di Francia. Questi abusi e questo sfruttamento vengono raccontati dagli Ethnos come denuncia ad una terra, o meglio, ai “padroni” della terra nella quale sono nati affinché non vengano dimenticate le brutture di una classe sociale che tutti pensano sia ormai sommersa dalla polvere.

I musicisti del gruppo oltre ad essere accomunati dalla terra di origine sono legati da un’esperienza musicale simile: musica leggera, classica, jazz, blues. Attualmente Sal Genovese (basso), Sergio Leopardi (sax) e Gegè De Filippis (percussioni) oltre a suonare negli Ethnos collaborano in un gruppo che si chiama Mr Grant’s Band ed hanno suonato con artisti del calibro di Jenny B e Joy Garrison nel 2007 e quest’anno con Sergio Caputo, Wess, Sara Grimaldi corista di Zucchero.

Da non dimenticare anche il suono della chitarra di Marco Tirone e la voce di Franco Accinni che, grazie alla sua precedente esperienza di animatore nei villaggi, riesce a recitare cantando. Musicisti con lo sguardo aperto verso il mondo che hanno deciso, grazie all’occhio attento di Graziano Accini, di esportare la cultura lucana e non, nel mondo. Basti pensare al successo che hanno avuto a Berlino durante la presentazione del film “Scatto sull’Agri” al Berlino film Festival dove la loro colonna sonora, che accompagnava il film, insieme a tutti i loro pezzi, ha trasmesso un grande entusiasmo anche ad una folta platea di intellettuali berlinesi.

Innumerevoli le esperienze di questi musicisti che molto spesso ed erroneamente non vengono citate per l’entusiasmo di un concerto e di una serata andata bene. Da non dimenticare la presenza di questo straordinario gruppo, nel febbraio di quest’anno, al programma “Stella” su Sky, di Maurizio Costanzo dove presentarono il secondo loro capolavoro, “Omaggio alla tradizione religiosa delle genti lucane”. E il premio “Sirino d’Argento” vinto questo agosto per la divulgazione della cultura musicale della Basilicata. E ancora il premio ISIS, dell’omonimo Istituto di Lauria, del preside Ricciardi, attento all’arte lucana di un certo spessore.

Arte, musica, spettacolo, passione in movimento. Questo è quello che Graziano Accinni ha fatto degli Ethnos mettendo a disposizione la sua grande esperienza. Esperienza e vita attraverso le corde della sua magica chitarra.

Rossella Mancusi

Fonte: La Domenica della Lucania 21/9/08

Di seguito i link allo strepitoso concerto degli ETHNOS a Rionero:

Ultimo fuoco: il primo romanzo di Sabrina Barbante

Parliamo oggi di Ultimo Fuoco, bellissimo romanzo di Sabrina Barbante, scrittrice di origini lucane (precisamente di Marsico Nuovo) ma attualmente residente in Lombardia.

Sabrina Barbante nasce a Lecce il 1 Ottobre 1981. Nel 2004 si laurea in Lingue presso l’Università di Lecce. Ha scritto racconti brevi per la rivista studentesca “La Girandola” (edita dall’associazione Nuovi Ingranaggi) e nel 2008 ha coordinato la redazione del periodico on line “Ripensandoci”. Attualmente scrive regolarmente su www.testatealmuro.it.

Il suo esordio letterario al grande pubblico si intitola “Ultimo Fuoco”, un romanzo pubblicato da “Il Mio Libro”, portale di self-publishing del gruppo editoriale l’Espresso.

Estate 1999, un nuovo secolo è alle porte, una nuova moneta sta per fare l’ingresso nelle tasche di oltre 500 milioni di europei, un ragazzo si accorge di diventare grande.
Davide, un ragazzo come tanti, ogni estate passa le vacanze nel paese della madre, un paese incantato, dove tutto sembra rimanere uguale anno dopo anno: le insegne luminose, i negozi, il modo di vivere (“Non mi sembrava nemmeno di andare in vacanza perché tutto era come ogni anno…”), la festa del paese per il Santo Patrono…

Per Davide però l’estate del 1999 sarà una estate diversa, unica, incredibile: una estate in cui il nostro protagonista si accorgerà che il mondo intorno a lui sta cambiando, dagli amici più cari (“Claudio, che fine ha fatto il pallone?…”) ai propri interessi, dal comportamento del nonno rimasto sempre uguale negli anni (“Non era sarcastico come sempre. Mi parve stanco, forse vecchio…”) alla scoperta di un sentimento nuovo… quello dell’amore per una ragazza nuova, Marta, arrivata dal nulla ma capace di far scoprire a Davide un mondo diverso da come lo stesso protagonista lo aveva sempre immaginato.

Un racconto unico, scorrevole e intenso, un libro non solo per ragazzi grazie soprattutto ai significati profondi nascosti nelle parole di Davide e Marta.
Unica pecca: il carattere adottato è molto piccolo e dopo poco tempo si potrebbe avvertire un certo fastidio agli occhi.
Un ottimo inizio per la scrittrice salentina di origini lucane.

Di seguito una breve intervista all’autrice:

  • Sabrina, come mai un libro sull’adolescenza?

Più che all’adolescenza pensavo al cambiamento, ai tanti che affrontiamo nella
vita. L’adolescenza era il modo più semplice e più fresco per parlarne.
Da li ci siamo passati tutti…

  • Il libro ruota attorno due personaggi principali, Marta e Davide: ti identifichi in uno dei due? Cosa ti avvicina di più a Marta, cosa di più a Davide?

Non mi identifico in nessuno in particolare, perchè il romanzo non è in nessuna sua forma tobiografico. Certo è che quando si scrive non si può non seminare qua e là qualcosa di sè e del proprio vissuto. Marta è forse quello che avrei voluto essere a 17 anni… Davide è quello che un po’, per alcuni aspetti interiori, ero.

  • Rileggendo gli ultimi capitoli sembra che il libro avrà un sequel: magari un libro sulla storia d’amore tra Davide e Marta o forse potremo sapere qualcosa di più su quel Philip citato nel libro ma saggiamente nascosto?

Non tutte le storie d’amore sono destinate ad avere un seguito. Alcune persone entrano nella nostra vita solo per cambiarla e poi vanno via. può sembrare triste, ma in fondo è giusto (e bello) così.

  • Da poco tempo hai cambiato domicilio, dalla calda Lecce all’industriale Milano… come hai vissuto questo cambiamento? Hai influito sulla stesura del libro?

Il libro ho iniziato a scriverlo al rientro da Malta e l’ho concluso dopo il trasferimento a Milano… I periodi di transito mi piacciono: sono difficili e non si hanno mai i piedi ben piantati a terra, condizione migliore a mio parere per scrivere.

  • Nel libro si parla della marcia di Seattle dal 30 novembre al 4 dicembre del 1999 in tono ottimistico: quanto una marcia può far cambiare idea ad un gruppo di politici? E come fa un politico a capire come una manifestazione è opera di gente comune o di un gruppo schierato e manipolato (vedi Genova)?

La marcia di Seattle del 1999, al di là di quanto abbia potuto cambiare o meno le sorti dell’economia mondiale, ha aperto le porte ad un movimento di responsabilizzazione verso i consumi che viviamo ancora oggi. Finché si crede che sono i politici a “dover cambiare idea” non si risolverà nessun problema. E’ quando tutti iniziano a riflettere che si può cambiare davvero qualcosa. La responsabilizzazione fa paura, ma qualche matto che ci crede per fortuna esiste ancora.

  • Parliamo della casa editrice: ci potresti dire qualcosa a riguardo? Chi si occupa della stampa? Chi della diffusione, chi della pubblicità?

Attraverso ilmiolibro.it ci si fa onere della pubblicazione, della pubblicità e della distribuzione, e per questo i costi sono quasi nulli per gli autori. La cosa più stimolante è che si crea un network di contatti con gli altri autori iscritti al sito che si danno reciproci commenti e feedback sulle relative opere.

  • Hai già una idea di come utilizzare i proventi delle vendite?

I diritti di autore (molto più alti in questo tipo di pubblicazione che in quelle dell’editoria “tradizionale” ) saranno tutti investiti nelle cure di una bambina di un anno, che a seguito di problemi al momento del parto ha subito gravi danni celebrali curabili attraverso lunghe cure di ossigenoterapia (www.aiutiamogabriela.it). Adesso lei e la sua famiglia è negli USA perchè solo lì è possibile effettuare la (costosissima) cura.

  • Hai altri progetti in cantiere?

Ovviamente sì, e spero di poterli realizzare nonostante non viva di questo. Mi piace scrivere, mi diverte, non posso immaginare me stessa senza farlo, quindi scrivo. Quello che ne verrà fuori sono solo dettagli…