Si abbassano le luci, l’ambiente diventa avvolgente…basso, chitarre, percussioni, sax e tutto ad un tratto l’atmosfera diventa magica. Salto nel passato, andare indietro nel tempo come per riascoltare canti e racconti di chi ci ha preceduto. Padri, madri, nonni. Il tutto nella continuità della tradizione. Tradizione e innovazione, passato e presente che ballano insieme.
Tutto questo sono gli Ethnos.
Non solo un nome o un’Associazione ma persone legate da un filo comune: la Basilicata. Amore e passione per le tradizioni musicali e non, di una terra dove tutto sembra più difficile da realizzare, secondo l’antica visione scotellariana e leviana della Lucania.
Terra di contadini, di poeti, di “muse appollaiate tra le foglie”, terra che conserva l’odore del pane e l’orgoglio di chi, pur non avendo nulla, non potendo chiedere nulla, ha fatto uscir fuori talenti e intellettuali che hanno lasciato il segno nella storia del Mezzogiorno. Esprimere una cultura lucana nuova, con lo sguardo rivolto al futuro, ecco quello che Graziano Accinni, direttore artistico del gruppo, sta facendo con passione e coraggio. Coraggio per aver lasciato, dopo circa vent’anni, Mango, per dedicarsi al suo primo “amore”, la musica popolare, tramandatagli da Padre Policarpo Trojli.
Accinni, un grande artista, come lui non ama definirsi, da anni sta facendo si che la Basilicata acquisti un nuovo volto, un’immagine lontana da quella che gli occhi dei più hanno ancora fissa nella mente. Un volto di una Basilicata cambiata, che sta cambiando pur non dimenticando quello che è stata, quello che ha rappresentato. Lavoro basato sulla ricerca spasmodica di canti e proverbi che hanno fatto un’epoca e che, attraverso la musica, riescono ad emozionare anche generazioni molto lontane: giovani che saltano, ballano, cantano diventando un tutt’uno con il palcoscenico.
Facciamo un passo indietro. Grazie ad uno scritto di Vincenzo Valinoti Latorraca, “Monografia storica della città di Moliterno” del 1899, sappiamo che, in Basilicata, dal 1865 al 1870 nella Val D’Agri ci fu uno sfruttamento minorile da parte dei signorotti del luogo che ingaggiavano bambini, dando un’esigua somma di denaro ai genitori, per assumerli come suonatori d’arpa e di violino o come “tuttofare” per contribuire ai lavori delle vetrerie di Francia. Questi abusi e questo sfruttamento vengono raccontati dagli Ethnos come denuncia ad una terra, o meglio, ai “padroni” della terra nella quale sono nati affinché non vengano dimenticate le brutture di una classe sociale che tutti pensano sia ormai sommersa dalla polvere.
I musicisti del gruppo oltre ad essere accomunati dalla terra di origine sono legati da un’esperienza musicale simile: musica leggera, classica, jazz, blues. Attualmente Sal Genovese (basso), Sergio Leopardi (sax) e Gegè De Filippis (percussioni) oltre a suonare negli Ethnos collaborano in un gruppo che si chiama Mr Grant’s Band ed hanno suonato con artisti del calibro di Jenny B e Joy Garrison nel 2007 e quest’anno con Sergio Caputo, Wess, Sara Grimaldi corista di Zucchero.
Da non dimenticare anche il suono della chitarra di Marco Tirone e la voce di Franco Accinni che, grazie alla sua precedente esperienza di animatore nei villaggi, riesce a recitare cantando. Musicisti con lo sguardo aperto verso il mondo che hanno deciso, grazie all’occhio attento di Graziano Accini, di esportare la cultura lucana e non, nel mondo. Basti pensare al successo che hanno avuto a Berlino durante la presentazione del film “Scatto sull’Agri” al Berlino film Festival dove la loro colonna sonora, che accompagnava il film, insieme a tutti i loro pezzi, ha trasmesso un grande entusiasmo anche ad una folta platea di intellettuali berlinesi.
Innumerevoli le esperienze di questi musicisti che molto spesso ed erroneamente non vengono citate per l’entusiasmo di un concerto e di una serata andata bene. Da non dimenticare la presenza di questo straordinario gruppo, nel febbraio di quest’anno, al programma “Stella” su Sky, di Maurizio Costanzo dove presentarono il secondo loro capolavoro, “Omaggio alla tradizione religiosa delle genti lucane”. E il premio “Sirino d’Argento” vinto questo agosto per la divulgazione della cultura musicale della Basilicata. E ancora il premio ISIS, dell’omonimo Istituto di Lauria, del preside Ricciardi, attento all’arte lucana di un certo spessore.
Arte, musica, spettacolo, passione in movimento. Questo è quello che Graziano Accinni ha fatto degli Ethnos mettendo a disposizione la sua grande esperienza. Esperienza e vita attraverso le corde della sua magica chitarra.