Daily Archives: 6 ottobre 2008

Matera ZFU: CSAIL, persa occasione per Val d’Agri – Sauro

“La scelta di Matera per l’unica Zona Franca Urbana destinata alla Basilicata rappresenta una pesante discriminazione nei confronti delle comunità della Val d’Agri-Sauro e soprattutto non tiene in nessuna considerazione le oltre 30 mila firme di cittadini a sostegno di una petizione popolare promossa dal Csail nel 2005 per l’istituzione di una ZFU in Val d’Agri”.

E’ il commento del presidente del Csail, Filippo Massaro, precisando che “non si vuole alimentare una battaglia di campanile o di contrapposizione tra Potenza e Matera e le rispettive province, di cui non c’è alcun bisogno. Si intende piuttosto sostenere le legittime aspettative del “popolo del petrolio” ancora in attesa di sviluppo e lavoro e che quindi – dice Massaro – si è persa una grande occasione per contribuire al superamento della situazione di squilibrio socio-economico che si registra nella nostra regione con aree sempre più ricche e aree sempre più povere, nonostante macrofornitrici di petrolio ed acqua”.

“Sin dal primo momento – continua il presidente del Csail – abbiamo sottolineato che per i problemi della città di Matera, in particolare quelli relativi alla crisi dell’industria del salotto, ci sono stati altri canali da perseguire attingendo ai fondi dell’Accordo di Programma sul polo del salotto, e a nuovi strumenti per favorire la reindustrializzazione.

Come per il turismo nella Città dei Sassi ci sono programmi finanziari specifici. Invece la ZFU nel comprensorio del petrolio avrebbe consentito la maggiore competitività del territorio grazie alla riduzione del carico fiscale, attraendo nuovi investimenti industriali per creare posti di lavoro , bloccare l’emigrazione dei giovani e, avrebbe finalmente garantito ai residenti il costo più basso dei carburanti alle stazioni di servizio ”.

“Purtroppo – sottolinea Massaro – a “remare contro” c’è stata la decisione dei governatori regionali Bubbico – De Filippo e del precedente Governo Prodi che pur di agevolare le metropoli campane, siciliane e pugliesi – Napoli, Catania e Bari su tutte – di ridurre alle città la localizzazione delle 22 ZFU, tradendo lo spirito della ZFU che in Francia, dove è nato e si sperimenta da anni il progetto, riguarda in gran parte i piccoli centri aggregati tra loro come è il caso della Val d’Agri che arriva complessivamente a 30 mila abitanti. Dall’altra parte, né la Giunta Regionale , né la Provincia di Potenza, né i Comuni interessati hanno mosso un dito per evitare lo “scippo” a Val d’Agri-Sauro. Specie i sindaci delle Aree Interne , sottovalutando la portata della ZFU, hanno dimostrato – conclude – di preferire la spesa delle royalties per qualche lampione in più in paese o qualche marciapiede e continuare vergognosamente a sperperare danaro pubblico al fine demagogico e di potere ”.

Villa d’Agri

CSAIL – FILIPPO MASSARO

Rubrica: Una Foto, Una Frase

La frase della settimana:


È sincero il dolore di chi piange in segreto

Marziale

La foto della settimana:

Cracovia: la perla della Polonia

“SALERNO E LE DISCIPLINE ORIENTALI” – La riscoperta del proprio “io” verso il cammino della conoscenza

Il Comitato Provinciale ACSI, con l’assistenza tecnico-organizzativa del Centro Studi Europa Nuova e l’A.S.D. Discipline Orientali, con il patrocinio del Comune di Salerno, della Fondazione Scuola Medica Salernitana e del Giardino della Minerva, ha organizzato una giornata dedicata alle conoscenze ed agli approfondimenti delle Arti Orientali.

L’evento si svolgerà sabato 11 ottobre 2008 nella sala Conferenze “Giovanni Capasso” presso il Giardino della Minerva, punto d’incontro ideale delle culture orientali ed occidentali.

Cresce l’esigenza di una profonda rivoluzione interiore, di una autentica crescita personale, di una reale guarigione del corpo e dello spirito, di efficaci e serie tecniche olistiche, di alimenti sani e biologici, di ambienti salubri, di profonde e sincere relazioni umane, di attività lavorative che riflettano vocazioni e talenti.

Il programma prevede, oltre i saluti di rito di Mauro Grandinetti, Segretario ACSI Salerno, una relazione introduttiva del Conservatore del Giardino della Minerva, dott. Luciano Mauro, che descriverà l’importanza delle erbe nelle cure naturali, con un interessante confronto delle teorie orientali con quelle non meno note della Scuola Medica Salernitana la cui riscoperta è affidata al particolare lavoro della Fondazione.

La relazione sarà di collegamento per tutte le discipline, che saranno presentate dai vari Maestri presenti, anche attraverso esercizi pratici, quanto sono importanti per i popoli orientali tali discipline per la riscoperta del proprio “io” verso il cammino della conoscenza.

Sarà possibile approfondire le proprie conoscenze attraverso lo Yoga, con il M° Mario Della Corte, il Reiki con il M° Giuseppina Scafuri, il Taiji Quan con il M° Elena Russo, la Respirazione Dinamica con il M° Cesare Zorzoli.

L’incontro prevede una fase dedicata alla tradizionale Danza del Ventre con il M° Maria Rosaria Russo, ed una dedicata allo ShoDò, l’Arte Calligrafica curata dal M° Fernando Lembo.

Nel rispetto degli spazi assegnati è gradita l’iscrizione (elenataiji@libero.it – acsisalerno@tiscali.it), mentre per poter seguire gli stages si consiglia un abbigliamento pratico.

Cinema: Programmazione da Sabato 4 a Giovedì 9 Ottobre 2008 presso il Cineteatro EDEN di Villa d’Agri (Marsico Vetere)

Risate e comicità farcito da tanti effetti speciali al cineteatro Eden di Villa d’Agri: arriva Will Smith con HANCOCK, il supereroe combina guai… e con lui risate a crepapelle!!!

BUONA VISIONE!


dal 4 al 9 Ottobre

ore 19:00 – 21:30



Trailer:

Ha il nome del primo firmatario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, è nato a Miami, vive a Los Angeles, è alcolizzato, ha superpoteri che non riesce a gestire, è disprezzato dai malviventi e impopolare tra i cittadini, è John Hancock, in arte Hancock. Supereroe inadeguato e imperfetto, Hancock salva la vita a Ray Embrey, dirigente di una società di pubbliche relazioni. Padre affettuoso e marito premuroso, Ray si prende a cuore quel caso super-umano, investendo tempo ed energia per riabilitare l’uomo e riscattare l’eroe agli occhi della comunità. Sospendere l’alcol, radersi la barba, indossare un costume appropriato, atterrare morbido ed elegante sull’asfalto, lodare le forze dell’ordine, compiacere i passanti e soprattutto pagare col carcere i danni procurati ai beni pubblici, sono solo alcune delle buone-azioni che Hancock dovrà mettere in pratica per ottenere l’approvazione dei suoi cittadini. Ma certi vizi, come un passato amore, sono duri a morire.

C’è qualcosa di misterioso e affascinante nel primo terzo di Hancock: malinconia e stupore si allargano silenziosi nelle inquadrature a scoprire una Los Angeles assediata dalla malavita e un supereroe clochard abbandonato su una panchina. John Hancock, supereroe col vizio dell’alcol e dell’esagerazione, non ha il passato “narrativo” degli eroi (s)mascherati della cultura popolare americana (i comics). È il primo eroe di un fumetto che non uscirà mai. È la prima avventura di un supereroe che non ha mai praticato le strisce e non si è mai espresso in “nuvole”. Hancock nasce al cinema. Eppure c’è qualcosa di comune, primordiale e riconoscibile tra l’unbreakable di Will Smith e gli altri supereroi. Sono uomini al di sopra di altri uomini, i cui eccezionali poteri diventano allo stesso tempo un dono e una maledizione, lo strumento di una missione divina e la fonte di un’angoscia infinita. Superman è un bambino abbandonato dai genitori su un pianeta sconosciuto, Spiderman acquisisce accidentalmente i suoi superpoteri senza potersene mai più liberare, gli X- Men vivono isolati a causa delle loro mutazioni, Hulk si trasforma in supereroe attraverso frequenti crisi “epilettiche” e Hancock nasce con un grande potere e due biglietti per il Frankenstein ammogliato di Boris Karloff.

Il sospetto del meraviglioso nello squallore della propria vita e l’evento straordinario in un contesto ordinario sono i temi più interessanti del melodrammasupereroico di Peter Berg, che nei rimanenti due terzi atterra rovinosamente come il supereroe sulla Città degli Angeli. Hancock diventa improvvisamente un altro film e poi un altro ancora, perdendo l’equilibrio narrativo fino a non riuscire più a rialzarsi. Tra agnizioni (la scoperta della sua vera identità) e patimenti “crepacuore” (l’amore ritrovato e perduto), la storia di Hancock si fa elementare e cede il passo ad uno stucchevole sentimentalismo: una “principessa” da salvare, che in virtù dei tempi che corrono non si limita a chiamare aiuto ma partecipa attivamente e (super)eroicamente all’azione. Un action minestrone dove il fracasso delle esplosioni e il contorno della vicenda (incarnato da Charlize Theron) diventano le sole cose fondamentali. E il super Hancock-Smith si adegua.

Fonte: My Movies