Ritardi nell’approvazione dei bandi per la programmazione in agricoltura del sessennio 2007/13? L’assessore regionale all’agricoltura, Roberto Falotico, assicura che la Regione Basilicata sta lavorando alacremente per portare a termine celermente l’impegno, e che i tempi non sono poi così lunghi, considerato che il psr è stato approvato dall’Unione Europea soltanto alla fine di gennaio di quest’anno e che la prima riunione del comitato di sorveglianza si è tenuta a giungo.
«Intanto – dice Falotico – in questi giorni è stato approvato il bando che riguarda la candidatura dei Gal, i gruppi di azione locale dei programmi Leader, ai Feasr, per un importo di 38 milioni di euro. Nel frattempo gli uffici del Dipartimento Agricoltura stanno lavorando per definire tutti i bandi».
Ma, realisticamente, entro quanto tempo l’intera questione potrà essere definita? Prima di dichiarare conclusa la partita l’assessore Falotico ha annunciato di ritenere necessaria la convocazione di almeno 2/3 Tavoli verdi in rapida successione, prima di poter attivare, per la fine di ottobre, la fase della comunicazione, per poi arrivare entro il mese di dicembre all’emanazione dei bandi. «Dopo di che – ammonisce Falotico – bisognerà correre perché ci sarà da recuperare un paio di annualità».
Comunque, se, come dice il proverbio, mal comune vuol dire mezzo gaudio, Falotico tiene a precisare che anche se molte regioni sono già avanti con la programmazione 2007/13, molte altre sono ancora più o meno allo stesso stadio della Basilicata. Insomma, nell’arco di tre o quattro mesi al massimo, l’intero pacchetto del Psr dovrebbe essere pronto. Nel frattempo, come ricorda lo stesso Falotico, bisognerà anche vedere se e come l’ultima parte del vecchio Por potrà essere recuperata come è stato fatto recentemente, ad esempio, per il primo insediamento dei giovani agricoltori ai quali è stato offerto, grazie ai residui della vecchia programmazione, un «bando a sportello» a cui attingere, in attesa dell’approvazione del nuovo Psr.
Ricordiamo che il piano avrà una dotazione di 648 milioni di euro di fondi pubblici, suddivisi tra quattro assi portanti: il 28 per cento della dotazione andrà all’asse 1, quello della competitività delle imprese, il 53 per cento all’asse 2, che comprende le misure per il miglioramento ambientale. Il 10 per cento andrà all’asse 3, che comprende i programmi per il miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali e il 7 per cento all’asse 4, quello dei programmi leader. Ma, una volta partiti i bandi, c’è ancora una questione che resta ancora in sospeso: quella dei pagamenti. L’ente pagatore designato, l’Arbea, infatti, è ancora in attesa di accreditamento e questo potrebbe costituire un ulteriore ostacolo per l’erogazione dei fondi alle aziende agricole.
«La questione – spiega Falotico – è legata all’approvazione della nuova legge sui servizi in agricoltura e alla conclusione dell’iter burocratico che dovrà portare 24 unità ex Car in forza all’Arbea. Una questione che, se tutto va bene, potrebbe essere risolta nell’arco di un paio di mesi e che, comunque, esula dalle competenze di questo dipartimento che, nel frattempo, sta comunque andando avanti per permettere di sopperire a quelle carenze che fino a questo momento hanno condizionato il funzionamento dell’agenzia».
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno