
È stato pubblicato sul ECOMONDO mensile del WWF un inserto dedicato alle aree protette e al
petrolio della Val d’agri e lo si può scaricare dal sito
www.wwf.it.
L’inserto, molto accurato, contiene anche allegata una intervista relazione al
Dr. Pino LAVEGLIA che opera in Val D’Agri circa l’aumento di malattie direttamente riconducibili alle estrazioni petrolifere. Nell’inserto viene documentata la incompatibilità ambientale tra estrazioni petrolifere e parchi ed è contenuto un invito alla Regione Basilicata a non concedere ulteriori permessi di ricerca. Il rischio è che si trasformi la Basilicata in un immenso campo petrolifero nel quale diventi impossibile vivere dal momento che l’estrazione comporta un depauperamento serio dell’ambiente come conseguenze gravi ed a lunghissimo termine sulle salute e le condizioni di vita dell’uomo e sulle possibilità di sviluppo delle zone interessate.
Viene riportata sul tavolo la questione ambientale da un organismo che si occupa seriamente, e da sempre, di natura e ambiente e s’impone, per chi in questi giorni viene chiamato a decidere ulteriori autorizzazioni alla ricerca petrolifera, come s’impone per l’amministrazione Regionale una riflessione accurata sul petrolio in Basilicata, i suoi effetti sull’ambiente e la vita delle persone, sull’inesistenza di ricadute occupazionali – che tante volte sono state sbandierate a destra e a manca per convincere le popolazioni ad accettare le perforazioni- come sull’inesistenza di benefici per tutti i lucani. Insomma conviene ragionare e prendere atto che il Petrolio – com’è accaduto in tutte le altre parti del mondo – non porta benefici diretti o indiretti inquina l’ambiente e rovina la salute delle persone che in quell’ambiente devono vivere.
A questo bisogna, obbligatoriamente, aggiungere la constatazione che gli unici guadagni li fa l’impresa petrolifera che paga il 7% di Royalty alla Basilicata mentre in qualsiasi altro paese paga oltre il 25%. In Conclusione sul petrolio si sono costruite le fortune delle compagnie petrolifere non quelle delle popolazioni lucane ed è doveroso lo stop, la riflessione, la rinegoziazione. Cioè non di danno ulteriori autorizzazione e percè non si possono chiudere i pozzi funzionanti almeno si pretenda e riceva lo stesso trattamento degli altri paesi e siano aumentate le royalty.
Antonio CAIVANO
Consiglio Provinciale di Potenza
Gruppo: “Società Civile..” PSDI