
Mattina del 17 ottobre 2008, la trasmissione radiofonica
“Pianeta dimenticato”, che segue al Giornale Radio uno delle 8:00, ha parlato dello
Zambia, Paese dell’Africa indipendente dalla Gran Bretagna dal 1956, ricco di oro, argento, rame e smeraldi, ma tra i più poveri del mondo. Delle sue ricchezze si sono impossessate le multinazionali.
Gli abitanti di questa terra sono stati esclusi dai benefici che esse potrebbero dare primariamente a loro. I tre governi corrotti che si sono succeduti hanno consegnato questo territorio nelle mani di cinici sfruttatori.
La Basilicata, come lo Zambia, è nelle mani delle multinazionali per lo sfruttamento dell’acqua, del gas e del petrolio. In più, essa ha il privilegio di poter continuare ad essere “pattumiera d’Italia”.
Gottfried Helder chiama “Patria” il paese che “accorda le sue leggi alle leggi naturali” del popolo, e che non va dietro “le leggi altrui”. I politici dovrebbero sapere che nel diritto internazionale è affermato il principio della “proprietà collettiva del territorio”. In Basilicata come nello Zambia si viola questo diritto, perché a decidere del destino del suo territorio sono i Pubblici Amministratori e le Imprese Multinazionali.
Sono sistematicamente assenti sul tavolo delle trattative i cittadini che sono i naturali titolari del territorio. E’ contro natura, contro ragione e contro il diritto che, nella gestione della “cosa pubblica”, gli interessi privati prevalgano su quelli comuni.
Dopo la Val d’Agri, tocca alla costa jonico-metapontina essere trivellata e poi puntellata di pozzi petroliferi. Sono pochi a pensare che questa invadenza possa distruggere in breve tempo la prospera agricoltura conseguita alla Bonifica degli anni Sessanta, la prospettiva di un turismo d’eccellenza, il patrimonio di cultura e di storia disseminati in questa terra che un tempo aveva nome di “Magna Grecia”.
Thurioi, Syris, Heraclea, Pandosia, Metaponton sono “siti” della Storia che nessuna trivellazione può rimuovere dalla memoria e dagli occhi.
Intelletuali di Basilicata e d’Italia, opponetevi a queste forme di “saccheggio” culturale!
Di pari gravità è lo spopolamento della Basilicata, nonostante l’estrazione del petrolio.
In questa regione sono precarie persino le imprese, le quali abbandonano poi al loro destino la terra che prima hanno sfruttato.
La Basilicata si spopola progressivamente di studenti e operai che cercano fortuna lontano dalla terra che li ha generati. Chi resta vive nell’impotenza lo sfruttamento che si consuma a proprio danno.
Presidenti di Provincia e di Regione, Sindaci, Prefetti, Comandi delle Forze dell’Ordine, Partiti politici, Sindacati, Vescovi e Preti di Basilicata, da che parte state?
Nello Zambia dalla prte degli “sfruttati” stanno solo i Missionari cattolici e luterani.
In Basilicata non c’è sufficiente consapevolezza della comune condizione di “sfruttati”. Viene il timore che “l’idrogeno solforato” stia avvelenando, oltre l’organismo, l’intelletto e il sentimento.
Pietro Tamburrano
a nome del Comitato “Cittadini Attivi”
di Bernalda e Metaponto