La politica incontra le forze sociali per rilanciare le questioni della Val D’Agri giovedì 23 ottobre, ore 18:00, presso l’Hotel Sirio di Villa D’Agri. Il dibattito prende spunto dalla situazione critica in cui versa il territorio dal punto di vista occupazionale e riprende, pure, alcune esperienze già fatte nel settore delle estrazioni che possono essere indicative per il futuro delle popolazioni locali. Infatti, alla scoperta di giacimenti di metano nella Valle del Basento, negli anni ‘60, seguì un periodo di intenso dibattito politico.
La stessa cosa sta accadendo, oggi, in Val D’Agri con la scoperta del petrolio. Due allora erano le questioni: bisognava portare il gas per gli usi domestici (riscaldamento e cucina)? O bisognava trasportarlo, tramite condotte, sulla costa? Negli anni compresi tra il 1962 ed il 1964, l’ANIC costruì una raffineria a Pisticci scalo e a questa seguì la costruzione di strade, alberghi e di un villaggio residenziale; vennero inoltre rafforzati gli argini del fiume e allacciata l’elettricità. Enorme fu l’investimento di capitali, anche se le cifre non sono note. Dalle amene colline materane si spostarono verso la vallata, indebolendo le strutture agricole ivi presenti, migliaia di giovani con le speranze di fare un salto di qualità nella vita.
Il benessere si allargò con l’assunzione di 1.275 persone, di cui 268 impiegati, 126 donne.
La Valle del Basento pulsava e sembrò che questo processo di crescita improvvisa non avesse mai fine. Il metano, invece, esaurì le sue funzioni come pure rimasero inermi le attività industriali avviate. Per questo l’esempio del modello della Val Basento merita una chiave di lettura ben precisa per la classe politica che ha dalla propria tutte le informazioni e le esperienze opportune per impostare un programma di sviluppo per la Val D’Agri a medio e lungo respiro in modo diverso.
Va detto che la Val D’Agri, rispetto alla Val Basento, gode di benefici naturali ed ambientali differenti e più consistenti e questo le consente di poter avviare nei singoli settori come l’agricoltura, il commercio, il turismo, l’artigianato, la cultura, azioni mirate, paese per paese, idonee a trattenere le popolazioni in loco e a procurare per i giovani nuovo lavoro. Il petrolio, si sa, è una grande risorsa che va utilizzata ma non è tutto; ha una sua scadenza temporale con cui bisogna purtroppo fare i conti. Di converso abbiamo settori produttivi tradizionali, precedentemente citati, che meritano sostegno e provvidenze economiche certe, grazie alle quali è possibile organizzare un sistema di vita efficiente. In primis l’agricoltura che gode nella Val D’Agri di consolidate tradizioni che vanno rinnovate con l’attuazione del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 che ha in dotazione ingenti risorse per la formazione di nuovi quadri e per la ristrutturazione delle aziende agricole singole o associate. L’agricoltura è un settore vivo, ma va organizzato dagli addetti con una visione più concertata e con una logistica adeguata a livello locale tutta da creare, e capace di indirizzare le logiche del mercato nella zona in modo più aperto, considerando che la Val D’Agri è baricentrica rispetto alla Campania e alla Puglia.
Nuove attività, intanto, complementari sono nate con risorse comunitarie nel settore agricolo, vedesi gli agriturismi, gli equiturismi, l’apicoltura con ricadute positive a livello di occupazione.
Un settore, che a parer nostro, va interamente impiantato è la floricoltura e il vivaismo, che, godendo in sufficienza di acqua e di gas, possono essere il volano di crescita e di occupazione per centinaia di giovani e di donne.
Esperienze di questo genere sono già presenti nel metapontino e nel melfese, con strutture operative che danno lavoro a centinaia di giovani, soprattutto donne; analoghe iniziative potrebbero essere intraprese in Val D’Agri che ha tutte le condizioni ambientali e strutturali per vedere decollare la floricoltura con risultati interessanti. Altri due settori da ritenersi capitali per le dinamiche di sviluppo della Val D’Agri sono il turismo di prossimità e l’artigianato.
La Val D’Agri gode di risorse uniche, vanno governate turisticamente con l’intento di rafforzare le relazioni con le regioni contermini, che hanno un bacino demograficamente interessante e tradizioni socio-economiche da interscambiare. Forti motivazioni esistono, altresì, nella classe politica locale per il comparto dell’artigianato e delle micro attività, venendo meno le quali si minerebbe alla base la qualità di vita delle popolazioni locali.
Poi, per concludere, la presenza di laghi, monti, borghi antichi ed ospitali, boschi, ruderi archeologici fanno da cornice ad una realtà, demograficamente contenuta, che ha tante potenzialità per esprimersi e per crescere armonicamente.
Alla politica spetta l’ultima parola.
prof. GAETANO FIERRO
CONS. REGIONALE DELLA BASILICATA
GRUPPO COSTITUENTE DI CENTRO
Fonte: Lucanianews