Daily Archives: 23 ottobre 2008

FIAT-SATA di Melfi: è ancora lunga la strada per gli operai licenziati

E’ passato quasi un anno dai licenziamenti illegittimi messi in atto dalla Fiat a Melfi e noi operai licenziati non siamo ancora rientrati in fabbrica. Nonostante i ricorsi siano stati presentati, alcune udienze si siano tenute e alcuni procedimenti d’urgenza si siano conclusi, nonostante in più occasioni i giudici abbiano affermato che i licenziamenti riguardo al “ fumus boni iuris” appaiono illegittimi, non si intravede all’orizzonte ancora quando potremmo ritornare tutti in fabbrica.

E’ stato impugnato il mio licenziamento e quello di Ferrentino tramite l’art. 28 (condotta antisindacale), ma il giudice ha ritenuto che il sindacato FLMUniti-CUB non avesse “il requisito della nazionalità” ed ha rigettato il ricorso senza entrare nel merito.

E’ stato impugnato il licenziamento di Passannante tramite l’art. 700 (procedura d’urgenza per sospendere i provvedimenti prima del giudizio di merito, nel caso essi comportino un danno irreparabile anche da un’eventuale sentenza a favore del ricorrente). In prima istanza Passannante ha ottenuto il reintegro. La Fiat subito dopo ha proposto appello e ha vinto e Passannante è ancora fuori in attesa del giudizio di merito.

L’altro operaio, Miranda, ha impugnato il licenziamento sempre per l’art. 700. In prima istanza la CEVA (terziarizzata Fiat) ha vinto ed è stato rigettato il ricorso. Il lavoratore ha proposto appello e ha vinto, ma non è ancora rientrato sul suo posto di lavoro.
Addirittura la sua azienda in evidente spregio del dispositivo del giudice che sanciva “di reintegrare” l’operaio “immediatamente nel posto di lavoro occupato all’atto dell’impugnato licenziamento” gli ha comunicato di essere stato trasferito a centinaia di chilometri di distanza.

Perso il ricorso, con l’art. 28, è stato impugnato il licenziamento mio e quello di Ferrentino per “l’art. 414 con contestuale richiesta di emissione di provvedimento cautelare ex art. 669” , cioè con richiesta di immediata sospensione del provvedimento, ma i giudici hanno rigettato il ricorso d’urgenza e non si capisce se e quando rientreremo in fabbrica.

Hanno fissato le udienze di merito, con “tempi biblici”, la prima, che riguarda me, si dovrebbe tenere a febbraio 2009, per Ferrentino addirittura a luglio 2009.

Una cosa è chiara, ricorsi su ricorsi, rinvii su rinvii, udienze su udienze, il tempo passa e noi operai non rientriamo in fabbrica e la Fiat oggettivamente risulta favorita.

E’ quasi un anno che siamo stati buttati sul lastrico e la Fiat, nonostante ciò, sostiene che non esiste il “requisito del periculum in mora” cioè del danno irreparabile, perché, avendo percepito il TFR e l’indennità di disoccupazione (indennità che si ha solo per i primi otto mesi), possiamo sopravvivere per gli altri anni che ci vogliono per concludere la causa.
La tesi della Fiat nella maggior parte dei casi è stata accolta dai giudici di Melfi.

Eppure la nostra condizione è così evidente! Un operaio in media percepisce un reddito che non arriva a 20 mila euro all’anno. Considerando i tempi già trascorsi (un anno) e quelli che servono per affrontare il merito della causa (altri anni), ad un operaio nei fatti gli si dice che può sopravvivere con una manciata di euro al mese. Una assurdità, che però ha finora convinto i giudici di Melfi.
Per noi operai licenziati, la strada per arrivare a sconfiggere la Fiat ottenendo il rientro in fabbrica è ancora lunga.

Donato Auria, “donatoauria.blogspot.com”

Via: Mercante di Venezia

ESCO ENERGY: dalla Basilicata arriva il Gel fotovoltaico

Uno speciale gel consentirà di trasformare l’energia solare catturata da terminali elettrici istallati nei vetri delle abitazioni e di riversarla nella rete tradizionale.

La Esco Energy, azienda produttrice di energia ubicata nel sud Italia, con sede a Potenza, ha lanciato al mercato nazionale ed europeo una sfida innovativa e tecnologica nel campo della produzione energetica. Il risultato prodotto e’ un gel fotovoltaico che si potra’inserire nelle finestre delle abitazioni e consentirà di trasformare le vetrate delle abitazioni in vere e proprie fonti erogatrici di energia. Il progetto che ha visto operare un team gestalico di 20 persone, ha dato vita alla nascita in laboratorio di questo composto liquido il quale ingrediente principale e’ il silicio amorfo. Attraverso questa innovazione la luce che arriva dal sole viene così catturata ed assorbita in energia, da impiegare per usi e consumi domestici; negli esperimenti tenuti in laboratorio il gel ha mostrato ottima capacità di catturare le frequenze della luce naturale ed artificiale prodotta dall’illuminazione.

Il costo industriale del prodotto è di due euro per watt con una produzione che di circa 97 watt per ogni metro quadrato di superficie vetrata. Il gel, brevettato a livello nazionale, permetterà di ammortizzare i costi nel giro di qualche anno visto i consecutivi e notevoli risparmi che si potranno avere nell’utilizzo di questo materiale. L’obiettivo dell’azienda e del suo presidente, Giuseppe Vetere, è di contribuire al rilancio economico della regione Basilicata attraverso l’innovazione. Il progetto punta soprattutto sull’espansione del mercato italiano, con l’apertura di due filiali a Roma e a Milano, per allargarsi poi al mercato del nord Europa. Attualmente il crescente interesse per il fotovoltaico ha determinato in Italia l’impiego di ben 100 Mw installati in circa quattromila esercizi.

Il successo dell’azienda è l’impiego del materiale fluido è destinato a crescere rapidamente; secondo i dati elaborati da l’ Epia (EUROPEAN PHOTOVOLTAIC INDUSTRY ASSOCIATION), si prevede che il fotovoltaico nei prossimi quattro anni soddisferà ben il 12% della domanda complessiva europea.

Costanza Lenzi