
Su invito del Comitato studentesco per la contestazione del Decreto Gelmini i
Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto hanno partecipato all’incontro con gli studenti fissato alle ore 11,00 del 23 ottobre 2008 all’interno del Liceo Scientifico di Bernalda (MT).
A nome loro ha parlato anche per espresso desiderio degli studenti Pietro Tamburrano, ex docente di questa scuola. I contenuti dell’intervento sono così sintetizzabili.
La solidarietà dei “Cittadini Attivi” alla iniziativa degli studenti è totale e sincera, perché sono giuste le contestazioni nazionali in atto contro il Decreto Gelmini, e perché i diritti rivendicati dagli studenti sono sacrosanti. Il relatore ha evidenziato la “incostituzionalità” del Decreto Gelmini e la “inopportunità” che esso entrasse a mortificare la dignità dell’Aula Parlamentare.
Le ragioni di un così audace giudizio stanno nella “inosservanza” di ciò che attiene alla società democratica, garantita dalla Costituzione. La scuola democratica è “istituzione” dello Stato che garantisce la promozione umana e la integrazione sociale di ogni persona, senza alcuna distinzione di origine, di razza, di appartenenza e di confessione politica o religiosa. In democrazia non possono esserci scuole per facoltosi e scuole per poveri.
La Costituzione italiana garantisce l’esistenza delle Scuole private ma sotto la vigilanza della Pubblica Istruzione dello Stato, non viceversa. In democrazia la Scuola pubblica forma il cittadino e il professionista, ossia la persona formata come soggetto consapevole e responsabile, che entra poi nella società civile come protagonista attraverso il lavoro. In tal modo un cittadino così formato sarà pronto a collaborare per il miglioramento politico-gestionale delle Istituzioni, e sarà fiero di contribuire col suo lavoro specifico al benessere della società stessa. La prospettiva della scuola democratica, pertanto, non è la discriminazione, non è la selezione, non è la esclusione, bensì la valorizzazione di ogni singolo cittadino, sia per l’affermazione dell’individuo, sia per la salute della società. Il Decreto Gelmini sembra contenere molteplici elementi per sospettare che si voglia una scuola a servizio dell’imprenditoria, funzionale non alla crescita e alla promozione dei cittadini, ma al loro asservimento ai bisogni dell’impresa. La Scuola sul modello dell’Azienda è creatura della Confindustria, non della grande pedagogia universale, né tantomeno della democrazia e della Costituzione italiana.
I finanziamenti pubblici devono avere come prima voce e come primo obiettivo la Scuola nelle modalità della istruzione e della ricerca scientifica. Il degrado dell’Italia è l’effetto primario dell’abbandono della scuola pubblica a sorti alterne, vergognosamente tollerate e sottovalutate dal giudizio collettivo. Agli studenti è stato sottratto l’interesse per lo studio, perché al termine dei loro sacrifici scolastici li attende non il lavoro, per tutti garantito dalla Costituzione, ma la disoccupazione, il parcheggio per diseredati, tranne che si disponga di protezioni e di tutele di altro genere, legate più alla illegalità e all’abuso di potere, che al diritto della persona e del cittadino.
All’interno della Scuola vi sia diversa considerazione degli studenti, che madre natura ha creato intelligenti, creativi, ma diversi per indole e tendenze. La Scuola deve “edùcere”, far venire fuori queste diversità che sono risorse, ricchezze, evidenziarle alla coscienza dei soggetti e rilanciarle per il successo complessivo. Dunque la selezione è naturale, non artificiosa e frustrante. Gli studenti devono rafforzare, nella Scuola, l’autostima, la consapevolezza del proprio valore, e l’avviamento a perfezionare le proprie abilità per realizzarsi come persone, e per mettersi al servizio dell’intera società. Studenti non mortificati, ma rilanciati con successo verso il lavoro, e attraverso questo nella società. Sulla formazione del cittadino e del lavoratore, non su altro, occorre investire fondi.
Altro che tagliare!
Così come si creano nuovi rilanci per l’industria, occorrono nuovi rilanci per la democrazia, la quale sussiste solo se ci sono cittadini validi e partecipi, vigili sui rischi che essa può correre quando a condizionarla ci sono i “prepotenti”.
Gherardo Colombo parla di società orizzontale, non verticale.
L’intervento del prof. Tamburrano si è concluso con significativo gradimento e appluso da parte degli studenti.
Il Comitato “Cittadini Attivi” di Bernalda e Metaponto