Daily Archives: 31 ottobre 2008

Parco della Val d’Agri: basta esitazioni

Si è concluso il 20 ottobre con un Workshop il progetto del WWF Ricerche e Progetti, finanziato dal Gal Akiris nell’ambito dell’iniziativa Leader Plus 2000/06, per la Formazione e la sensibilizzazione degli amministratori, degli imprenditori e dei cittadini sui temi della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile con particolare riferimento all’istituzione del Parco Nazionale della Val d’Agri Lagonegrese.

Al Workshop hanno partecipato in rappresentanza del Gal Akiris la dr.ssa Angela Latorraca, presidente del GAL, ed il Dr. Ennio Di Lorenzo, per il WWF il Prof. Vito Mazzilli ed il Dr. Luigi Agresti, per il WWF Ricerche e Progetti la Dr.ssa Enrica Laveglia ed il Dr. Remo Bartolomei, nonché l’Assessore alle Aree Protette della Provincia di Potenza Dr.Carmine Rossi, il vicesindaco di Moliterno Dr. Domenico Cavaliere, il sindaco del Comune di MarsicoVetere Ing. Michele Mazza, il sindaco del Comune di Spinoso Dr. Mario Solimando e l’Assessore Vincenzo Aloisio per il comune di San Chirico Raparo.

Sia i relatori che gli amministratori intervenuti hanno evidenziato l’insostenibilità della situazione venutasi a creare a seguito dell’istituzione del Parco Nazionale della Val d’Agri in quanto a distanza di ben 10 mesi dall’emanazione del decreto istitutivo non sono stati ancora nominati né il presidente né gli altri organi di gestione, provocando una situazione di incertezza sia tra gli amministratori locali che tra i cittadini. Se da una parte infatti con il decreto istitutivo sono entrate in vigore immediatamente le norme di tutela, d’altra parte l’assenza degli organi di gestione e dei relativi strumenti normativi (piano e regolamento del Parco) non solo non permette di avviare i processi di sviluppo auspicati ma neanche di avere riferimenti normativi certi per lo svolgimento di tutte le attività anche di routine che interessano la vita quotidiana degli abitanti, creando un pericoloso effetto boomerang nei confronti del Parco.

Gli amministratori hanno più volte sottolineato che i cittadini della Val d’Agri hanno il diritto di avere risposte certe dal Ministero dell’Ambiente che ha la responsabilità di avviare la procedura, in modo da non vedere continuamente frustrate le aspettative di un rilancio economico del territorio che il Parco può offrire. Risposte certe che possano anche conciliare le istanze dei vari attori sociali ed economici dell’area, agricoltori, allevatori, imprenditori, cacciatori che attualmente vivono il parco semplicemente come un vincolo.

Per l’avvio effettivo del parco sarà quindi necessario in tempi brevissimi un lavoro sinergico tra il Ministero dell’Ambiente, l’Amministrazione regionale, gli enti locali ed i cittadini, a partire dall’individuazione degli organi gestori, favorendo l’implementazione di programmi per lo sviluppo locale ed operando in modo che l’iniziale atteggiamento di soddisfazione delle comunità interessate non si tramuti in ostilità. Il Parco della Val d’Agri può e deve essere occasione per un discorso di più ampio respiro, che stimoli a ripensare globalmente il sistema regionale delle aree protette che andrebbero maggiormente sostenute, sia con investimenti finanziari, sia con strutture tecniche, scientifiche e gestionali necessarie a concretizzare adeguate politiche di tutela e valorizzazione.

L’attuazione del parco e la sua corretta gestione sicuramente potranno cogliere ed assecondare le vocazioni della valle, già emerse e portate avanti con i programmi ed i fondi strutturali europei, fondate sullo sviluppo agricolo, turistico e su una rete di piccole e medie imprese di servizi, connessi all’imprenditoria locale e alle esigenze della popolazione. Questa tendenza ha possibilità di consolidarsi ed avere esiti duraturi, a condizione che si punti non soltanto sul superamento delle carenze infrastrutturali e sulla qualificazione delle risorse umane, ma anche sulla valorizzazione delle risorse endogene, primo fra tutte la singolarità ed il valore ambientale, a livello locale.

Alla fine del Workshop è emersa unanime quindi la richiesta agli organi Regionali ed al Ministero dell’ Ambiente di procedere senza ulteriore indugio alla nomina di un Presidente, scegliendo per tale ruolo una persona di comprovata capacità nella gestione delle risorse naturali che sappia effettivamente dar corso alle aspettative ed alle istanze del territorio, evitando invece di effettuare la scelta solo in base a criteri di spartizione politica.

GAL AKIRIS
WWF Ricerche e Progetti

WWF Basilicata

Il decreto Gelmini e’ legge

A poche ore dall’approvazione al Senato del decreto Gelmini, si innalza la controffensiva delle opposizioni.

Diverse sono le dichiarazioni rese da tutti gli esponenti del centrosinistra, tutte tese però a fomentare manifestazioni di piazza e disordini in tutto il Paese, questo il commento del Commissario Regionale del Movimento per l’Autonomia, Angelo Zambrino.

Sulla scuola serve maggior chiarezza, innanzitutto ribadendo che il Governo con questa legge non cancella assolutamente il tempo pieno, ma al contrario verrà potenziato con l’eliminazione delle compresenze, infatti nel piano programmatico è previsto che che le famiglie potranno scegliere tra 24, 27, 30 e 40 ore. La scelta poi del Maestro Unico, ci vede coinvolti in una nuova svolta del sistema scolastico Italiano. La scelta del Maestro Unico è rivolta a far salire nuovamente il livello qualitativo dell’insegnamento. Resta inteso che non verranno intaccati gli insegnanti di inglese e di religione.

La scelta di eliminare i cosiddetti “moduli”è sacrosanta. Questa “stupenda” invenzione fu introdotta soltanto per mantenere alto il numero delle cattedre a fronte di una riduzione delle nascite. L’ennesima fandonia della sinistra è relativa agli insegnanti di sostegno, che con la nuova legge non verranno minimamente intaccati. In merito alle scuole di montagna, si procederà ad una riorganizzazione per i plessi sotto i 50 alunni, ma solo nei teritori non ubicati nelle “comunità montane” e non particolarmente isolati. Inoltre, in riferimento ai tanti precari, il Governo Berlusconi ha riaperto le graduatorie di insegnamento per il 9° ciclo delle SSIS, che il Governo guidato da Romano Prodi aveva escluso.

C’è da dire invece che abbiamo la media di 1 docente ogni 9 alunni, mentre la media Ocse è di 1 a 12. Al contempo, docenti malpagati, anche un 40% in meno rispetto ad altri paesi dell’UE come la Germania. E’ poi, l’introduzione di una politica scolastica più meritocratica, infatti il 30 % dei risparmi della riorganizzazione scolastica servirà a premiare chi raggiunge buoni risultati.

Altro tema scottante sono il numero dei bidelli, 167 mila bidelli contro 118 carabinieri, e allo stesso tempo, le pulizie in moltissime scuole vengono affidate e ditte esterne. Si riduce anche la spesa per i libri di testo, creando il principio che se una scuola adotta un testo, si impegna con l’editore a non variarli per almeno 5 anni. E poi, uno dei fiori all’occhiello della legge Gelmini è la reintroduzione del voto in condotta, che serve a riaffermare una cultura dei diritti e dei doveri, per combattere in primis il bullismo scolastico e consentire a far acquisire una cultura della legalità e del rispetto degli altri e delle regole.

Ufficio Stampa
MPA Basilicata

Il castello di Grottole e il fantasma di Abufina

Si narra che a Grottole il castello fu fatto costruire per ordine del duca longobardo Sichinulfo nel 851 a difesa proprio della città lucana e dei territori dello stesso duca.

Oggi del castello rimane ben poco. Ben visibile è il torrione con una finestra che affaccia sul paese.

Proprio da questa finestra nelle notti di luna piena nei mesi di aprile e giugno appare il fantasma di Abufina, una bellissima ragazza morta per amore.

Abufina era una dama di corte bellissima, intelligente ed innamorata di Selepino, che si trovava a combattere in terre lontane. Una sera, mentre ricamava alla finestra, sentì un cavallo che correva verso di lei con un plico in groppa. Il plico conteneva il seguente messaggio: “Vieni, Abufina, vieni da me; io che uccido i nemici, me l’amore mi uccide; vieni, Abufina, vieni da me: insieme con te al castello di Grottole sol tornerò; fà presto, fà presto…”.

Abufina, accecata dall’amore, non esitò a partire. Dopo pochi chilometri però il cavallo inciampò facendo cadere la bella dama nel fiume Basento che annegò. Da allora la sagoma di Abufina non solo compare dalla finestra del castello ma lo stesso fiume Basento pare sussurrare il nome della dama pentito di aver distratto il cavallo e di aver fatto annegare Abufina.

Cinema: Programmazione da Venerdì 31 a Giovedì 6 Novembre 2008 presso il Cineteatro EDEN di Villa d’Agri (Marsico Vetere)

Il mattatore dei teatri Vincenzo Salemme arriva al cineteatro Eden di Villa d’Agri correte a vedere il film! non ve ne pentirete… NO PROBLEM vi attende!!!

BUONA VISIONE!


da Venerdì 31 a Giovedì 6 Novembre
ore 19:00 – 21:30

Trailer:

Arturo Cremisi è (o, meglio, era) il protagonista di una soap opera dal titolo “Un bambino a metà”. ‘Era’ perché Federico, il bambino che interpreta il ruolo di suo figlio, gli ruba costantemente la scena grazie anche agli appoggi ‘in alto’ di cui gode la madre Barbara che nel passato ha avuto una breve relazione proprio con Arturo. Sul set la tensione è alle stelle ma la situazione si complica all’estremo quando negli studi di registrazione giunge il piccolo Mirko che, avendo perso il padre e vivendo con una madre sempre in tensione, si è identificato nel protagonista della soap e ha deciso che Arturo è il padre che gli manca. All’istintivo tentativo di liberarsi dell’importuno da parte dell’attore fa da scudo l’intraprendenza del suo agente Enrico Pignataro. Costui, naif quanto basta a storpiare una parola su cinque ma estremamente attento a tutto quanto può accrescere la sua parcella, vede in questo incontro un affare. I settimanali e le rubriche televisive andranno a nozze con la storia dell’attore che diventa ‘nella realtà’ il padre dell’orfano. Ci sono però due ostacoli: la madre di Mirko che non vuole che il figlio venga sfruttato mediaticamente e uno zio del bambino simpaticamente alienato. A loro si aggiunge la rabbia di Barbara che rischia di vedere il proprio pupillo entrare in un cono d’ombra.

Dopo l’incontestabile successo di SMS-Sotto mentite spoglie Salemme decide di conservare un elemento prezioso della squadra (Panariello a cui permette di svariare su più registri espressivi) e di farsi affiancare da due cavalli di razza dall’altrettanto indiscutibile e consolidata carriera come Sergio Rubini e Iaia Forte. Memore della lezione dei De Filippo (di Eduardo, certo, con cui ha a lungo lavorato ma anche di Peppino) sa che uno dei mezzi per far pensare è quello di far sorridere. Lo fa con delicatezza e misura per gran parte di un film che mette alla berlina il mondo della serialità televisiva nostrana con i suoi miti effimeri destinati a un’altrettanto effimera ascesa agli altari con spesso conseguente caduta nella polvere dei dati dell’Auditel e affini. Il suo Arturo è un ex essere umano ormai solo attento a chi gli ruba i primi piani e (cor)roso da una sterile lotta per uno pseudosuccesso. Il piccolo Mirko, che è sprofondato (come accade non solo al cinema ma anche nella patologia scientificamente studiata) nella commistione totale tra finzione e realtà nel tentativo di suturare una ferita troppo profonda, lo trascina con sé nel mondo di una realtà che è fatta di piccole meschinità (come quelle rappresentate con grottesca misura da Oreste Lionello e Gisella Sofio) che non sono poi troppo distanti da quelle che lui stesso si porta dentro.

Tutto questo viene raccontato non dimenticando mai lo spettatore e le sue attese salvo in due casi. Il tormentone della degustazione di vini fa deviare il film sul piano della farsa di cui non si sentiva il bisogno e il finale (di cui ovviamente non anticipiamo il contenuto) rischia di rientrare proprio negli schemi narrativi di quella soap opera che così abilmente si era messa alla berlina. Peccato. Anzi due peccati. Veniali? Al pubblico l’ardua sentenza.

Fonte: My Movies