
A poche ore dall’approvazione al Senato del decreto Gelmini, si innalza la controffensiva delle opposizioni.
Diverse sono le dichiarazioni rese da tutti gli esponenti del centrosinistra, tutte tese però a fomentare manifestazioni di piazza e disordini in tutto il Paese, questo il commento del Commissario Regionale del Movimento per l’Autonomia, Angelo Zambrino.
Sulla scuola serve maggior chiarezza, innanzitutto ribadendo che il Governo con questa legge non cancella assolutamente il tempo pieno, ma al contrario verrà potenziato con l’eliminazione delle compresenze, infatti nel piano programmatico è previsto che che le famiglie potranno scegliere tra 24, 27, 30 e 40 ore. La scelta poi del Maestro Unico, ci vede coinvolti in una nuova svolta del sistema scolastico Italiano. La scelta del Maestro Unico è rivolta a far salire nuovamente il livello qualitativo dell’insegnamento. Resta inteso che non verranno intaccati gli insegnanti di inglese e di religione.
La scelta di eliminare i cosiddetti “moduli”è sacrosanta. Questa “stupenda” invenzione fu introdotta soltanto per mantenere alto il numero delle cattedre a fronte di una riduzione delle nascite. L’ennesima fandonia della sinistra è relativa agli insegnanti di sostegno, che con la nuova legge non verranno minimamente intaccati. In merito alle scuole di montagna, si procederà ad una riorganizzazione per i plessi sotto i 50 alunni, ma solo nei teritori non ubicati nelle “comunità montane” e non particolarmente isolati. Inoltre, in riferimento ai tanti precari, il Governo Berlusconi ha riaperto le graduatorie di insegnamento per il 9° ciclo delle SSIS, che il Governo guidato da Romano Prodi aveva escluso.
C’è da dire invece che abbiamo la media di 1 docente ogni 9 alunni, mentre la media Ocse è di 1 a 12. Al contempo, docenti malpagati, anche un 40% in meno rispetto ad altri paesi dell’UE come la Germania. E’ poi, l’introduzione di una politica scolastica più meritocratica, infatti il 30 % dei risparmi della riorganizzazione scolastica servirà a premiare chi raggiunge buoni risultati.
Altro tema scottante sono il numero dei bidelli, 167 mila bidelli contro 118 carabinieri, e allo stesso tempo, le pulizie in moltissime scuole vengono affidate e ditte esterne. Si riduce anche la spesa per i libri di testo, creando il principio che se una scuola adotta un testo, si impegna con l’editore a non variarli per almeno 5 anni. E poi, uno dei fiori all’occhiello della legge Gelmini è la reintroduzione del voto in condotta, che serve a riaffermare una cultura dei diritti e dei doveri, per combattere in primis il bullismo scolastico e consentire a far acquisire una cultura della legalità e del rispetto degli altri e delle regole.
Ufficio Stampa
MPA Basilicata