Monthly Archives: dicembre 2008

L’Eni ha avviato i trasferimenti

L’Eni ha avviato lo smantellamento del Distretto. Entro gennaio saranno attuati i primi provvedimenti logistici legati al Piano Industriale che prevede la cancellazione della sede direzionale E&P di Ortona. Una ventina tra funzionari e dipendenti del polo di Sant’Elena in questi giorni hanno ricevuto lettere di trasferimento a Ravenna e Val d’Agri e “per il 2009 – annuncia il coordinamento Rsu – è atteso un massiccio ricorso alla mobilità con possibili prepensionamenti e la Cig per le Aziende dell’indotto”.

Subito dopo l’Epifania sarà convocata la Consulta del Lavoro, con ogni probabilità alla presenza di rappresentanti della multinazionale dell’energia, per analizzare insieme alle organizzazioni di categoria e le parti sociali le conseguenze della crisi sul tessuto locale, anche alla luce di una ricognizione condotta prima di Natale dalla Cisl tra tutte le ditte del comparto.

Secondo il sondaggio molte realtà lasceranno la città per seguire l’Eni altrove, con una prospettiva di forte recessione economica per il sistema produttivo, che per il 70% si è consolidato negli ultimi 30 anni attorno al segmento della ricerca e sfruttamento degli idrocarburi. Verrà chiesto un incontro al neo governatore Gianni Chiodi. «La posizione della Regione – accusa il coordinamento Rsu – che ha bloccato le attività di estrazione e produzione in Abruzzo sta causato la fuga delle principali Aziende del settore a cominciare proprio da Eni, che, dopo aver contribuito a creare oltre 3000 posti di lavoro sul territorio, è stata letteralmente cacciata a pedate dai politici legati agli interessi di bottega delle singole comunità locali, che hanno preferito fiancheggiare i comitati ed i movimenti contrari alle attività petrolifere. Nell’ultimo anno si è sviluppato attorno al problema del Centro Oli un teatrale psicodramma collettivo la cui responsabilità ricade principalmente sull’uso distorto delle informazioni e sulla incapacità di governo della classe dirigente», riguardo a una vicenda che invece, secondo le Rsu Eni, «si sarebbe dovuta ricondurre nel merito tecnico» e non farne «motivo di guerra ideologica e tema di campagna elettorale».

Pur condividendo le preoccupazioni dei sindacati e dei lavoratori del comparto, non si può tuttavia far passare sotto silenzio una infelice espressione usata nel comunicato: non si posssono definire “interessi di bottega delle singole comunità locali” l’opposizione, ad esempio, delle cantine sociali, degli operatori turistici, di decine di Comuni (compresi Chieti e Pescara), di migliaia e migliaia di cittadini preoccupati del futuro dei loro figli e persino della Chiesa. Non sono interessi “di bottega” così come non lo sono quelli di chi legittimamente difende il proprio lavoro. Si muova la politica, allora, ma senza cedere in alcun modo a scelte che potrebbero far pensare a inaccettabili ricatti.
C. D’I.
Fonte: Il Tempo

CONCORSO ITALIA WAVE 2009 : liberi di suonare !

Aperte le iscrizioni al Concorso ITALIA WAVE 2009 in Basilicata (siamo in Italia anche noi lucani, vero ?)

Sul sito www.italiawave.com nella sezione concorsi sono disponibili tutti i bandi del concorso Italia Wave 2009 ( BAND, dj producer, vj e progetti audio/video).

Per iscriversi basta compilare il form (sempre sullo stesso sito) ed inviare il materiale richiesto entro il 15 gennaio 2009 presso il punto di raccolta (antenna) regionale più vicino !!!

L’ISCRIZIONE, COME SEMPRE, E’ GRATUITA.

Lo battiamo il record di adesioni del 2008 (41 band) ?


Siete liberi di suonare ?? Fatevi avanti !


Per informazioni :

info@multietnica.org basilicata@italiawave.com

www.multietnica.org www.italiawave.com

L’organizzazione del clero riguarda solo il clero

Ho conosciuto Fulvio De Giorgi quando lo invitai nel 1988 (quindi 20 anni fa) a San Cesario di Lecce per un Convegno. Invitai l’allora dott. De Giorgi che mi fu indicato da Sua Eccellenza l’Arcivescovo di Otranto Donato Negro altro nativo del nostro paesello.

L’ho ascoltato di nuovo l’anno scorso in occasione di un incontro dell’Azione Cattolica Diocesana e non senza meraviglia ho letto la locandina dell’incontro per la presentazione del libro sul laicato cattolico. Oggi andrò a vedere la presentazione del suo nuovo libro “Il brutto anatroccolo. Il laicato cattolico italiano”.

In sintesi il Prof. De Giorgi nel suo libro “Il brutto anatroccolo. Il laicato cattolico italiano” sostiene che dopo il Concilio e dopo il discorso del Cardinale Tettamanzi noi Laici Cattolici dobbiamo subire una sorta di EMANCIPAZIONE. Secondo il Prof. Fulvio De Giorgi noi dovremmo affrancarci dalla guida costante e paterna del clero senza della quale siamo incapaci di qualunque decisione autonoma in tema di spiritualità e di fede, per crescere verso un età adulta che ci veda testimoni del Vangelo per il nostro essere seguaci di Gesù e per il nostro stesso tentare di mettere in pratica nella nostra vita il Vangelo.

Un po’ come la provocazione dell’ex Ministro Padoa Schioppa che in occasione della finanziaria dell’anno scorso dichiarò: «Mandiamo i bamboccioni fuori di casa». I laici cattolici sarebbero per il Prof. De Giorgi i bamboccioni e il clero le mamme chioccia!
Secondo il De Giorgi un buon educatore che non lascia a se stesso l’educato per farlo divenire AUTONOMO non compie bene la sua opera di aiuto a mettere fuori quanto già c’è dentro di noi.
Il clero (ovvero i preti e i Vescovi) pare che non siano molto propensi a far camminare noi fedeli laici con le nostre gambe.

La proposta? E’ tutta rivolta a noi fedeli che, secondo il Prof. De Giorgi, dovremmo dire ai nostri Parroci di fidarsi di noi che non siamo “Brutti anatroccoli” e loro (i preti) ovvero le amorevoli anatre che ci accudiscono dovrebbero spiritosamente darci potere in tema di pastorale! Ma il prof. De Giorgi sostiene che per far questo noi fedeli laici dobbiamo fare un bel salto e, seguendo la fiaba del buon Hans Christian Andersen, far uscire il cigno che c’è in me!
In pratica il Prof. De Giorgi prende atto che il clericalismo non è più adeguato (secondo la mia modesta opinione non lo è mai stato).

Questa, come chiamarla, raccomandazione del Prof. De Giorgi a noi laici che andiamo a Messa la domenica è accompagnata da, come dire, un’indicazione ai preti che sempre secondo il Prof. De Giorgi dovrebbero lasciarci finalmente liberi di esprimerci.
Io non entro nel merito delle affermazioni del Prof. De Giorgi ma ho come l’impressione che l’argomento sia assolutamente privo di qualunque forma di riscontro nella realtà.

Mi spiego meglio. Io non dissento dall’esperienza di Parrocchia che ha il Prof. De Giorgi, infatti lui esprime la sua opinione in funzione dell’esperienza che ha fatto e che ancora fa nella sua diocesi, però non posso credere che il Prof. De Giorgi non sia a conoscenza di altre realtà, come ad esempio quella dei Movimenti, in cui il clero ha un compito assolutamente di SECONDO PIANO dal punto di vista organizzativo rispetto ai fedeli laici e in cui c’è pari dignità nell’azione pastorale.

Quindi il problema è risolto garantendo a tutti di essere ciò che sono e non ciò che noi desidereremmo che fossero. I clericali possono continuare a fare i clericali e gli emancipati affrancati dal clero chioccia possono esprimere la propria autonomia e indipendenza.
Io, francamente, non vedo il problema.

Poi se parliamo di persone che esercitano la loro professione all’interno della organizzazione antropologica artificiale chiamata gerarchia ecclesiastica o all’interno di strutture che sono l’emanazione di tale organizzazione, come il caso dell’Università in cui lavora il Prof. De Giorgi potrei anche essere solidale con chi, non appartenendo al clero, aspiri a una emancipazione che dia pari dignità ai fedeli laici che collaborano a titolo gratuito o che lavorano in cambio di un corrispettivo economico all’interno di strutture che sono emanazione del clero.

Bene fa il Prof. De Giorgi fulvio.degiorgi@unicatt.it che lavora nell’Università Cattolica del Sacro Cuore a chiedere per se e per chi è nella sua condizione ciò che chiede nel suo libro “Il brutto anatroccolo. Il laicato cattolico italiano”.
Ma ricordo a me stesso che la struttura gerarchica delle Parrocchie è tale che, se sei in disaccordo con il Parroco su un qualunque particolare (anche il più insignificante), il Parroco prima tenta amorevolmente di RIDURTI alle SUE RAGIONI e poi, se non riesce con i metodi propri di chi detiene il potere, vieni allontanato e sopportato solo in Chiesa per la Messa ma mai ti sarà dato di fare una qualunque azione pastorale in nome e per conto dell’organizzazione antropologica artificiale denominata Parrocchia.

Caro Prof. De Giorgi tutte queste buone intenzioni, queste amorevoli raccomandazioni e quant’altro da lei sostenuto è aria fritta, che non serve a nulla senza una proposta che cambi radicalmente la struttura dell’organizzazione antropologica artificiale che si chiama Parrocchia.
Infatti i miei amici preti mi hanno detto che per quanto riguarda i processi decisionali e le dinamiche che si sviluppano all’interno delle Parrocchie, le logiche che guidano il Parroco sono quelle proprie della Monarchia Assoluta, nella maggior parte dei casi, e della Monarchia Illuminata in casi sporadici.

Caro Prof. De Giorgi se lei desidera emanciparsi all’interno della struttura antropologica artificiale denominata Gerarchia Ecclesiastica o Clero allora è li che deve intervenire senza inventare nulla ma proponendo al clero di riscoprire LE ELEZIONI che i primi cristiani utilizzavano per selezionare Ministri e Clero!

Ma questa è una cosa che non riguarda me, né i tanti padri e madri che vanno a Messa la domenica e tentano di mettere in pratica nella loro vita il Vangelo, noi padri e madri di famiglia che tentiamo di imitare Gesù con tanti fallimenti ma anche con qualche successo.
Noi non abbiamo alcun interesse che le cose cambino in quella struttura gerarchica che, secondo la mia opinione, può organizzarsi al suo interno, come meglio crede senza per questo incidere minimamente nella mia vita.

Per Grazia di Dio non siamo in un Paese TEOCRATICO! Quindi caro prof. De Giorgi di come si organizza il Clero è affare solo del Clero e qualunque interferenza sarebbe INGERENZA GRATUITA E VIOLENTA!
Le aggiungo che non è necessaria alcuna certificazione da parte del Parroco per partecipare a concorsi pubblici o per essere assunti presso una qualunque azienda che non sia gestita dal Clero.
Ecco tutto! Le auguro buon lavoro e soprattutto un felice 2009!

Antonio Bruno

Il meteorologo: «Il vento gelido continuerà a soffiare in Puglia e Basilicata»

Pugliesi e lucani battono i denti sotto il gelido «spiffero» del burian russo. E le temperature continueranno a scendere nelle prossime 48 ore con spolverate di neve in Basilicata, su quote che man mano saranno più basse, fino a 500 metri. Intanto le correnti fredde provenienti dai vicini Paesi balcanici hanno riportato le precipitazioni sulla Puglia e temperature più allineate a quelle medie stagionali insieme a un forte vento che in alcuni momenti ha acuito ulteriormente la sensazione di freddo.
Il meteorologo Gaetano Brindisi fotografa così la situazione: «La prima settimana dell’inverno ha riproposto scenari più consoni al periodo e si è rivista anche la neve sul Gargano e sul subappennino dauno a quote superiori ai 700-800 metri».

Cosa ci dobbiamo aspettare nei prossimi giorni? «Le correnti da nordest continueranno a provocare in Puglia una diffusa instabilità su buona parte della regione per tutta la giornata di oggi; da domani le schiarite dovrebbero riportare un po’ di sole e un leggero riscaldamento».
Tornerà la neve sulle zone garganiche? «Qualche nevicata si potrebbe verificare oltre i 500-600 metri. In generale, però, il Gargano sarà teatro di piogge. Qualche schiarita interesserà il territorio tra il nord barese e il sud foggiano; le temperature saranno stazionarie con locali diminuzioni nella provincia di Foggia. Proprio qui: l’instabilità resterà confinata con isolate piogge e locali nevicate oltre i 400-500 metri specie sul subappennino. Sul resto della Puglia si faranno strada le schiarite e le temperature massime risulteranno in aumento».
Fin qui la Puglia. E in Basilicata? «Gli scenari sono simili. Il cielo risulterà irregolarmente nuvoloso con possibili nevicate oltre i 700-800 metri. Le precipitazioni saranno più probabili nel sud della regione e nel Materano. Le temperature saranno in lieve diminuzione su valori prossimi alla media».

Per ora c’è stata una spolverata di neve. Dobbiamo attenderci qualcosa di più sostanzioso? «La neve apparirà a 600-700 metri ma non in maniera copiosa. Le temperature saranno stazionarie con tendenza ad una lieve diminuzione delle minime in caso di schiarite notturne».

E qual è la tendenza nei prossimi giorni. Sarà una notte di San Silvestro all’insegna del gelo? «I primi giorni della settimana prossima vedranno un graduale miglioramento con residua instabilità e pochi fenomeni. Le temperature minime risulteranno in diminuzione mentre le massime, grazie al maggior soleggiamento tenderanno ad aumentare leggermente. A San Silvestro aspettiamoci il freddo tipico di questo periodo».

In diverse zone d’Italia il «generale inverno» si fa sentire. Ci sarà un’inversione di tendenza a breve? «Il flusso freddo proveniente dai Balcani continua inesorabile la sua marcia in modo controcorrente e cioè da est verso ovest, puntando verso la penisola iberica. Di conseguenza la pressione sull’Italia è prevista in aumento con relativo miglioramento a partire dalle zone settentrionali».

Massimo Brancati

La frase della settimana:

L’audacia è una delle più notevoli qualità dell’uomo quando è in una posizione inattaccabile.

Ambrose Gwinnett Bierce

La foto della settimana:

Natale sotto la neve: ecco come lo si vive nei paesi dell’est


Influenza, ancora pochi i malati in Puglia e Basilicata

ROMA – E’ ancora bassa la diffusione del virus influenzale in Italia e la tendenza al rialzo della curva epidemica è attesa nelle prossime settimane con l’arrivo del freddo. Secondo il centro epidemiologico di sorveglianza dell’ Istituto superiore di sanità, durante la cinquantunesima settimana del 2008, 348 medici sentinella distribuiti in tutto il territorio nazionale hanno inviato dati circa la frequenza di sindromi influenzali tra i propri assistiti. Il valore dell’incidenza totale è pari a 1,22 casi per mille assistiti. Nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 4,99 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5-14 anni l’incidenza è pari a 2,13, nella fascia 15-64 anni a 1,02 e tra gli individui di età pari a 65 anni e oltre a 0,53 casi per mille assistiti. L’attività dei virus influenzali viene definita dagli esperti «a livelli di base». Il valore dell’incidenza totale è paragonabile a quello registrato nelle precedenti stagioni influenzali.

Tra le regioni che registrano un numero di casi più elevato figurano la Valle d’Aosta con 4 casi a settimana per mille assistiti, le Marche con 3,4; il Piemonte con 3,37, il Molise con 2,67; il Lazio 2,44; l’Abruzzo 2,33; la Campania 1,85; la Toscana 1,44. La più bassa incidenza si registra in Calabria, Basilicata, Puglia e Sardegna. Le fasce di età più colpite sono i bambini e gli adolescenti.
PREVISIONE: Come previsto dagli esperti fin da ottobre, la curva di crescita di nuovi casi di influenza, iniziata in concomitanza con le festività natalizie, raggiungerà il picco dopo la metà di gennaio;

COSA FARE: «Nelle malattie da raffreddamento – spiega Fabrizio Pregliasco, professore di virologia all’Università degli Studi di Milano – è sufficiente ricorrere ai farmaci di automedicazione o da banco che possiamo comprare in farmacia senza prescrizione medica. L’uso degli antibiotici, invece, è da valutare con il proprio medico in quanto utile solo in presenza di infezioni batteriche».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno