
Poiché tra le motivazioni (almeno apparenti) della crisi politica alla Regione qualcuno ha tirato in ballo la gestione delle risorse petrolifere e i rapporti con Eni e Total, vorrei fare arrivare al Palazzo
la “voce” del “popolo del petrolio”, a cui il
Csail da anni tenta di dare protagonismo e rappresentatività.
E’ inutile ripetersi sul fallimento degli Accordi con le compagnie petrolifere almeno per le comunità della Val d’Agri e del Sauro che al di là di qualche piazzetta nuova, marciapiede, lampione o nel migliore dei casi, qualche struttura pubblica, non hanno “toccato con mano” alcun beneficio. Anzi, per noi il cosiddetto incidente al Centro Oli Agip di Viggiano è tutt’altro che chiuso e richiama responsabilità di istituzioni ed enti nei controlli per l’ambiente, la salute e la sicurezza dei cittadini, responsabilità che non si superano con un convegno scientifico come quello di oggi a Viggiano. Nei giorni scorsi in occasione di un incontro con gli studenti, i “petrolieri” dell’Eni hanno persino avuto la faccia tosta di riferire che dal 2003 al 2008 l’Eni ha assunto 60 giovani lucani di cui 41 diplomati e 19 laureati: vale a dire una percentuale che è vicina al 2% dei giovani qualificati e persino con due master universitari di specializzazione che continuano a risiedere (non so ancora per quanto tempo) nei comuni dei pozzi di petrolio.
L’ammissione del “vergogmoso fallimento” che è venuta direttamente dal vice presidente della giunta Folino è perciò nei fatti è sicuramente tardiva perché la Basilicata è sull’orlo del fallimento socio-economico-politico-istituzionale . Quello che come “popolo del petrolio” continua a preoccuparci è da una parte i tempi della politica per uscire dalla crisi in cui si è ricacciata e dall’altra i richiami più o meno velati a manovre delle persistenti lobby petrolifere. La nostra sollecitazione a fare in fretta per dare risposte alla gente e per saperne di più (da parte di chi sa) delle cosiddette manovre non ci sembra da “luna nel pozzo”. L’auspicio è che da questa crisi si esca rapidamente con almeno un’idea chiara in testa, da parte della classe dirigente della Regione, su cosa fare adesso e nell’immediato futuro per cambiare l’insoddisfacente gestione delle risorse petrolifere.
Per noi non è solo un problema di percentuale di royalties e di titolarità per i permessi di ricerca.
Si tratta di affermare un metodo di programmazione che faccia degli introiti del petrolio estratto uno strumento unico di sviluppo e lavoro e, non sperpero di danaro pubblico destinato solo a fini demagogici e clientelari . Ora non se ne può più !
Poiché l’attuale governo regionale ha esaurito tutto, in negativo, le potenzialità politiche e amministrative tese al decollo e allo sviluppo socio-economico della regione più ricca d’Europa, è auspicabile che si vada subito a nuove elezioni per salvare il salvabile !
Filippo Massaro,
Presidente CSAIL