Da Pontecagnano non si vola più. Sospesi decolli e atterraggi, annullate tutte le prenotazioni. In sintesi, scalo chiuso. Almeno fino a quando il consorzio non riuscirá a trovare un’altra societá per la gestione dei voli, dopo che ieri la romana Gan ha sbattuto la porta abbandonando l’aeroporto con due pagine di accuse al vetriolo al vettore Orion, alle banche, all’infrastruttura e alle istituzioni locali. A questi fattori la Gan (Global aviation network), addebita la responsabilitá di aver reso poco conveniente il servizio, generando la scelta di lasciare.
Secondo il consorzio Aeroporto, invece, tutto dipenderebbe dai mancati pagamenti da parte di Gan alla compagnia Orion, che ha fermato gli aerei obbligando al blocco dello scalo. Nelle ultime settimane i rapporti tra vettore e societá si erano sfilacciati. Pare che la Gan avesse chiesto, con l’aumento delle tratte, la garanzia di nuovi aerei che non sono mai arrivati. E delle difficoltá di gestione sarebbero stati informati, giá da ottobre, i vertici del consorzio. Di certo c’è che adesso il “Salerno Costa d’Amalfi” è fermo. E che tutte le prenotazioni per il periodo natalizio, circa tremila, sono annullate. Giá ieri mattina un problema tecnico aveva impedito i decolli degli aerei per Verona e Milano, poi la situazione è precipitata e, alle 17.30, la Gan ha ufficializzato l’addio. In serata non c’erano più nemmeno gli addetti al check-in, la biglietteria era chiusa e chi entrava si trovava davanti un aeroporto fantasma.
«Siamo stati costretti a sospendere i voli da fattori negativi incontrollabili e da altri imputabili a precise responsabilitá» scrive la societá di Guglielmo Rapicano. Tra le congiunture generali si cita l’impennata del petrolio in estate e, soprattutto, la recente chiusura dei flussi di credito da parte delle banche, dopo l’esplosione della crisi finanziaria. «Sono stati interrotti accordi giá in atto. Anche le più semplici e garantite forme di finanziamento sono state bloccate». Poi i problemi specifici di Pontecagnano. Secondo la Gan alcuni dei maggiori disagi sono venuti dal velivolo.
«Problemi con un motore, con le luci interne, con il carrello, con il pannello delle spie per i sistemi di bordo, e altro ancora». Disagi a cui si sono aggiunte le difficoltá dell’infrastruttura, ad esempio la doppia rottura dell’apparecchio Vor per la guida all’atterraggio.«In tutti questi casi la Gan ha dovuto organizzare servizi di ripiego, trasferimenti, pernottamenti, che hanno pesato solo sul suo portafoglio». Costi che non avrebbero trovato copertura, a causa di un calo di passeggeri che la societá addebita tanto a problemi strutturali, come la mancanza di segnaletica e di servizi, quanto allo scontro politico generatosi attorno all’infrastruttura. «La politica locale è stata capace di influire negativamente sul destino dell’aeroporto.L’escalation di scontri ha fatto calare la domanda. Alcuni operatori turistici si sono convinti che Salerno non funzionava e hanno dirottato i passeggeri su Capodichino».
Il futuro, adesso, è ancora più oscuro.Per poter riaprire lo scalo è necessario trovare un’altra societá che ne gestisca i voli, portando a Salerno anche una compagnia aerea. Rapicano coltiva il progetto di creare una compagnia meridionale, ma dopo l’epilogo di ieri è difficile immaginare un nuovo accordo con il consorzio salernitano.Il presidente Augusto Strianese è alla frenetica ricerca di un nuovo partner, sulla sua agenda ha fissato appuntamenti anche per la vigilia di Natale. Le prospettive, però, sono ancora incerte.