Già nel 2002 il WWF Basilicata chiedeva a gran voce la chiusura della discarica di RSU di
Moliterno, in attività dal 1994, dopo aver assolto il contributo di solidarietà nei riguardi della popolazione dell’Agri ospitando i rifiuti di tutti. Dopodichè il sito si sarebbe dovuto spostare, a rotazione, in altre località ritenute idonee da uno studio di VIA (valutazione di impatto ambientale) commissionato dalla Comunità Montana Alto Agri. La graduatoria stilata dai tecnici era la seguente per idoneità decrescente:
1° area Cozzi Crocevia di Tramutola
2° area Giano Pepe di Tramutola
3° area Valloni di Viggiano
4° area Curcio Tempa La Guarella di Moliterno
5° area Piani di Vella di Sarconi.
I misteri della politica fecero balzare al primo posto il sito di Moliterno con l’intento che a rotazione di 7 anni si sarebbero dovuti utilizzare anche gli altri siti. Ma questo non è avvenuto, e ora, nel 2009, cioè a distanza di quindici anni, è ancora in piedi il sito di Moliterno, ormai stracarico e non in grado di ospitare nemmeno un Kg di RSU.
Ricordiamo che lo stesso sito doveva ospitare nel 2001 50mila tonnellate di rifiuti provenienti dalla Campania che solo la ribellione dei cittadini di Moliterno scongiurò tale pericolo, attraverso cortei di protesta, dimostrazioni, dibattiti e prese di posizione di tutti gli attori pubblici locali, in primis il WWF Basilicata. Ora siamo ritornati nel buio più profondo con la decisione della Regione di autorizzare prima l’ulteriore abbanco di 10.000 metri cubi di RSU e poi la costruzione di un enorme cubo su cui insaccare altri 30mila mc di RSU provenienti anche da paesi al di fuori della Valle dell’Agri .
Chiediamo al Comune di Moliterno di far sentire la sua voce forte e chiara contro l’ennesimo scempio del suo territorio; inoltre lo invitiamo formalmente ad accelerare i tempi di realizzazione della raccolta differenziata in tutti i quartieri del Comune. Il decreto Ronchi del 1997 prevede che a tuttora la raccolta differenziata debba essere ad un minimo del 40% del totale di tutti i rifiuti, che finora nemmeno un metro cubo è stato realmente raccolto e differenziato, cioè diviso per il riutilizzo, recupero, riuso. Un paese che si candida a diventare la sede del Parco nazionale naturale della Val d’Agri deve difendere la sua integrità territoriale da questi scempi ambientali, deve attuare una politica convincente e convinta di sviluppo sostenibile attraverso la salvaguardia e valorizzazione dei suoi beni naturali. Non può essere la sede di un laboratorio di ambigue politiche di sfruttamento di beni ambientali così preziosi.
Il territorio di questa Regione, per la sua morfologia e scarsità di abitanti, attrae irresistibilmente da altre regioni rifiuti di ogni tipo, da quelli tossici e nocivi, a quelli nucleari a quelli speciali ed ingombranti; non si è ancora spenta l’eco del sito unico per le scorie nucleari di Scanzano Jonico, che già si leggono propositi del Governo nazionale di creare una centrale nucleare sui calanchi del materano e di destinare gli stessi anche questa volta al sito unico delle scorie nucleari.
Infine il WWF Basilicata ribadisce il suo no alla perpetrazione della discarica di Moliterno, chiede a tutte le forze sane ed interessate del paese di opporsi a questo ennesimo scempio di Tempa Guarella, fa appello ai responsabili del governo della Regione di implementare in tutti i modi la raccolta differenziata dei RSU ed il loro recupero come materia prima secondaria, infine la invita ad opporsi ai futuri tentativi di considerare questa regione il ricettacolo delle peggiori operazioni di installazione di rifiuti e di attività che fanno male alla salute dei suoi cittadini ed impediscono uno sviluppo duraturo e compatibile.
Il presidente del WWF Regionale Dr. Vito Mazzilli