Monthly Archives: gennaio 2009

Scanzano celebra la “giornata della memoria”

Si è svolta ieri mattina presso l’aula consigliare del Comune di Scanzano Jonico la celebrazione della “Giornata della Memoria” alla quale hanno partecipato alunni e docenti delle scuole elementari e medie, oltre alle principali autorità politiche, religiose e militari del centro jonico.
L’incontro al quale hanno preso parte l’assessore Provinciale all’Istruzione, Pasquina Bona, il sindaco di Scanzano, Salvatore Jacobellis e il parroco di Policoro, Don Salvatore, è stato un momento di riflessione per ricordare la Shoah, ossia lo sterminio del popolo ebraico con l’obiettivo di conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia del nostro Paese.

Ad introdurre i lavori coordinati dal giornalista Nunzio Festa, è stato il dirigente della scuola media Giuseppe di Matteo insieme alla dirigente della scuola primaria Concetta Fichera che hanno sottolineato come il dramma dell’olocausto deve essere cancellato con l’esempio quotidiano rispettando la dignità della persona. Grazie alle immagini e all’intervento del professor Raffaele Pinto, socio delle Deputazioni di Storia Patria per la Puglia e la Basilicata, i ragazzi sono entrati maggiormente nel cuore di questa assurdità perpetrata a danno di milioni di innocenti. Il sindaco Salvatore Iacobellis ha ricordato “l’impegno attivo del Amministrazione Comunale con l’istituzione di Scanzano Città della Pace per far si che mai si ripetano nella storia dell’umanità gli orrori dell’antisemitismo”.

Gli studenti della scuola media di Scanzano Jonico si sono cimentati nella drammatizzazione della Shoah proponendo “Eppur … sorrisero”, uno spaccato di vita nel campo di concentramento di Auschwitz, coordinati dal professor Giorgio Pucciariello. Successivamente sono state recitate alcune poesie ed eseguiti brani musicali in tema con la Giornata del Ricordo.

Scanzano Jonico

MARTEMIX

Rubrica Vignette: Inizia la ricostruzione di Gaza

Una simpatica vignetta di Bochicchio introduce un tema molto scottante… il conflitto in Medio Oriente e la sua fine che non arriva mai…


Apertura dei valichi e ricostruzione di Gaza:
ecco la posizione italiana espressa dal ministro degli Esteri Frattini ai colleghi europei presenti a Bruxelles.

Precisamente il piano richiede la legittimazione dell’Anp di Abu Mazen a scapito di Hamas.
L’obiettivo è però quello di unire i palestinesi sotto “un’unica voce che parli per loro, che parli per la Cisgiordania e per Gaza, e’ assolutamente essenziale”, come affermato da David Miliband, capo del Foreign Office, che vede in Abu Mazen il vero rappresentate del popolo palestinese.

Non è tutto. L’Italia, a patto di ricostruire l’autorità di Abu Mazen persa nel 2007 a causa di un colpo di mano ad opera di Hamas, ha chiesto anche la “riapertura dei valichi” e la “riattivazione della missione Ue, Eubam” al valico di Rafah.

La guerra è finita… cominica la ricostruzione… ma per quanto tempo andrà ancora avanti questa stupida guerra?

Via: AGI

In Basilicata è record per malattie tumorali

BARI – Se i dati sono esatti, l’incidenza dei tumori tra i lucani è superiore a quella che si registra nel resto d’Italia. Nemmeno nelle regioni del Nord, che pure sono zeppe di fabbriche, i maschi presentano un’incidenza simile. Tanto che – ipotizzando eventuali correlazioni con fattori ambientali – sono stati avviati supplementi d’indagine dal Dipartimento della Salute della Regione Basilicata e dall’Arpab. La curva che descrive meglio il fenomeno (relativa ai lucani, da zero a 84 anni) è contenuta nello studio «Current cancer profiles of the italian regions». E fa spavento. Dal 1970 in poi, la maledetta curva che assomma tutti i tumori maligni, cresce vertiginosamente; cresce come nessun’altra e, soprattutto, è previsto che continuerà a crescere nel prossimo futuro.

«Gli autori (Andrea Micheli, Silvia Francisci, Paolo Baili e Roberta De Angelis – n.d.r.) appartengono ad un gruppo dell’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’Istituto Tumori di Milano e con dati dei Registri regionali dei tumori, oltreché dell’Istat», spiega Silvia Bruzzone, responsabile dell’indagine Istituto nazionale di statistica «Mortalità per causa». Gli studiosi hanno operato su dati sanitari certi ed hanno fatto delle proiezioni che arrivano fino al 2010. Purtroppo, anche in questo caso, per i soli lucani, le previsioni sono fosche. «Tra gli anni Ottanta e Novanta – spiega la Bruzzone – i tumori sono stati una delle cause principali di morte, soprattutto al Nord. Generalmente, dopo c’è stato un decremento. La Basilicata, invece, è in controtendenza ».

CURVE COME FALCI - Capire «cosa» stia facendo ammalare i lucani non è semplice. Inutile fare raffronti con quanto accade nei territori vicini: in Puglia, in Campania e in Calabria, dagli anni Novanta in poi, l’incidenza delle neoplasie maligne tra gli uomini diminuisce. In queste regioni, quindi, la curva che descrive il fenomeno sembra una collina: cresce fino ad un massimo (rispettivamente, nel 1990, nel 1999 e nel 1994), eppoi cala, più o meno rap idamente. A livello nazionale, il picco più alto dell’incidenza delle neoplasie è stato raggiunto nel 1985. Da quel momento, gli italiani si sono ammalati sempre meno, ed è previsto che continui così (soprattutto al Nord). La curva dei lucani, invece, sembra la lama di una falce infinita. Non presenta un picco massimo, non diminuisce mai. Enrico Grande (che ora è in forze all’Istat, ma proviene dall’Istituto Superiore di Sanità) offre due chiavi di lettura: o c’è stato un errore nell’elaborazione dei dati da parte dei suoi ex-colleghi, oppure «il rischio di contrarre tumori in Basilicata è in crescita, con un trend superiore rispetto alle altre regioni. È il trend meno favorevole d’Italia».

I TUMORI E LE USL 1 E 4 - Purtroppo, pare proprio che la curva sia in linea con quanto accade: il cancro sta davvero colpendo duro tra i lucani. Lo conferma Gabriella Cauzillo, dirigente dell’Ufficio regionale della Basilicata per le Politiche della prevenzione sanità pubblica, Medicina del lavoro, sicurezza nei luoghi di vita e lavoro, nonché responsabile del Centro operativo regionale dell’Osservatorio epidemiologico lucano: «L’incidenza dei tumori maligni in Basilicata è in aumento e lo confermo. Inoltre, la velocità di aumento dell’incidenza da noi è superiore». «Anche per questi motivi – spiega l’esperta – stiamo facendo degli approfondimenti che tengano conto pure degli eventuali fattori ambientali». Infatti, su iniziativa dell’Agen – zia regionale per la Protezione dell’ambiente (che s’è dotata di un settore di epidemiologia), prima dell’estate è stato firmato un protocollo con il Dipartimento alla Salute della Regione Basilicata ed ora si lavora anche a correlare patologie e dati ambientali. Proprio guardando con attenzione i dati contenuti nella «Relazione di attività» redatta dal Registro tumori di Basilicata, si scopre che – tra il 1997 ed il 2005 – sono stati soprattutto i maschi della Usl1 (Venosa) ad ammalarsi di leucemie e di neoplasie alla prostata, al polmone, al retto, al colon, allo stomaco. Mentre sono soprattutto le femmine della Ausl4 (Matera), ad ammalarsi di tumori all’u t e ro, alla mammella e all’ova i o.
«Su questi dati possono influire vari fattori – dice la Cauzillo – ma noi abbiamo comunque avviato un supplemento di indagine in alcune aree individuate come critiche. Per esempio, nel territorio circostante l’impianto Itrec (a Trisaia) e nell’area Sud, ai confini con la Calabria per le rocce con amianto ». È fondamentale che si venga a capo di queste «anomalie» lucane. Ma, come sottolinea, la dirigente lucana, «l’epidemiologia è una scelta esatta e necessita di risorse professionali e dedicate». L’auspicio è che – responsabilmente – le istituzioni locali e, ancor di più, nazionali, non facciano mancare il loro supporto.

Marisa Ingrosso

Cinema: Programmazione da Venerdì 23 Gennaio a Mercoledì 4 Febbraio 2009 presso il Cineteatro EDEN di Villa d’Agri (Marsico Vetere)

Il bello e il simpatico!!! Arriva ITALIANS ed è grande cinema italiano al CINETEATRO EDEN di Villa d’Agri!


Escluso Mercoledì 28 e Giovedì 29
ore 19:00 – 21:30 (giorni feriali)
ore 17:00 – 19:00 – 21:30 (giorni festivi)

Trailer:

Dopo una vita passata a trasportare Ferrari rubate negli Emirati Arabi per conto di una ditta romana, il candido Fortunato (Sergio Castellitto) ha deciso di ritirarsi e ha scelto il giovane Marcello (Riccardo Scamarcio) come suo successore. Per istruirlo al lavoro e avvezzarlo agli usi e costumi locali lo porta con sé nel suo ultimo viaggio per Dubai. Un inaspettato posto di blocco nel mezzo del deserto sarà solo la prima complicazione di un avventuroso on the road con finale a sorpresa. A migliaia di chilometri di distanza dalla “città dei mercanti”, l’impacciato Giulio (Carlo Verdone), di professione dentista, è costretto a recarsi a San Pietroburgo per un convegno che lui stesso ha organizzato ma al quale non vorrebbe partecipare. Inconsolabile da quando è stato lasciato dalla moglie e in astinenza da oltre un anno è istigato da un amico e collega a mettersi in contatto con Vito Calzone (Dario Bandiera), il promotore di una società russa che organizza viaggi extra-lusso a sfondo sessuale.

“Gli italiani sono il popolo che suona più di tutti al metal detector” è il risultato di un sondaggio del New York Times utilizzato come epigrafe umoristica per aprire il primo dei due episodi di Italians. Una citazione capace di contenere il succo di un film che vorrebbe raccontare con ironia l’italiano all’estero ma finisce per sciorinare una serie di convenzioni e luoghi comuni rendendo il soggetto poco convincente. Scandito da tante piccole (dis)avventure, il capitolo che vede Castellitto e Scamarcio protagonisti di un on the road surreale e un tantino buonista, vacilla nella narrazione e sfocia nell’incongruenza laddove viene presentato l’elemento sorpresa che ribalta le parti con un tiepido colpo di scena. Se pur sollevato dalla prova recitativa di un Carlo Verdone in forma smagliante e dall’interpretazione esilarante di Dario Bandiera, l’episodio ambientato in Russia scivola, tra equivoci, festini a base di sesso e caviale e sparatorie, verso un happy ending telefonato.

Giovanni Veronesi, che aveva già fatto emigrare il barbiere di Abatantuono in quel di Rio, traghettato un gruppo di giovani diplomati verso l’isola greca di Santorini (Che ne sarà di noi) e lasciato convolare a nozze i due gay di Rubini e Albanese nella Spagna di Zapatero (Manuale d’amore 2), si rimette in viaggio per raccontare vizi e virtù degli italians. Attraverso siparietti macchiettistici il regista pratese sembra conformarsi all’idea diffusa all’estero sul popolo tricolore – e si avvale della stessa misura per dipingere i popoli ospitanti – svincolando dagli stilemi della commedia all’italiana old school in favore di un ritratto stereotipato e a tratti irritante.

Fonte: My Movies

Il concorso strumento piu’ adatto per la trasformazione della citta’

Occasione per sollecitare l’apertura ad un dialogo ed un confronto sui temi della qualità urbana e dello sviluppo armonioso del territorio

L’occasione della presentazione dei progetti del Concorso per Piazza della Visitazione a Matera consente di evidenziare come l’Ordine degli Architetti della Provincia di Matera è da tempo impegnato nel promuovere, sia con Enti Pubblici che con i Privati, l’istituto del Concorso che risulta, come il metodo migliore per individuare la qualità di un intervento architettonico o urbano e conseguire perciò la migliore soluzione progettuale possibile.

Il Concorso, in tutte le sue forme, può essere utile strumento di dibattito, di consenso e condivisione delle scelte progettuali e, ancor prima, delle scelte programmatiche della Pubblica Amministrazione nel coinvolgimento del più ampio numero di progettisti e a vantaggio dell’intera collettività. Pertanto proprio nello spirito di collaborazione e di partecipazione alle iniziative che L’Amministrazione Comunale di Matera sta prevedendo, l’Ordine ritiene che sarebbe più vantaggioso far diventare il Concorso di idee o di progettazione, non una sporadica ed eccezionale procedura per la qualificazione di un luogo isolato ma prevederne il ricorso all’interno di una strategia complessiva e più organica nelle prossime trasformazioni urbane.

“Nel ribadire la disponibilità degli architetti alla più ampia collaborazione e al dialogo su questo argomento –sostiene il presidente dell’ordine, Eustachio Vincenzo Olivieri- rivolgiamo l’invito affinché codesta Amministrazione possa individuare altri temi ed aree significative ove promuovere Concorsi inserendoli come procedure normali all’interno di un disegno complessivo delle trasformazioni della città. D’altronde non dobbiamo, né abbiamo dimenticato come l’identità della Città moderna degli anni Cinquanta si deve proprio all’esito di concorsi di progettazione che hanno visto impegnata la parte migliore della cultura architettonica italiana”.

Pur esprimendo soddisfazione e apprezzamento per il Concorso, è bene far presente, non senza rammarico, come in tale iniziativa l’Amministrazione abbia tenuto in poco conto la presenza dell’Ordine degli Architetti, non ritenendo necessaria la collaborazione e non avendo interagito in modo attivo ed istituzionale, benché in altre occasioni, anche recenti, l’Ordine sia stato sempre coinvolto nella richiesta di pareri e si sia fatto promotore nell’attivazione di Concorsi di Idee e di Progettazione.

“Ciò nonostante, -conclude Olivieri- non possiamo che guardare positivamente all’evento come ad un’occasione, per la Comunità materana, di mettere, finalmente , l’Architettura al centro del dibattito cittadino. Siamo persuasi che , in periodi segnati da crisi non solo economica, tornare ad investire nell’Architettura dovrebbe portare le Comunità a ricevere un minimo di qualità della vita più diffuso, con l’auspicio che questa di oggi diventi effettivamente un’importante occasione per sollecitare l’apertura ad un dialogo ed un confronto sui temi della Qualità Urbana e dello sviluppo armonioso del territorio”

L’Addetto Stampa Arch. Giovanni Martemucci
MARTEMIX

La Basilicata seriamente minacciata dall’erosione costiera

Mare spiaggiaIl problema dell’erosione costiera si sta manifestato con una certa violenza sopratutto nelle coste della Basilicata. A lanciare l’allarme è L’Enea che afferma come la spiaggia che da Metaponto arriva a Scanzano, in provincia di Matera, sia già vittima illustre di questo fenomeno. La spiaggia è infatti stata sommersa completamente in pochi anni.

Gli esperti dell’Ente di ricerca indicano con una certa preoccupazione come l’erosione costiera potrebbe seriamente mettere a rischio anche le infrastrutture prossime al litorale, come il caso della linea ferroviaria del versante adriatico che, in Molise, passa a 20 metri dalla costa in questione.

Il problema non riguarda comunque solo la regione Basilicata, infatti come spiega Stefano Corsini, direttore del Servizio Difesa Coste dell’Ispra, sono tantissime le coste della penisola italiana ad esserne interessate.

Le mareggiate, continua l’esperto, possono arrivare a “mangiarsi” addirittura sino a 100 metri cubi per singolo evento, quantità pari a 20-30 metri di costa. Il 40% degli 8.000 chilometri di costa del nostro Paese è già in stato di erosione, e ad essere soggette a rischio sono pure numerose infrastrutture. Migliaia di chilometri di piane sono infatti potenzialmente sommergibili a causa della combinazione tra il sollevamento del mare e la subsidenza antropica.

Fonte: Ecoblog