Daily Archives: 3 febbraio 2009

Manifestazione 28 gennaio Piazza Farnese: Noi C’eravamo

Noi c’eravamo quel giorno in Piazza Farnese, 40 irriducibili lucani o basilischi e qualche altamurano, che credono nella giustizia e nella condivisione delle regole uguali per tutti. C’eravamo quel giorno a Piazza Farnese quando si “offendeva” il Capo dello Stato.

40 cittadini che sfidando la fatica e il sonno si sono “imbarcati” nella notte su un pullman per essere puntuali alle ore 9,00 del 28 gennaio 2009 in Piazza Farnese, per l’inizio della manifestazione sulla Giustizia a sostegno dei magistrati di Salerno e di tutti quelli che patiscono o hanno patito nel tentativo di applicare il dettato costituzionale “ La legge è uguale per tutti”.

C’eravamo e siamo testimoni di come, ancora una volta, è stata manipolata l’informazione e mistificata la realtà da parte dei maggiori quotidiani italiani e dei media al servizio del potere, in attesa di nuovi finanziamenti accordati dal Parlamento per l’editoria “libera e responsabile”. La manifestazione era organizzata e coordinata dall’associazione “ Familiari vittime della mafia” e nonostante si fosse svolta di mercoledì e in orario antimeridiano, c’è stata una grande e sentita partecipazione; intorno alle ore 12,00 Piazza Farnese era gremita, con migliaia di persone. Diversi gli oratori succedutisi presentati da Sonia Alfano, che ha condotto la manifestazione sottolineando l’inerzia dello Stato e la collusione di certi magistrati e funzionari dello Stato con la criminalità organizzata, nonchè le difficoltà incontrate dai familiari delle vittime della mafia per il riconoscimento dei proprio diritti.

Con grande stupore abbiamo constatato che i media non hanno menzionato l’associazione che aveva organizzato la manifestazione, facendo invece intendere che fosse stata organizzata da Di Pietro. Silenzio totale anche sulle gravissime dichiarazioni di Salvatore Borsellino sulle collusioni tra la mafia ed elementi deviati che erano e sono all’apice di istituzioni repubblicane: la notizia choc con cui dovevano aprire tutti i TG, le cose che dovevano far traballare il Parlamento e tutte le Istituzioni.

Silenzio sull’intervento di Carlo Vulpio, che ha parlato del “laboratorio Matera”, dove si è sperimentato il sistema di consentire agli indagati di entrare nelle indagini che li coinvolgono, o di consentire ai magistrati di bloccare le indagini in cui sono coinvolti. Silenzio sull’intervento di Marco Travaglio, che ha sottolineato l’atteggiamento della politica volto ad assolvere i propri amici deformando la realtà: come nel caso della presunta guerra tra le procure di Salerno e Catanzaro.

Silenzio sull’intervento dei due giornalisti calabresi Emiliano Morrone e Francesco Alessio, minacciati di morte dalla ‘ndrangheta per aver scritto il libro “La società sparente” sul malaffare in Calabria http://www.ilresto.info/areadownload/la_societa_sparente.pdf . Silenzio sulla mamma di un medico urologo, che ha gridato la sua ricerca di verità e giustizia per la morte di suo figlio, apparentemente dovuta ad una overdose di eroina, ma probabilmente legata all’intervento alla prostata di Bernardo Provenzano, su cui la Procura di Viterbo non ha ritenuto di dover indagare.

Silenzio sull’intervento di Beppe Grillo, che con il suo humor trascinante ci ha ricordato che la casta politica-mediatica-affaristica-massonica-mafiosa non mollerà mai e che noi siamo perdenti e sorridenti.
Solo fra gli ultimi c’è stato l’intervento di Di Pietro, che non ha potuto fare a meno di segnalare il fatto che la polizia aveva fatto scomparire uno striscione su quale era scritto “Napolitano Dorme. Il popolo Insorge”. Di Pietro ha sottolineato che Napolitano da diverso tempo non è più persona terza, affermazione che, aggiungiamo noi, è sotto gli occhi di tutti: basti ricordare che lui prima si è “scagliato” contro la Forleo, poi ha “bastonato” De Magistris e infine è entrato a “gamba tesa” nell’affare Salerno-Catanzaro parteggiando per la Procura di Catanzaro.

Solo successivamente e in un differente contesto, Di Pietro ha introdotto il concetto che “il silenzio uccide, il silenzio è mafioso”. A quel punto si è scatenato il circo mediatico, estrapolando il concetto del silenzio mafioso e riferendolo al Capo dello Stato, in maniera assolutamente non rispondente alla realtà delle cose affermate in quella sede. A quel punto è intervenuta tutta la politica e vari organi dello Stato, Presidente della Camera, Presidente del Senato, portavoce di qualsiasi partito, presidenti di gruppi parlamentari, bastonando all’unisono Di Pietro e facendolo passare per colui che aveva osato dare del mafioso al Capo dello Stato. Cose da non crederci, ma noi c’eravamo e possiamo testimoniare che le cose sono andate ben diversamente.

Così una bella manifestazione nella quale si chiedevano giustizia, verità e si sostenevano valorosi magistrati, è diventata l’occasione per colpire Di Pietro da parte di quei loschi personaggi della politica e dei media che ormai fanno dell’Italia intera un loro pascolo privato.
Al termine della manifestazione, quando ormai la piazza si stava svuotando, è forse avvenuto il fatto più singolare della giornata, completamente taciuto dai media. Un giovane con al collo la bandiera italiana si è avvicinato al portone di Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata francese, e ha iniziato a gridare con un megafono contro l’Ambasciata. E’ intervenuto un poliziotto e lo ha allontanato. Il giovane si è allontanato di pochi metri e ha ricominciato ad inveire contro la Francia che non interviene a livello di Unione Europea per denunciare la deriva morale nella quale sta scivolando l’Italia, ricordando che si tratta di uno Stato europeo.
Riteniamo che probabilmente il giovane avesse ragione, ormai solo un intervento straniero potrà salvare l’Italia dalla sua deriva morale.

I basilischi sono stati tra i gruppi più attivi, esibendo vari striscioni preparati dai “Cittadini Attivi di Bernalda”, striscioni che hanno letteralmente circondato la Piazza e sui quali si inneggiava ai magistrati onesti e alla Costituzione.

Il video integrale della manifestazione di Piazza Farnese si può trovare al link
http://www.radioradicale.it/scheda/271499
Le associazioni e i movimenti politici della Basilicata che hanno partecipato alla manifestazione sono:
Progetto legalità
Un Cuore per…
Associazione Antiracket di Montescaglioso
Comitato Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto
Noi Cittadini Lucani
Italia dei Valori
Libere Associazioni di Marconia, Ferrandina e Potenza

«Basta con le trivelle» La protesta monta in Val d’Agri

MARSICONUOVO (Pz) – Da Marsiconuovo a Marsicovetere, il petrolio sembra non convincere. Di fronte alle nuove autorizzazioni concesse dalla Regione Basilicata all’Eni, per cinque nuovi pozzi in Val d’Agri, i cittadini esprimo perplessità. Gli abitanti di Marsiconuovo, dove a ridosso della diga verranno resi operativi quattro pozzi, sono quasi tutti convinti che le estrazioni non porteranno vantaggi. «È una cosa negativa – spiega Pietro Conte – già c’è un elevato livello di inquinamento tra Villa d’Agri e Viggiano, ora ne aggiungiamo dell’altro. Proprio l’altro giorno poi hanno parlato in televisione che si stanno scoprendo nuove malattie dovute proprio al petrolio, come facciamo a non tenerne conto? Queste attività portano guadagno solo all’Eni, magari alla Regione, ma non a noi cittadini».

«Il fatto più grave – dichiara Maria Innella – è quello dell’inquinamento e del parco nazionale della Val d’Agri. Penso a questo punto che la qualità della vita non venga tenuta in considerazione e poi, il fatto di essere territorio del parco dovrebbe essere un vincolo a queste attività». «I pozzi – commenta Saverio porteranno solo desolazione per le popolazioni lucane e guadagno per i politici: si ripresenterà lo stesso scenario di Viggiano. Non credo che i cittadini avranno benefici e che la benzina costerà di meno per noi, almeno fin quando non lo vedo».

«Quando l’anno scorso hanno estratto il petrolio per prova a Marsico – ricordano alcuni cittadini – l’attività emanava una grande puzza. Questo fattore è significativo e va sicuramente corretto». Le riflessioni in materia di occupazione non sono da meno. «La cosa può essere positiva – spiega Lucia Lopardo – se danno lavoro a quelli si Marsico, altrimenti resta solo un ulteriore attività inquinante che c’è già anche senza i pozzi, perché in linea d’aria siamo vicini a Viggiano e poi anche perché i camion che viaggiano comunque lo portano in giro. La nostra preoccupazione è che già non riusciamo a fare l’orto, perché seccano pomodori e peperoni, forse per l’inquinamento dell’acqua, e non vorremmo che le estrazioni peggiorino ulteriormente la situazione». «Non credo che il petrolio porti lavoro – sentenzia amareggiata una giovane ragazza – o meglio, lo porterà ai soliti raccomandati. Per quanto riguarda poi l’immagine del paese, questa non cambierà: la zona industriale di Viggiano è tutt’altra cosa rispetto alla nostra. Marsico non diventerà mai un centro d’attrazione commerciale o industriale.

«Il petrolio – conferma una commerciante – lo estraggono e se lo portano via. Dovrebbero essere gli amministratori di turno a trarre dei vantaggi che compensino il danno ambientale, ma dubito che ciò sia possibile». Simili le reazioni a Marsicovetere, dove l’ubicazione del pozzo lascia perplessi. «Sinceramente – afferma una giovane studentessa universitaria – vorrei proprio evitarlo perché già c’è molto inquinamento e poi sono in disaccordo sul luogo: ci sono altre zone dove farlo, vicino all’ospedale è proprio sbagliato». «Estrarre petrolio a pochi metri dall’ospedale – dice Masino – è una bassezza. Sembra quasi che prima le si voglia ammalare le persone e poi direttamente curarle. Se il progetto poteva aiutarci a sviluppare una qualche forma di economia, in questo modo perde la sua valenza». «Magari – concorda un imprenditore – gli incentivi che riceve il comune possono essere spesi in opere utili alla collettività, e sotto questo punto di vista è positivo. Però la zona scelta è la meno indicata».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Rubrica Vignette: e per De Filippo è quaterna!

E per De Filippo è quaterna: la quarta volta per una nuova giunta che, si spera, sarà quella definitiva che porterà ricchezza alla regione… sarà la volta giusta?

Nella simpatica vignetta di Bochicchio, oltre a De Filippo sono raffigurati Di Sanza e Pittell, contestatori dell’operato del Governatore regionale.