Daily Archives: 5 febbraio 2009

Basilicata incompiuta: le opere finanziate e lasciate marcire



ponte incompiuto in BasilicataFRANCAVILLA SUL SINNI – Opere pubbliche a metà e che, dopo essere state finanziate e in parte costruite, sono state lasciate marcire addirittura per decenni. Francavilla sul Sinni, di esempi come questi, ne ha due, i più eclatanti.
Il primo risale agli anni settanta e, nei progetti originari doveva essere il ponte della circonvallazione, che doveva essere l’anello di congiunzione che attraverso la strada provinciale numero 4 del Pollino dovrebbe fungere da bretella tra due contrade francavillesi, Palombara e Vigna della Chiesa. Del ponte, ad oggi, è stata realizzata solo la parte centrale. Finanziato con fondi pubblici il progetto fu concepito seguendo i vecchi criteri della divisione in lotti delle opere e dei relativi finanziamenti. Ciò significa che, finanziato e realizzato un primo lotto, che oggi si vede, a fondi poi esauriti le amministrazioni comunali che negli anni via via subentrarono non riuscirono a completare quest’opera né tantomeno a completare i lavori della circonvallazione.

Per completare la struttura all’epoca servivano 100 milioni ponte incompiuto in Basilicatadi lire ma ad amministrazione cambiata questi fondi, inesistenti o dirottati su altre opere, non vennero mai utilizzati per il ponte. Nel corso di quasi trenta anni nessuno ha pensato di portare a termine la struttura perché il rapporto costi-benefici dimostra come ora non valga la pena investire denaro su di un’opera «importante ma non urgente», come è stato più volte detto dal Comune.
E’ costato invece settecento milioni di lire il fabbricato destinato in un primo momento a diventare una casa di riposo per anziani. Anche questa struttura vanta una storia lunga oltre 25 anni. Finanziata mediante la cassa depositi e prestiti, anche su questa struttura grava il peso della progettazione a lotti. Attualmente l’edificio è inutile e inutilizzabile, fatta eccezione per il pian terreno che negli anni ottanta è stato interessato da un finanziamento di circa 150 milioni di lire per realizzare dei parcheggi per i mezzi di trasporto comunali.
L’abbandono, l’impossibilità economica di inserire l’edificio in un progetto di riqualificazione (ora occorrerebbe metterlo a norma in base ai criteri attualmente vigenti) e un’ordinanza dell’amministrazione che ha preceduto quella attuale hanno fatto diventare negli anni gli spazi esterni della struttura un deposito provvisorio dei rifiuti speciali, che si accumulano nell’attesa che a scadenze precise chi di competenza venga a ritirarli per lo smaltimento.

di MARIAPAOLA VERGALLITO

Incidente Viggiano, Csail: "Basta con le iniziative inutili"

inquinamento atmosferico

“Dopo l’ennesimo incidente al Centro Oli Eni di Viggiano, che puntualmente l’Eni tenta di “sminuire” e quindi di sottovalutare, non è pensabile il ricorso agli atti ordinari della politica ma è indispensabile un provvedimento di reale tutela dei cittadini della Val d’Agri”. E’ quanto afferma il presidente del Csail Filippo Massaro.

“La lettera che il sindaco di Viggiano avrebbe scritto al Prefetto di Potenza e al Presidente della Regione – commenta Massaro – è proprio uno di quegli inutili atti per tacitare la coscienza perché il Comune continua a chiudere gli occhi sull’attività di monitoraggio ambientale (terra, aria, acqua) di pozzi e siti delle società petrolifere come per il Centro Oli dell’area industriale.

Invece di esercitare fino in fondo le proprie competenze amministrative sino a non concedere autorizzazioni e a rendere “difficile” l’attività di compagnie che non garantiscono standard di sicurezza a lavoratori e cittadini si prosegue con la patetica iniziativa epistolare. Per il Csail – afferma Massaro – si ripropone una verifica del Piano di protezione civile che il Comune di Viggiano avrebbe dovuto acquisire da Prefettura ed Eni e che non è conosciuto dai cittadini i quali, come è già accaduto per altri incidenti avvenuti, non sanno come comportarsi, da parte delle istituzioni è un atto vergognoso ed irresponsabile.

Pertanto anche i sindaci “sornioni” dei centri limitrofi – Marsicovetere, Paterno, Tramutola – devono attivarsi per ottenere le informazioni dovute in caso di incidenti e reali garanzie. Solo qualche giorno fa è stato annunciato dall’assessore regionale del riformismo ambientalista che è “imminente” l’avvio dell’Osservatorio, dopo anni di ingiustificato ritardo. E’ il caso di accelerare l’iter burocratico e di affiancarlo, come andiamo ripetendo da tempo, con un comitato ristretto che comprenda rappresentanti di comitati popolari e di associazioni ambientaliste”.

Fonte: Peacelink