Il WWF propone un Tavolo di confronto a Ministero dell’Ambiente e Regione: superare lo stallo istituzionale, avviare un Piano organico di Sviluppo insieme ad un progetto di salvaguardia ambientale che faccia leva sul Parco.
Stallo preoccupante per il Parco Nazionale della Val d’Agri e mancanza di rispetto delle garanzie di salvaguardia ambientale affinché l’estrazione petrolifera in Basilicata avvenga nel pieno rispetto di regole ambientali e di trasparenza. Il “Tradimento della Val d’Agri” è il frutto di gravi responsabilità istituzionali, come ha denunciato oggi il WWF in una conferenza stampa che si è svolta a Potenza. Il WWF ha anche annunciato l’avvio di un tavolo di confronto con l’ENI alla quale da tempo l’Associazione ha chiesto la massima trasparenza sui progetti e gli interventi in atto, sia riguardo le tematiche di tutela ambientale sia quelle di sicurezza in un’area riconosciuta come prioritaria per la conservazione della biodiversità.
“Il perimetro del parco è stato discusso metro per metro, disegnato più in funzione delle attività estrattive che non già delle esigenze di conservazione della natura e di promozione territoriale; ciò nonostante ora che questo è stato definitivamente stabilito, lo si rispetti e ci si attenga strettamente a quanto stabilito da norme e da accordi istituzionali” ha dichiarato Gaetano Benedetto, codirettore generale del WWF Italia. Il WWF ha quindi richiamato l’attenzione su due nuove iniziative di ricerca e estrazione nell’area, la prima tesa a svolgere nuove ricerche petrolifere anche all’interno dell’istituito Parco Nazionale della Val d’Agri, la seconda volta ad effettuare attività estrattiva in tre pozzi all’interno del Parco.
LE RESPONSABILITA’
“Le carte in nostro possesso in merito al permesso di ricerca ANZI” ha sostenuto Luigi Agresti, del Programma Mediterraneo del WWF Italia, “indicherebbero una palese violazione del decreto istitutivo del Parco che esplicitamente vieta all’interno dell’area protetta non solo le attività estrattive, ma anche quelle di ispezione e ricerca”. Il WWF ha già chiesto formalmente alla Regione di rigettare la richiesta dell’ENI per procedere a ricerche all’interno dei confini del Parco; il WWF ha anche inoltrato una nota al Ministero dell’Ambiente con cui si chiede un pronunciamento rispetto ai nuovi tre pozzi che pur avendo già valutazioni positive di impatto ambientale rilasciate nel 2001 e nel 2003, non possono oggi, ad istituzione del parco avvenuta, entrare in produzione senza un nulla osta dell’Ente parco o, in sua assenza, del Ministero dell’Ambiente.
Non sottacendo le responsabilità delle aziende petrolifere che operano nell’area, il WWF denuncia l’assenza della necessaria attenzione da parte di Ministero e Regione. “Il Ministero sapeva che con la nomina commissariale del Parco stava forzando le procedure. Dopo la bocciatura di questa da parte del TAR Basilicata ora il Ministero deve pienamente assumersi la responsabilità di supplire al vuoto che si è determinato. Dall’altro lato la Regione non può limitarsi ad un rapporto con le aziende petrolifere basato unicamente sul trasferimento ed utilizzo delle royalities che vengono riconosciute in proporzione alla quantità di petrolio estratto, ma deve garantire il pieno rispetto degli accordi assunti nell’intesa con ENI e monitorare in modo serio le ricadute ambientali, economiche e sociali delle attività petrolifere per essere in grado di gestire concretamente i processi in atto nell’area”, ha detto Vito Mazzilli, presidente del WWF Basilicata.
LE RICHIESTE
Il WWF chiede un grande progetto di salvaguardia ambientale che muova dalla rapida attivazione dell’Ente Parco in grado di mettere a sistema tutte le valenze naturalistiche, storiche, archeologiche, le vocazioni agricole e artigianali dell’area, puntando anche sull’innovazione sia nel settore turistico che energetico, per assicurare un futuro alle terre della Val d’Agri ed ai suoi cittadini. “La generazione che sta nascendo ora in Basilicata sarà nel pieno dell’attività produttiva tra 30-50 anni, periodo in cui è prevista la chiusura dello sfruttamento del petrolio e si porrà la crisi dello sviluppo estrattivo. E’ un arco temporale che impone una strategia a medio-lungo termine in grado di orientare e costruire il futuro dei territori interessati” – ha continuato Gaetano Benedetto – “Occorre aprire con urgenza una stagione di assoluto rigore rispetto al Parco e ai vincoli che lo stesso impone. Se non si interviene con estrema chiarezza e fermezza, si mettono in discussione non solo i confini del parco, ma gli stessi principi che hanno portato all’istituzione dell’area protetta, che nasce oltre che per le eccezionali valenze naturalistiche anche per consentire un possibile bilanciamento ambientale dei pesanti interventi industriali connessi all’attività petrolifera. Per mantenere una visione d’insieme, vorremmo che da un lato il Ministero, nelle more dell’effettivo decollo del Parco, aprisse un Tavolo Val d’Agri con tutti i soggetti interessati, da un altro vorremmo che la Regione mettesse al centro del proprio dibattito politico elettorale la questione ambientale della Basilicata e rispetto a questa i candidati alla presidenza assumessero precisi impegni”. In vista delle nuove elezioni regionali il WWF chiede infatti, ai futuri candidati, di avviare un Piano di Azione organico che individui gli interventi prioritari in relazione ai valori di biodiversità e paesaggio. Questo per non rischiare finanziamenti a pioggia su interventi al di fuori di una chiara strategia di compensazione ambientale in uno scenario di medio e lungo termine.
I DATI
Il WWF ha presentato in conferenza alcuni documenti con dati eloquenti sulla palese inottemperanza degli impegni assunti con l’intesa Regione ENI del 1999 e sull’utilizzo fortemente discutibile delle royalities riconosciute alla Regione. Preoccupa anche la carenza delle analisi sulle sostanze che dovevano essere costantemente monitorate per quanto riguarda le componenti di H2S (Idrogeno Solforato), il benzene, gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici) ed i COV (composti organici volatili). In merito all’utilizzo delle royalties, invece, emerge chiaramente che l’attribuzione dei fondi ai Comuni risponde più ad una logica di suddivisione che non di progetto complessivo in cui le tematiche ambientali diventano riferimento di scelte per lo sviluppo dal basso del sistema economico basato su investimenti di media e lunga durata.
Potenza
Ufficio stampa WWF Italia
In allegato due schede di approfondimento del WWF