Daily Archives: 12 febbraio 2009

Una foto del presepe di Grassano vince il concorso di sassiland.com

Intanto la webcam su piazza Vittorio Veneto a Matera è stata ruotata per permettere di seguire i lavori di montaggio della fontana “Ferdinandea”.


È una caratteristica ed evocativa immagine del presepe di Grassano la fotografia vincitrice del concorso “I mille volti del Natale” promosso dal sito Sassiland.com. Qualche giorno fa la giuria presieduta dai fotografi Antonello Di Gennaro e Gaetano Plasmati ha scelto l’immagine di Maria Giovanna Aiello di Sorrento che ha vinto la macchina fotografica digitale in palio. La foto vincitrice è stata scattata presso il presepe permanente di Grassano a palazzo Materi, realizzato dal maestro Franco Artese ed inaugurato a Natale 2005.

Si tratta di una foto in bianco e nero focalizzata sulla natività.

“A colpire –si legge nella motivazione della giuria- è l’atmosfera e il calore dell’immagine che mette in risalto la scena della Natività avendo alle spalle un contesto, rappresentato dal presepe, tipico delle architetture dei nostri paesi. È un’immagine semplice e allo stesso tempo evocativa per descrivere la magia del Natale. L’originalità dello scatto sta anche nel sapiente ritocco dell’immagine che l’autore ha saputo mettere a punto per focalizzare l’attenzione sulla scena più importante di questo splendido presepe”.

In totale sono stati 122 i partecipanti al concorso fotografico, molti dei quali hanno inviato foto da diverse città italiane come Torino, Bolzano, siena e da qualche centro europeo come Lisbona.

Intanto sono centinaia gli accessi giornalieri al sito sassiland.com che attira visitatori grazie alle webcam puntate sui sassi e sul centro di Matera. E proprio da qualche giorno, la webcam puntata su piazza Vittorio Veneto è stata ruotata verso destra di qualche grado per permettere agli utenti di poter vedere anche il cantiere allestito per riportare al suo posto originario la “fontana Ferdinandea” che ora si trova sulla Villa. Un modo originale per seguire “in fieri” questo importante evento che restituirà alla città la sua tradizionale “fontana monumentale”.

Martemix

Nucleare, il ministro Scajola: sì a studio su salute lucani

CATANZARO - ”I rifiuti solidi pregressi ad alta e bassa attività, prodotti in Trisaia dal 1968 ad oggi, sono stati caratterizzati ed oltre il 50% degli stessi è stato trattato e condizionato”. E’ quanto afferma il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola in risposta ad una interrogazione della deputata Angela Napoli (An), relativa al Centro Enea della Trisaia di Rotondella (Matera). Il Centro Enea di Trisaia, ha sostenuto il ministro, “svolge attività di ricerca nel settore delle fonti rinnovabili, delle agro biotecnologie e della ingegneria avanzata applicata al settore dei rifiuti, ed assicura al sito nucleare ITREC di Trisaia, gestito dalla Sogin Spa, esclusivamente supporto nei servizi di funzionamento”.

Per quanto concerne il Piano globale di disattivazione del sito nucleare, afferma Scajola, “il Ministero dello Sviluppo Economico ha rilasciato la licenza di esercizio dell’impianto con provvedimento del 26 Luglio 2006 fissando la scadenza del 26 luglio 2011 per la presentazione dell’istanza di disattivazione. Nel 2007, la Sogin ha avviato le attività preliminari del Piano, predisponendo una relazione sullo stato dell’impianto nucleare ITREC ed effettuando una caratterizzazione radiologica del sito e dell’impianto, le cui attività saranno completate entro il 2009. Inoltre, coerentemente con gli obiettivi di accelerazione delle attività di decommissioning, previsti dal Piano industriale approvato il 18 settembre 2008, la Sogin prevede il completamento del 51% delle attività di smantellamento dell’impianto ITREC entro il 2012”.

In merito alla sistemazione dei rifiuti solidi pregressi ad alta e bassa attività, Scajola afferma che dal trattamento “sono stati ottenuti 340 manufatti pronti per lo stoccaggio definitivo, attualmente immagazzinati in depositi temporanei presenti sul sito di Trisaia. Il deposito temporaneo, autorizzato con Decreto del Ministero delle Attività Produttive del 2002 per lo stoccaggio temporaneo dei manufatti cementizi, è stato ultimato nel dicembre 2006 ed i collaudi sono stati effettuati a gennaio 2007. Per quanto attiene la rimozione e la bonifica del deposito interrato, si segnala che, nel febbraio 2007, sono stati realizzati 6 pozzi piezometrici e 4 pozzi di drenaggio per ulteriori controlli della falda e della rete di radioattività ambientale. Il 4 agosto 2007, è stato trasmesso all’ex Apat (oggi Ispra) il rapporto di progetto particolareggiato e, contestualmente, è stato completato il piano di monitoraggio straordinario predisposto da Sogin e approvato dall’ex APAT stessa. Successivamente, nell’ottobre 2007, è stata realizzata la barriera di isolamento idraulico e nell’agosto 2008 è stata completata l’impermeabilizzazione del deposito interrato. Il termine dei lavori di bonifica è previsto per fine 2010- inizio 2011. Al riguardo, si evidenzia, inoltre, che i lavori di manutenzione e di bonifica della condotta per lo scarico a mare sono diretti dalla Sogin, sotto il controllo del servizio di Fisica Sanitaria Operativa (FSO), che effettua controlli radioprotezionistici”.

“L’ex APAT e ARPAB – prosegue Scajola – hanno eseguito, infatti, campionamenti sulle stesse matrici analizzate da Sogin. L’ex APAT, in particolare, ha partecipato ad alcune fasi delle operazioni, secondo un proprio programma di vigilanza ed, in tre successive ispezioni, ha ritenuto corretta l’applicazione delle norme e delle procedure prescritte. Il 5 giugno 2008, quindi, la Regione Basilicata ha autorizzato le opere a mare (varo nuova tubazione), che sono state ultimate a settembre. Il 30 maggio 2008, Sogin ha trasmesso all’ex APAT ed al Ministero il rapporto di progetto particolareggiato per l’impianto di cementazione del prodotto finito (ICPF) e del relativo deposito temporaneo manufatti (DTMC). La realizzazione del mock-up (sistema di simulazione del funzionamento dell’impianto definitivo) è stata ultimata alla fine del 2008 ed è stato emesso il bando di gara per la realizzazione dell’impianto. La conclusione delle attività di qualifica della matrice cementizia è prevista entro dicembre 2009. Per quanto attiene lo stoccaggio a secco degli elementi di combustibile uranio-torio (Elk River), nel corso delle attività condotte nel periodo ’75-’78 sono stati riprocessati 20 degli 84 elementi di combustibile uranio-torio”.

“Risultano in corso, inoltre – conclude Scajola – le seguenti attività che saranno completate entro il 2009: pulizia fondo piscina; collaudo dei sistemi di movimentazione dei cask; realizzazione dell’area di decontaminazione dei cask; realizzazione del sistema d’ispezione visiva degli elementi di combustibile. Per quanto riguarda, in particolare, i cask, si segnala che la fabbricazione degli stessi è prevista entro aprile 2012, mentre il completamento delle attività e lo stoccaggio dei cask nel deposito sono previsti per la fine del 2013. Si segnala, infine, che il Ministero dello sviluppo economico si rende disponibile ad attivarsi presso le Amministrazioni competenti, al fine di valutare la possibilità di avviare sul territorio un’azione di monitoraggio, relativa all’impatto ambientale ed un’indagine di carattere epidemiologico”.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Progetto ENNDAM. Inaugurato un caseificio in Burkina Faso

È stato inaugurato in Africa, a Gorom Gorom (nella regione del Sahel, in Burkina Faso) un piccolo caseificio per la produzione di burro, yogurt e formaggi, realizzato nell’ambito del progetto di cooperazione internazionale Enndam, cui ha aderito la Provincia di Potenza, attraverso l’assessorato alle Politiche Sociali, Pace e Immigrazione, sostenuto a livello nazionale da enti, istituzioni e associazioni fra le quali la Regione Piemonte, sei Amministrazioni comunali del Piemonte, con il coordinamento dell’organizzazione non governativa Lvia.

Alla base dell’adesione la volontà della Provincia di Potenza di ”fare leva sulla potenzialità di sviluppo economico del territorio, dove sono presenti oltre 180 allevatori, trasformando la solidarietà in una concreta opportunità di sviluppo”, in quella che è la regione più povera del Burkina, dove da anni convivono pacificamente uomini di etnia e religione diversa (animisti, cristiani e musulmani).

All’inaugurazione del caseificio (per la cui realizzazione la Provincia ha contribuito con un importo di 10 mila euro) ha partecipato una delegazione composta dai rappresentanti degli enti e delle associazioni che hanno promosso l’iniziativa, fra i quali, in rappresentanza della Provincia di Potenza, l’assessore alle Politiche sociali, Michele Iacovera, la responsabile del settore Politiche sociali, Marcella Avena e il consigliere provinciale Raffaele Soave. Nel caseificio sono attualmente impegnate una quindicina di donne, coordinate da un veterinario del Burkina che si è specializzato in Italia, presso l’azienda Locatelli, nella lavorazione dei prodotti lattiero caseari. Il popolo del Burkina è prevalentemente un popolo di allevatori nomadi che ha cominciato un processo di sedentarizzazione.

”Finora il latte prodotto – ha commentato il consigliere Soave – non veniva trasformato, adesso grazie al caseificio sarà, invece, possibile produrre burro e formaggi da vendere nella capitale e stimolare gli allevatori a migliorare le tecniche di allevamento”. Durante il soggiorno in Burkina, la delegazione lucana ha partecipato a una serie di incontri istituzionali, fra i quali: la visita al sindaco della capitale del Burkina, Ouagadougou, Simon Compaoré; al sindaco di Gorom Gorom (cittadina di 15 mila abitanti), Moussa Ohaya Diallo; al vescovo e all’Imam e ad altri rappresentanti del governo locale. La delegazione ha, inoltre, visitato un centro di formazione, realizzato dalla Ong, un centro di ricamo per le donne, i villaggi, le scuole (realizzate con un finanziamento dei comuni piemontesi) e le miniere d’oro ”dove uomini donne e bambini trascorrono le loro giornate a setacciare terra in buche profondissime e in condizioni spaventose”, come ha commentato l’assessore Iacovera.

”Questa esperienza – ha detto l’assessore Iacovera – ci ha fatto toccare con mano la miseria in cui vivono i popoli africani. Di qui l’importanza di azioni di solidarietà concreta, finalizzate alla creazione di filiere produttive, che oltre a migliorare le condizioni di vita degli abitanti di queste zone poverissime, innescano percorsi di sviluppo capaci di arginare il fenomeno migratorio verso i paesi occidentali. Inoltre, in questa zona del Burkina abbiamo imparato che la convivenza fra uomini di religioni diverse è possibile. Qui musulmani, cristiani e animisti convivono, lavorando insieme per lo sviluppo del paese. Un esempio concreto che il dialogo interreligioso può esistere”. ”Auspichiamo pertanto – ha concluso l’assessore Iacovera – che la Provincia possa continuare in futuro, con piccole somme, a realizzare interventi di solidarietà con ripercussioni concrete per le popolazioni dell’Africa”.

Le foto su http://raffaelesoave.spaces.live.com