Daily Archives: 28 febbraio 2009

Siti nucleari: si costruirà anche in Basilicata?

nucle L’Italia entra nel nucleare. Solo qualche giorno fa l’accordo con i francesi per la costruzione della prima centrale di terza generazione a partire dal 2013.

Dove si costruirà? Tutto è da decidere, dalla A alla Z. Certo è che non ci sono molti nomi. Si parla di Sicilia, Sardegna, Puglia, Basilicata. E poi ci sono i vecchi siti che potrebbero essere riutilizzati…

A Trino Vercellese, Latina, Garigliano e Caorso la popolazione indigena già è abituata all’idea di vivere vicino ad una centrale nucleare. L’Enel ad esempio ha valutato anche l’opzione di riattivare il sito di Caorso a Piacenza logicamente adeguandolo agli standard di sicurezza attuali.

Nel frattempo arrivano i primi no. La Puglia potrebbe essere un “obiettivo sensibile” considerando la vicinanza con Scanzano Jonico nominato da tempo come luogo idoneo allo smaltimento delle scorie. L’assessore all’ambiente, Michele Losappio, si oppone fermamente dichiarando il nucleare incompatibile con le scelte della Regione in tema di energia.

La Basilicata potrebbe ospitare difficilmente una centrale nucleare a causa dell’alto rischio sismico in tutta la regione. Un solo punto potrebbe essere tenuto in considerazione e potrebbe essere proprio quello di Scanzano Jonico, ma anche qui si potrebbe danneggiare l’immagine di un posto turistico meraviglioso. Inoltre lo stesso De Filippo ha affermato che la Basilicata e’ un territorio che gia’ da tanto al Paese con il petrolio. ”Siamo il piu’ grande giacimento petrolifero d’Europa e credo che possa bastare”.

Oltre a Toscana e Lazio un secco no arriva anche dal Piemonte che, come affermato dalla presidente della Regione, Mercedes Bresso, da tempo punta sul rinnovabile avendo investito 300 milioni di euro fino al 2013.

Un secco si arriva dal ministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi. “spero che una centrale la costruiscano sotto casa mia (n.d.r. il ministro abita in prossimità del centro di Roma, costruire una centrale in quella zona è praticamente impossibile)… ma questa Italia che dice meglio altrove è un’Italia vecchia, è un’Italia che non ci piace, un’Italia che non vuol bene all’Italia”.

A regime le centrali nucleari produrranno 45TWh, ossia il 13% del fabbisogno nazionale di energia. Bisogna però dire che la quota importata dall’estero è circa il 12,5%, di cui l’80% ottenuta da fonti rinnovabili… allora perché non sfruttare anche noi le fonti rinnovabili puntando ad una ricerca più concreta che possa permetterci, entro il 2020 (data di avvio a pieno regime della prima centrale nucleare), di avere ad esempio pannelli solari ad alta efficienza?

Il WWF aderisce alla manifestazione: Un’altra Lucania è possibile, un’altra Lucania è necessaria”

WWF.gif In occasione della manifestazione indetta dal comitato No Oil Lucania che si svolgerà a Villa d’Agri il 28.2.09, il WWF, che ha dato al sua adesione, vuole ribadire le proprie preoccupazioni per il territorio della Val d’Agri, anche in relazione alle recenti dichiarazioni programmatiche del Presidente della Giunta Regionale Vito De Filippo che nella sua relazione al Consiglio Regionale sul petrolio, non ha mai citato il Parco nazionale della Val d’Agri, puntando sostanzialmente per il futuro delle aree interessate dalle estrazioni sulla creazione di un distretto energetico con tanto di nuovi insediamenti produttivi.

Il WWF invece chiede per l’area della Val d’Agri un grande progetto di salvaguardia ambientale che muova dalla rapida attivazione dell’Ente Parco, in grado di mettere a sistema tutte le valenze naturalistiche, storiche, archeologiche, le vocazioni agricole e artigianali dell’area, puntando anche, ma non solo, sull’innovazione nel settore energetico. Il Parco, in quest’ottica dovrà essere l’ente naturalmente ed istituzionalmente preposto, con la propria attività di pianificazione e mantenendo una visione d’insieme, ad avviare un Piano di Azione organico che individui gli interventi prioritari in relazione ai valori di biodiversità e paesaggio.

Quanto poi alle scelte energetiche il WWF torna a richiedere alla Regione di aprire il confronto su tutto il Piano energetico regionale, che inspiegabilmente ancora non viene reso pubblico, perché è quella la sede preliminare ove individuare  le scelte ed i relativi interventi da effettuare su tutto il territorio, scelte oggi più che mai cruciali, che auspichiamo vadano decisamente in direzione dell’abbandono delle nuove attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi, anche in relazione all’adempimento degli obblighi derivanti dall’applicazione del protocollo di Kyoto, dal rifiuto netto di ogni scelta nucleare che il governo sembra seriamente voler portare avanti, ed abbracci, in modo consapevole e ragionato, le energie rinnovabili.

Prof. Vito Mazzilli

Presidente WWF Basilicata