L’Italia entra nel nucleare. Solo qualche giorno fa l’accordo con i francesi per la costruzione della prima centrale di terza generazione a partire dal 2013.
Dove si costruirà? Tutto è da decidere, dalla A alla Z. Certo è che non ci sono molti nomi. Si parla di Sicilia, Sardegna, Puglia, Basilicata. E poi ci sono i vecchi siti che potrebbero essere riutilizzati…
A Trino Vercellese, Latina, Garigliano e Caorso la popolazione indigena già è abituata all’idea di vivere vicino ad una centrale nucleare. L’Enel ad esempio ha valutato anche l’opzione di riattivare il sito di Caorso a Piacenza logicamente adeguandolo agli standard di sicurezza attuali.
Nel frattempo arrivano i primi no. La Puglia potrebbe essere un “obiettivo sensibile” considerando la vicinanza con Scanzano Jonico nominato da tempo come luogo idoneo allo smaltimento delle scorie. L’assessore all’ambiente, Michele Losappio, si oppone fermamente dichiarando il nucleare incompatibile con le scelte della Regione in tema di energia.
La Basilicata potrebbe ospitare difficilmente una centrale nucleare a causa dell’alto rischio sismico in tutta la regione. Un solo punto potrebbe essere tenuto in considerazione e potrebbe essere proprio quello di Scanzano Jonico, ma anche qui si potrebbe danneggiare l’immagine di un posto turistico meraviglioso. Inoltre lo stesso De Filippo ha affermato che la Basilicata e’ un territorio che gia’ da tanto al Paese con il petrolio. ”Siamo il piu’ grande giacimento petrolifero d’Europa e credo che possa bastare”.
Oltre a Toscana e Lazio un secco no arriva anche dal Piemonte che, come affermato dalla presidente della Regione, Mercedes Bresso, da tempo punta sul rinnovabile avendo investito 300 milioni di euro fino al 2013.
Un secco si arriva dal ministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi. “spero che una centrale la costruiscano sotto casa mia (n.d.r. il ministro abita in prossimità del centro di Roma, costruire una centrale in quella zona è praticamente impossibile)… ma questa Italia che dice meglio altrove è un’Italia vecchia, è un’Italia che non ci piace, un’Italia che non vuol bene all’Italia”.
A regime le centrali nucleari produrranno 45TWh, ossia il 13% del fabbisogno nazionale di energia. Bisogna però dire che la quota importata dall’estero è circa il 12,5%, di cui l’80% ottenuta da fonti rinnovabili… allora perché non sfruttare anche noi le fonti rinnovabili puntando ad una ricerca più concreta che possa permetterci, entro il 2020 (data di avvio a pieno regime della prima centrale nucleare), di avere ad esempio pannelli solari ad alta efficienza?