Daily Archives: 10 marzo 2009

Dov’è Mentana?

ALTRA BATTAGLIA PERSA

Dopo quella sera di “Grande Fratello” Mentana non si è più visto… dove sarà ormai? Una carinissima vignetta di Bochicchio.

La Francia importa più petrolio di noi. Il nucleare non serve

 
nucle"L’Italia torna al nucleare?" è il titolo del libro che Angelo Baracca ha mandato in libreria solo pochi mesi fa con la casa editrice Jacabook. Una domanda che oggi ha risposta: sì, l’Italia torna al nucleare. E anche in tempi piuttosto brevi sostiene il governo Berlusconi. Baracca, che è un fisico e insegna all’università di Firenze, spiega in modo dettagliato perché un ritorno al nucleare nel nostro paese sarebbe inutile o, peggio, dannoso. E perché il mito del nucleare francese è una bufala.

Professor Baracca, perché ritiene l’accordo tra Italia e Francia per lo meno inutile?
«C’è una cosa che nessuno dice: con le centrali nucleari si produce solo energia elettrica. Ma l’elettricità è solo un quinto dei nostri consumi energetici. Oltre l’80% dell’energia che consumiamo per i trasporti o per l’agricoltura non è elettrica. Le centrali nucleari, quindi, non risolverebbero il nostro problema: continueremo a importare petrolio. La Francia, che produce il 78% della sua energia elettrica con il nucleare, importa più petrolio di noi».

Qualcuno dice che in Italia produciamo poca energia elettrica, è vero?
«Non è vero: abbiamo una potenza installata che supera del 30% la domanda di elettricità. Solo che il sistema è inefficiente e quindi la nostra elettricità è la più cara d’Europa. Ma se anche fosse vero che abbiamo bisogno di altra energia elettrica, potremmo decidere di fare come la Spagna dove, in un anno, sono stati creati impianti eolici per 3500 megawatt: come 2 centrali e mezzo. La costruzione di questi impianti costa meno e ha coinvolto l’industria spagnola con ricadute positive sull’economia. Oppure potremmo fare come le Germania che punta sul solare, pur avendo meno sole. È questione di scelte».

Berlusconi prevede che la prima centrale parta nel 2020. È realistico?

«Sì, bisogna considerare una decina d’anni per avere l’opera finita, anche se c’è chi dice che una centrale si costruisce in 5 anni. In Europa ci sono due centrali in costruzione come quelle che dovremmo importare in Italia: una è in Finlandia, l’altra in Francia. Quella finlandese è iniziata 3-4 anni fa e ha già accumulato 2 anni di ritardo e un aumento di costi di 2 miliardi di euro. Il problema è che una centrale nucleare ha esigenze tecnologiche altissime. Anche i materiali, come il cemento o l’acciaio, devono essere di qualità superiore. Le industrie finlandesi non sono in grado di soddisfare questa esigenza. Pensiamo a cosa potrebbe accadere in Italia dove la Italcementi ha dato cemento taroccato anche per le grandi opere».

Abbiamo le competenze per gestire questi impianti?

«Dopo il referendum sul nucleare dell’87, l’Italia ha smantellato tutto. All’Enea ci sono una quarantina di dipendenti con le competenze giuste, ma un terzo sono occupate a smaltire le centrali chiuse e quasi tutti sono prossimi alla pensione. Il resto è personale a contratto. Possiamo gestire le centrali con i co.co.pro?»

Fonte: http://www.alternativerivistatest.it/ via Mercante di Venezia

Partono domani a Scanzano Jonico i corsi di italiano per gli immigrati

scuola Si avviano oggi, 10 marzo, a Scanzano Jonico i corsi di lingua italiana per immigrati organizzati dalla Regione Basilicata. I corsi rivolti ad immigrati adulti di diversa nazionalità si svolgeranno presso la sede della Pro Loco che si è resa disponibile ad ospitare le lezioni, su richiesta dello Sportello Immigrati del Comune di Scanzano.

I corsi di 40 ore si svolgeranno nel pomeriggio, in 10 lezioni di 4 ore l’una, e dureranno fino a fine maggio. Il Comune di Scanzano sostiene l’iniziativa attraverso la divulgazione e l’acquisizione delle domande dei cittadini che si rivolgono allo sportello immigrati.

Ai corsi tenuti da docenti dell’Ageforma di Matera prenderanno parte 30 immigrati.

“L’integrazione – sostiene l’assessore comunale alle Politiche sociali, Luigi Boccarelli – è una risorsa importante, per cui iniziative come questa non possono che favorire lo sviluppo complessivo del nostro territorio”. L’attività dello Sportello immigrati di Scanzano afferisce al servizio sociale comunale coordinato da Bruno Francione.

MARTEMIX

I comuni lucani uniti contro riduzione servizi Poste Italiane in Basilicata

Affollata assemblea promossa dall’Anci Basilicata presso il Centro sociale di Malvaccaro sulle questioni connesse alla presenza di Poste Italiane sul territorio regionale.
Un centro sociale pieno di lavoratori e cittadini provenienti da tutta la regione. Presenti i Sindaci di Filiano, Castelgrande, Marsico Nuovo, Bella, Nova Siri, Lauria, Genzano, Cancellara, Moliterno, Policoro, Picerno, Potenza oltre a rappresentanti di altre amministrazioni comunali.

Presenti anche l’assessore alle attività produttive della Regione Basilicata, Gennaro Straziuso, l’assessore Vita della Provincia ed i parlamentari Salvatore Margiotta e Vincenzo Taddei, rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sailp.
Nella introduzione il presidente dell’Anci Basilicata Vito Santarsiero ha ricordato i motivi dell’assemblea connessi ad una riorganizzazione del servizio offerto da Poste Italiane che ha portato ad un forte arretramento dei servizi sul territorio. Santarsiero ha sottolineato l’esigenza di una gestione autonoma del servizio regionale non connesso ad altre Regioni, stante la specificità delle problematiche lucane, ed ha anche lanciato l’idea di affidare a Poste Italiane “già presente e organizzata sul territorio” la funzione che si vuole assegnare alla ipotizzata Banca del Mezzogiorno facendo di Poste Italiane un “motore di sviluppo per il Sud”.

Intervenuti sul tema sindacati, sindaci, parlamentari, Straziuso con ben 24 interventi con i quali è stato chiesto di rafforzare i servizi, evidenziando alcune gravi carenze dovute alla riduzione del personale o alla chiusura periodica degli sportelli; richiesti i dati ufficiali di bilancio. Il Sindaco di Moliterno ha tra l’altro comunicato che da tre anni in alcuni quartieri non vi è recapito di posta.
I presenti hanno anche parlato di “reciprocità” nel senso di impegnare territori ed Istituzioni a sostenere e rafforzare i servizi offerti dall’Azienda.

Contestata anche la modalità con cui dal primo gennaio si è proceduto in molti Comuni a ridurre drasticamente il servizio. L’onorevole Taddei ha garantito un proprio intervento presso il Sottosegretario alle Poste On. Paolo Romani affinchè si migliori la qualità del servizio di Poste Italiane sul territorio regionale.
L’On. Margiotta ha anche comunicato che ha già presentato una propria interrogazione in merito per la quale nei prossimi giorni ne solleciterà la risposta.
L’accordo di programma- ha detto- non prevede alcun ridimensionamento del servizio in alcuna parte della Regione. Confermato dall’assessore Straziuso e dall’assessore Vita l’impegno della Regione e della Provincia per difendere il servizio sul territorio. Il tavolo tecnico permanente di Anci, Upi, Regione e Sindacati valuterà l’ipotesi di uno sciopero generale entro fine mese.
Al termine dell’assemblea Generale promossa dall’Anci Basilicata ha approvato un documento qui di seguito riportato con le richieste da inoltrare a Poste Italiane e a Governo.
“Chiediamo a Poste Italiane

  1. di interrompere ogni decisione tendente a chiudere a giorni alterni uffici sul territorio o a ridurre il personale operante presso le strutture lucane;
  2. ripristinare da subito il servizio quotidiano presso tutti gli uffici che dal primo gennaio sono stati interessati da chiusure parziali;
  3. comunicare ufficialmente all’Anci, alla Regione Basilicata e all’UPI i dati di bilancio relativi alla gestione lucana del servizio;
  4. favorire una autonoma gestione del servizio sul territorio lucano con una specifica dirigenza ad esso dedicato;
  5. definire in tempi brevi un monitoraggio del servizio reale oggi offerto sul territorio anche attraverso una relazione formale con le Amministrazioni comunali.

Chiediamo al Governo Nazionale

  1. di aprire un confronto con le Istituzioni ed i Sindacati per una nuova stagione di Poste Italiane finalizzata a rafforzare il ruolo di servizio ai territori, soprattutto nel Sud, fino ad ipotizzare di realizzare attraverso Poste Italiane quell’azione che si intende affidare alla Banca per il Mezzogiorno.

Gli Amministratoris si impegnano ad attivare ogni azione per rafforzare e diffondere i molteplici servizi offerti da Poste Italiane a cittadini e Amministrazioni locali”.

Fonte: LucaniaNews24