Daily Archives: 19 marzo 2009

I fiori del parco

Finalmente il sole è tornato a splendere sulla val d’Agri e con il suo arrivo finalmente si assiste ad una rinascita della natura. Nei campi si osservano le prime fioriture, e in questo post finalmente iniziamo a trattare argomenti più interessanti e più vicini al Parco rispetto alle solite beghe politiche e amministrativa di cui parliamo anche troppo spesso.

Nelle immagini che seguono osserviamo un intensa fioritura gialla, tipica della Tossillaggine o Farfaro (Tussilago farfara). Una piccola pianta annuale nota in farmacologia perchè le foglie sono ricche di mucillagine e di olio essenziale, viene usata contro la tosse e l’asma. La più recente ricerca in campo fitofarmacologico ha accertato, inoltre, che taluni estratti sono in grado di aumentare le difese immunitarie. In cosmetica entra in preparati antirughe e viene usata per l’effetto emolliente e lenitivo su pelli impure e sensibili.

Nei racconti dell’antica Grecia il medico Dioscorides raccomandava di fumarla per trarre sollievo dalla tosse e dall’asma; durante la II Guerra Mondiale i soldati di stanza in Europa la usavano come un sostituto del tabacco e, ancora oggi, entra come ingrediente in molte sigarette a base di erbe. L’antico nome latino della pianta – filius ante patrem – fa riferimento al fatto che le foglie vi compaiono solo una volta che i fiori sono appassiti.

Un altro fiore che si vede spesso in questo periodo, risalendo i torrenti o nei querceti, sono le Primule (Primula vulgaris). Anche in questo caso sono dei bei fiori giallastri, molto chiari, ma particolarmente evidenti in un paesaggio ancora dominato dal colore bruno delle foglie secche e del legno marcio.

Le foglie di primula possono essere usate per preparare assieme ad altri tipi di verdura insalate, oppure lessate e condite per fare delle minestre. Con i fiori si preparano marmellate, dolci e si può aromatizzare l’aceto di vino. Il rizoma serve per aromatizzare la birra. Pare che praticando dei massaggi sul viso con il succo della pianta, questo sia in grado di far scomparire le macchie cutanee scure. L’infuso in cosmesi può essere usato come decongestionante per le pelli arrossateLa radice e il rizoma sono ricchi di saponine triterpeniche (es. primulina ) che conferiscono alla pianta proprietà espettoranti e mucolitiche. I fiori contengono derivati terpenici come primaverina e primulaverina (derivate dall’acido salicilico), con proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antireumatiche. Contengono inoltre flavonoidi e carotene (provitamina A) che svolgono attività antiossidante nell’organismo.

Questi sono soltanto alcuni esempi delle decine di specie di fiori che in questi giorni stanno sbocciando nel Parco, a presto un nuovo post con molte altre informazioni e curiosità.

PS: L’uso farmacologico e cosmetico di tutte le piante dev’essere seguito sempre da uno stretto controllo medico.

Fonte: Geaton

La cucina di Melato… un modo per abbattere la crisi?

formaggi Finalmente un Marsicano che riesce a far parlare di se in Italia e all’Estero: stiamo parlando di Giovanni Melato, Maestro di cucina e fresco di successi riscossi nel Belpaese e anche all’estero (il Melato si è distinto alla IX edizione degli “Internazionali d’Italia” di scena a Massa Carrara ed anche ai Mondiali di Cucina in Germania). “I risultati conseguiti dal Melato –affermano i consiglieri di minoranza Giovanni Votta, Massimo Macchia (capogruppo IDV), Giuseppe Ramagnano, Giovina Castaldo e Carmine Notarfrancesco- ci rendono orgogliosi, ancora di più, di essere Marsicani e Valligiani. Allo stesso tempo però lasciano l’amaro in bocca se consideriamo che per conseguire tali risultati, spesso è necessario esportare i nostri talenti poiché il nostro tessuto produttivo sovente non riesce a plasmare e a formare il materiale umano e la nostra economia non riesce ad “assorbire” le capacità lavorative esistenti sul territorio.

I successi del Melato devono far riflettere una politica ormai troppo “distante” dalla situazione reale del Nostro territorio. E’ un fatto che, nella sola Valle dell’Agri, vi sono numerosi operatori nell’ambito della ristorazione e del settore alberghiero: tanti sono gli avventori occasionali (si pensi ai turisti della domenica o della neve) ma molti sono anche i fruitori abituali di tali risorse che godono della nostra cucina sana e genuina. Cosa fa il Sistema Politica per incentivare questo settore troppe volte abbandonato a Se stesso? Di sicuro troppo poco (si pensi ai soliti opuscoletti informativi costosissimi fatti da qualche gruppo di azione locale, tanto per fare un esempio) se pensiamo ad una tradizione culinaria ormai consolidata e che affonda le sue radici nella notte dei tempi. Auspichiamo quindi che i successi del Melato possano rinvigorire e far rifiorire un settore troppe volte sottovalutato (si pensi all’indotto e alle ricadute occupazionali). Auguri Chef!