Daily Archives: 21 marzo 2009

Critiche spietate sull’operato del sindaco di Marsico Nuovo Domenico Vita

marsico_nuovoSettembre, andiamo. E’ tempo di migrare” scriveva Gabriele D’Annunzio, ricordando con nostalgia lo spostamento, all’inizio dell’autunno, dei pastori dalle montagne d’Abruzzo per portare a valle il gregge. Evidentemente, l’autunno (e non solo) è proprio la stagione della transumanza. In politica ogni periodo è adatto, intendiamo.

In questa transumanza non c’è nulla di poetico e, tanto meno, di nostalgico. O, forse, sì. C’è la nostalgia per la politica di una volta. Quella tanto vituperata della Prima Repubblica, quando i partiti – pur con i loro mille difetti – all’interno delle sezioni discutevano, analizzavano i problemi della città, preparavano i Consigli comunali, stabilendo chi e su che cosa ,in aula, si poteva registrare anche qualche “distinguo”. Oggi, tutto questo non c’è più. Non ci sono i cosiddetti preconsigli e, se ci sono, non si svolgono di certo con l’intensità, la passione e la partecipazione di una volta. E la riprova si ha nelle sedute del Consiglio comunale, dove a parlare sono sempre gli stessi. Almeno sui temi più importanti. Di dissonanza all’interno degli schieramenti, neanche a parlarne. Per fortuna. Ci sono i capi carismatici attorno ai quali ruota un folto gruppo di fedelissimi pronti a seguire le orme del presunto leader.

E’ da qualche tempo che Marsico vive questa realtà, tranne qualche eccezione. Torniamo alla transumanza e alla frammentazione politica , ne succedono un pò di tutti i colori, nel senso che, già da tempo, il cambio di casacca è diventato uno sport diffusissimo.

Non si è mai verificato a Marsico che esponenti politici sono passati dalla sinistra a destra.

Gli ultimi recenti casi di "transumanza" da uno schieramento politico all’altro m’inducono ad alcune pacate riflessioni, senza peraltro alcun intento censorio, ma solo per comprendere le motivazioni di un fenomeno che sembra colpire in particolare la campagna acquisti del centrodestra di Basilicata.

I tanti stravolgimenti sofferti dal sistema politico negli ultimi anni, anche per quanto attengono ad un inadeguato ricambio della classe dirigente politica di vertice sul territorio, hanno imposto a molti ripensamenti, tale da rendere necessario fissare alcuni criteri di correttezza etica, anche per evitare che qualunque operazione finisca per avere, poi, a posteriori, la sua giustificazione.

La gente, gli elettori, farà sempre più fatica a seguire e a capire le logiche della politica attiva. Chi si colloca in uno schieramento, soprattutto se vi ricopre importanti incarichi amministrativi o politici, si suppone ne condivida anche l’impostazione generale, la visione dei problemi etici, sulla difesa della famiglia come nucleo fondante della società, gli atteggiamenti nei confronti dei giovani e dei senza lavoro, i modelli di sviluppo economico, l’uso delle politiche sociali, la posizione del nostro Comune all’interno del contesto Regionale.

Come riuscirà, allora, il politico "transumante" a spiegare tutto questo agli elettori e a far credere loro che in fondo in fondo i due schieramenti, l’uno e l’altro "pari sono"? La "transumanza" non nasce da un vero disagio politico amministrativo ma da una voglia di gestire il potere a proprio piacimento annientando i valori morali e sociali degli UOMINI per cui c’è chi di volta in volta fiuta l’aria del momento per trovare la più vantaggiosa collocazione. Personalmente sono convinto e determinato che la politica abbia le sue regole "etiche". Chi cerca di far credere il contrario nuoce fortemente all’essenza stessa dei valori democratici.

Ognuno percorre la strada che gli detta la propria etica. Chi l’ha votato però non merita la barzelletta metropolitana con cui tenta di giustificarsi e continuando a comportarsi da padrone, che accompagnato dai propri scudieri, si è presentato presso un altro padrone per porgergli in dote il suo elettorato.

Gli elettori Marsicani e del PD, ormai, non sono più titolari di un voto libero e personale, ma sono considerati «proprietà» di un boss delle tessere, da usare come merce di scambio.

Che la «padronalità» del voto sia un costume lo dimostra quanto riportato in questi noiosi mesi della sua gestione amministrativa Provinciale e Comunale.

Sembra una mossa politica intelligente cercando scorrettamente di sistemare il famoso equilibrio politico-amministrativo e con una fava prendere due piccioni. E invece no, è solo una mossa scorretta senza alcuna dignità politica e civile. Si è fatta ancora una volta tutta questa perversa messa in scena al solo scopo di posizionarsi al posto giusto verso il vento che tira in direzione anche senza le lode da parte della collettività.

Solo personaggi di un certo livello  morale, senza un briciolo di responsabilità nei confronti della cittadinanza e nei confronti di chi, in buona fede, li ha sostenuti con il proprio voto, potevano escogitare un tale inganno. D’altronde con i risultati che abbiamo visto nell’arco di questa pur ancora breve amministrazione era prevedibile che tutto questo trasformismo doveva essere miserevole.

Bene, il popolo marsicano non deve dimenticare che il VIGLIACCO E’ come un albero senza radici che al primo vento viene divelto dal terreno; come una casa senza solide fondamenta che alla prima tempesta viene spazzata via, per cui non ha più futuro politico.

Il Responsabile della sezione SD di Marsiconovo

Palmino FIORE

Politica: non c’è pace nella sinistra

ARCORE

Una simpatica vignetta di Bochicchio sull’addio di Veltroni alla leadrship del Partito Democratico.