Daily Archives: 23 marzo 2009

Crisi: In Basilicata 5000 posti di lavoro in meno

Penna Secondo gli ultimi dati ISTAT in Basilicata, nell’ultimo anno, si sono persi circa 5 mila posti di lavoro (199 mila nel 2007 contro i 194 mila del 2008).

A questi è necessario sommare gli oltre 5000 lucani già in cerca di occupazione e che, probabilmente, saranno costretti ad emigrare in altre regioni o, in casi estremi, in altre nazioni alimentando così la famosa “fuga dei cervelli” dalla Basilicata stessa.

I dati in questione potrebbero essere drammatici, come affermato da Carmine Vaccaro, segretario confederale della Uil,  se “non si mettono in campo, immediatamente, strumenti concreti per dare risposte ai lavoratori colpiti dalla crisi e per rilanciare uno sviluppo duraturo”.

Via: WallStreet Italia

…Il vostro misero ignorante tentativo di cancellare la memoria ed il futuro sarà fuoco nelle nostre mani…

ho sentito la mia terra urlare..
( distanze incommensurabili)
mani
scavano
fossati
resistere alla pioggia!
..
sento la valle gemere ferita..
torcersi
canovaccio della mia infanzia bagnata
stillare gocce di memorie e sangue.
ho sentito la mia terra urlare
sui pulpiti ignoranti
poveri
ingrati
ottusi
ho sentito la mia terra stridere come pietra
sotto stivali di liberazione
e le riforme agrarie mi dissero
odoravano di violette e pan grattato
(formaggio dei poveri)
ho sentito il mio cuore implodere
ad ogni minuto appezzamento
terreni..
come lenticchie
disseminati qua e la ..
sento il passo dei caduti..
pesante..sghembo..secco..
marciare verso casa..
i loro sorrisi mutilati
e fazzoletti neri cingere
piccoli umidi occhi lucenti
incastonati in crani d’ardesia..
a portata d’aereo
sento l’odore del fango vicino l’argine del fiume
e dell’ antico camino di pietra
che fu un tempo l’ultimo bastione
baluardo a cantrastare il freddo..
niente..resta delle riforme..
soltanto racconti sgrammaticati
e persone tristi..
vedo negli occhi del contadino
una divinità sumera
e nelle sue mani
il mio sorriso amaro.
a riscaldarne il sonno..
la semplicità di un ritorno a casa
stipare gli attrezzi nel capanno..
dividere pane e formaggio
e quel sorso di vino
veloce di futuro
tracannato in gola
in fretta.
e brindare al ritorno..
alla pioggia ,al sole
e scaldarsi tra le gambe
di marmo delle donne…
e i figli un giorno
li daremo ai campi
ancora
ancora sorrisi tagliati dal sole
e mani forti..e terra..e freddo..
ed
il sapere dei baroni sarà loro precluso
non avremo soldi..
soltanto terra..
Terroni lo saremo ancora
e ci offenderemo
nessuna emancipazione!
soltanto la terra violentata a sangue
ci darà del pane..
ed io a distanza d’ aeroplano..
Vi odio..dal profondo
odio le vostre leggi ed i vostri cappelli
torneremo alla macchia
un giorno
con fucili e coppole
a stringere barricate e cuori
come lupi a covare l’agguato
feroci contro la vostra gretta avida ignoranza
e non saranno poesie a ferirvi il petto..
ma lame e piombo
sarà la mano disperata
a guidare il cuore
e moriremo ancora..e ancora
vanamente..nell’errore..
come fu un tempo..
e falliremo tutti nel nome di un risorgimento
già posticcio
un postfuturismo ritornerà a parlare di macchine volanti
e di bagliori ..
ma temo..la stoltezza dell’uomo..
e l’intelletto sarà sempre deviato
E vi odierò..ancora dalla tomba..
e vi odieranno i vivi..
mentre cercherete ancora feroci
di nascondere il sapere..
nel giusto odierete la chiesa,
eppure , non riuscirete ad odiare voi stessi..
io qui vi odio..
a distanza d’aeroplano
guardo la mia terra..
e vi odio!

Michele Aulicino

La “Social Card” invenzione di una cooperativa materana

la Social Card della coop Il Puzzle La social card è un’invenzione materana. La singolare quanto curiosa notizia è emersa durante il servizio sulle “Eccellenze italiane che fronteggiano la crisi” andato in onda sabato scorso su Rai 2, nella trasmissione “Quello che” in cui il giornalista Maurizio Severino ha raccontato anche l’esperienza del Consorzio di cooperative sociali “La Città Essenziale” di Matera.

Durante il servizio televisivo viene messo in risalto che la “Social Card” è stata inventata a Matera ben prima dei provvedimenti del Governo Berlusconi. Infatti il marchio “Social Card” è stato regolarmente registrato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo economico ad opera di una cooperativa materana afferente al consorzio “La città essenziale”.

Il marchio “Social Card” è stato depositato presso la Camera di Commercio di Matera il 20 agosto 2008 dalla Cooperativa Sociale “Il Puzzle” dunque “in tempi non sospetti” rispetto all’iniziativa del Governo italiano. Secondo quanto stabilisce la legge, il nome “Social Card”, marchio registrato, non può essere utilizzato da nessuno, compreso lo Stato Italiano, per contrassegnare un servizio o un oggetto. Tanto che, ufficialmente, il governo ha dovuto chiamare la card per i pensionati “Carta acquisti” non potendo usare la dicitura “Social card” con cui era stata pubblicizzata nei mesi scorsi da tutti i media.

“La social card –si legge nella relazione depositata dalla Cooperativa Il Puzzle all’Ufficio Brevetti del Ministero- è una carta di servizi sociali rivolta ai cittadini e alla collettività più in generale, per migliorare il livello di qualità della vita dei singoli, per rispondere a un bisogno sociale, intervenendo attraverso l’erogazione di servizi di sostegno alla vita sociale: dai servizi per l’infanzia, per anziani, per disabili a servizi migliorativi della vita familiare”.

“Il marchio che abbiamo registrato –spiega il presidente del consorzio Giuseppe Bruno- rientra in un progetto più ampio messo in piedi dalla Cooperativa materana per l’assistenza e i servizi alle famiglie. Il progetto ‘Filiera della serenità’ della cooperativa Il Puzzle si pone come obiettivo quello di assistere l’intera famiglia nella quotidianità usufruendo di servizi ed assistenza anche attraverso l’uso della “Social card” che consente di prenotare la spesa presso l’asilo nido, richiedere la baby sitter a domicilio in caso di malattia del bambino e molti altri servizi”.

La Cooperativa il Puzzle di Matera è dunque l’unica titolare del marchio “Social Card” mentre la carta emanata dal Governo italiano si chiama “Carta Acquisti” anche se tutti impropriamente continuano a chiamarla “Social card”

MARTEMIX

Rubrica: Una foto, una frase

La frase della settimana:

Spesso si dà sollievo ai propri mali quando se ne parla.

Pierre Corneille

La foto della settimana:

viggiano

Una Viggiano Invernale- Panoramio