L’argomento all’ordine del giorno è la crisi economica. I governi impegnano risorse per aiutare industrie, banche e grandi imprese. Notevoli ma giustificate le ingenti somme per gli ammortizzatori sociali, per coloro che perdono il lavoro. Qualche perplessità la si nutre nei confronti degli aiuti a banche e industrie. Quanto meno dovrebbero garantire, le prime, coloro, che hanno seguito i loro consigli, sottoscrivendo i vari prodotti finanziari, le seconde, posti di lavoro, ammodernamenti e ricerca.
Ci si chiede se il Governo obbliga tali soggetti a rispettare queste condizioni o possono fare ciò che hanno sempre fatto, con il rischio che tutti questi soldi pubblici vadano persi inutilmente. Fino ad ora nessuno ha parlato della categoria più debole oggi presente in Italia. Piccoli artigiani e piccoli commercianti, di cui nessuno sembra interessarsi e che invece sono coloro che più di tutti subiscono la crisi dei consumi e l’impoverimento generale. Tra l’altro questa categoria non ha alcun tipo di tutela né da parte dello Stato né da nessuna altro soggetto istituzionale o meno.
Molto spesso artigiani e commercianti sono stati equiparati agli imprenditori, ma si tratta più semplicemente di lavoratori autonomi, che oggi pagano oltremisura la loro scelta lavorativa. Quando si parla di evasione fiscale si fa riferimento a loro e quindi tutti a dargli addosso, senza sapere che il più delle volte guadagnano a stento di che vivere al prezzo di molti sacrifici e di un numero di ore di lavoro non quantificabile. Se ci si mette l’esposizione ormai preoccupante ai rischi derivanti dalla diffusione della piccola e grande criminalità, veramente bisogna chiedersi chi glielo ha fatto fare a scegliere quel tipo di vita. Lo Stato, quindi, non li tutela, il Fisco li opprime, le forze dell’ordine sono impotenti a difenderli e ancora vengono indicati come dei privilegiati.
L’attuale Governo faceva ben sperare, ma, al contrario, ha inasprito le regole fiscali per loro e devono anche tremare quando si presenta nei loro esercizi qualche pubblico ufficiale pronto ad imputargli ogni sorta di inadempienza formale, che, però, costa tantissimo per le loro scarse finanze. Infine degli annunciati provvedimenti severi nei confronti della criminalità ancora non si ha notizia. Delinquenti Italiani e stranieri con reati reiterati all’inverosimile sono sempre in libertà e il potere discrezionale della Magistratura favorisce sempre chi delinque.
Cosa si aspetta che ancora altre serrande vengano abbassate, così ci ritroviamo altri disoccupati sul groppone da sistemare? Basta camminare nelle città, soprattutto nelle periferie, per vedere quanti esercizi commerciali hanno già cessato l’attività. Per la verità di serrande abbassate ormai se ne vedono anche nelle strade principali. Però nessun politico ha il coraggio di abbracciare la causa di questi poveri cristi, salvo poi rivolgersi a loro per chiedere i voti. E’ vero è una categoria di individualisti per vocazione, ma si devono decidere a far sentire la loro voce.
Comunque è giusto sottolineare l’ignavia totale delle loro associazioni, i cui dirigenti forse sono impegnati esclusivamente a procacciarsi qualche nomina camerale o a gestire le entrate delle iscrizioni a volte estorte, come si è scoperto in passato, facendo pagare le quote a loro insaputa, tramite i versamenti INPS, senza nessuna delega da parte del lavoratore autonomo. Chi è causa del suo mal pianga se stesso e l’Italia è il paese in cui le scelte rischiose e coraggiose sono penalizzate.
Tra l’altro, a causa dell’impossibilità di esercitare il controllo politico su una categoria composta da tante individualità e, quindi, non condizionabile, sembrano essere ignorati da Partiti e Sindacati. Infatti i politici italiani hanno privilegiato ampiamente la Grande Distribuzione, che offriva loro un buon numero di lavoratori dipendenti da usare come clienti e da cui trarre voti e quote sindacali. Che importa se questi nuovi lavoratori dipendenti sono sottopagati e causano la chiusura di un numero di molto superiore di attività commerciali e artigiane.
UNIONE FEDERALISTA MERIDIONALE ha sempre richiamato le categorie interessate a non sottovalutare il problema, invitandole più volte a fare fronte comune contro le politiche economiche globalizzanti, che non prevedono la tutela dei beni e servizi offerti dalle espressioni territoriali. La ragion politica nel nostro Paese prevale sempre e, purtroppo, sembra riguardare anche il Centro Destra, dal quale ci si aspettava qualche forma di tutela per questi lavoratori e più severità, per porre fine alle arroganze ed alle prepotenze di delinquenti, bulli e teste vuote di ogni tipo a cui sono esposti. Anche questo Governo parla spesso di certezza della pena, ma non si decide a riformare i codici e a modificare le tante leggi, che consentono ai delinquenti di farla sempre franca. Alla fine pagano le persone oneste, che subiscono, a volte, anche le frustrazioni delle forze dell’ordine, che nei loro confronti sono sempre inflessibili. Insomma, come spesso accade, il nostro Governo è debole con i forti e forte con i deboli.
Il Presidente
Alfonso Luigi Venosi