Daily Archives: 24 marzo 2009

WWF “un attentato al belpaese senza precedenti”

L’associazione elenca, testo alla mano, il ‘rosario’ dello scempio in arrivo

La ‘voglia di veranda’ usata come esca per costruire nei parchi, consegnare il territorio agli abusivi e avviare un super-condono mascherato

Il WWF Basilicata invita il Presidente della Regione De Filippo e il Sindaco Santarsiero ad opporsi al decreto.

CastelmezzanoPer il WWF il testo dello schema di decreto legge sul cosiddetto “piana casa”, inviato dal Governo alla Conferenza Stato Regioni, è di straordinaria gravità. Un vero e proprio attacco senza precedenti al Belpaese e al suo paesaggio volutamente ‘camuffato’ con l’esca più banale, la ‘voglia di veranda’.

Il WWF nei prossimi giorni interverrà direttamente sui Ministri in vista della riunione del Consiglio venerdì prossimo e su tutte le Regioni che mercoledì prossimo sono chiamate ad esprimere un parere nella Conferenza Stato Regioni.

Scorrendo il testo il WWF ha previsto lo scenario che potrebbe scaturire se il testo venisse approvato.

Ecco il ‘triste’ rosario: sono previsti ampliamenti del 20 % per tutti gli immobili realizzati, anche in sanatoria, entro il 31 dic. 2008. Le unità abitative potranno essere ampliate sino a 300 metri cubi, le altezze dei fabbricati potranno essere aumentate sino a 4 metri oltre quelle previste dagli strumenti urbanistici vigenti. Sono ammessi i cambi di destinazione d’uso. In caso di abbattimento e ricostruzione gli edifici residenziali potranno aumentare del 35%, mentre per quelli commerciali addirittura può aumentare del 35% la superficie occupata; queste ipotesi sono possibili solo in caso di adozione di tecniche di bioedilizia o l’adozione di energie rinnovabili, ma il decreto non stabilisce nessun indice di efficienza energetica e addirittura rende possibile tali incrementi di volume anche solo al fine del “risparmi delle risorse idriche e potabili”. Vengono fatte salve le zone inedificabili, ma con l’esclusione delle sole zone A (ben poca cosa) gli aumenti di volume e di superficie occupata potranno essere realizzati anche nei parchi. Gli interventi non sono soggetti a concessione edilizia ma a semplice DIA (Denuncia Inizio Attività) e tutte le procedure di controllo vengono fatte attraverso autocertificazione.

Il Governo è andato ben oltre il 20% di cubature aggiuntive e certo non si è limitato, come sarebbe ampiamente auspicabile, alle sole aree metropolitane consolidate. Sono investite tutte le aree protette, le zone paesaggistiche, saltano gli indici di edificabilità fissati dai Comuni, nulla si prevede per gli standard di verde pubblico. Grandissimo regalo agli imprenditori che potranno aumentare i capannoni del 35% ed ogni tipo di immobile industriale o commerciale. Falsa la promessa di condizionare gli abbattimenti e le ricostruzioni al miglioramento ambientale: senza indici di efficienza energetica non esiste controllo e, inoltre, il testo prevede come alternativa la possibilità del risparmio idrico, come dire che basta mettere il recupero delle acque piovane e i rubinetti di nuova generazione per costruire il 35% in più.

Stravolte le procedure autorizzative ben sapendo che data la mole degli interventi che si prevedere né i Comuni, né le soprintendenza saranno in grado di dare qualsivoglia risposta. Ed inoltre, inevitabilmente, tutti gli abusi realizzati verranno fatti, se rientrano nel limite del 20% sino a 300 metri cubi, verranno certamente fatti passare come opere nuove e quindi sanati.

“Quanto si sta facendo non risponde in alcun modo ad un interesse pubblico, ma ad una sommatoria di interessi privati – ha dichiarato Gaetano Benedetto co-direttore del WWF Italia – E’ talmente clamoroso il tutto che sembra un tardivo scherzo di carnevale, o un pesce d’aprile anticipato, la speranza è qualcuno si renda conto, che il Parlamento, le Regioni, la Corte Costituzionale, ma soprattutto il mondo della cultura, delle università, delle Associazioni, prendano coscienza che mai, davvero mai, il Bel Paese aveva ricevuto un simile attacco”.

Il Presidente del WWF Basilicata Vito Mazzilli, coglie l’occasione per chiedere al Presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo di dire no il prossimo mercoledì in sede di Conferenza Stato Regioni al Piano Casa, ed invita il Sindaco di Potenza nonché Presidente Anci di Basilicata e componente dell’ufficio di Presidenza dell’ANCI Nazionale a mettere in atto tutte quelle iniziative che portino ad un blocco del provvedimento del governo.

 

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UFM al fianco degli artigiani e commercianti, sempre oppressi e dimenticati

foto A.L.Venosi L’argomento all’ordine del giorno è la crisi economica. I governi impegnano risorse per aiutare industrie, banche e grandi imprese. Notevoli ma giustificate le ingenti somme per gli ammortizzatori sociali, per coloro che perdono il lavoro. Qualche perplessità la si nutre nei confronti degli aiuti a banche e industrie. Quanto meno dovrebbero garantire, le prime, coloro, che hanno seguito i loro consigli, sottoscrivendo i vari prodotti finanziari, le seconde, posti di lavoro, ammodernamenti e ricerca.

Ci si chiede se il Governo obbliga tali soggetti a rispettare queste condizioni o possono fare ciò che hanno sempre fatto, con il rischio che tutti questi soldi pubblici vadano persi inutilmente. Fino ad ora nessuno ha parlato della categoria più debole oggi presente in Italia. Piccoli artigiani e piccoli commercianti, di cui nessuno sembra interessarsi e che invece sono coloro che più di tutti subiscono la crisi dei consumi e l’impoverimento generale. Tra l’altro questa categoria non ha alcun tipo di tutela né da parte dello Stato né da nessuna altro soggetto istituzionale o meno.

Molto spesso artigiani e commercianti sono stati equiparati agli imprenditori, ma si tratta più semplicemente di lavoratori autonomi, che oggi pagano oltremisura la loro scelta lavorativa. Quando si parla di evasione fiscale si fa riferimento a loro e quindi tutti a dargli addosso, senza sapere che il più delle volte guadagnano a stento di che vivere al prezzo di molti sacrifici e di un numero di ore di lavoro non quantificabile. Se ci si mette l’esposizione ormai preoccupante ai rischi derivanti dalla diffusione della piccola e grande criminalità, veramente bisogna chiedersi chi glielo ha fatto fare a scegliere quel tipo di vita. Lo Stato, quindi, non li tutela, il Fisco li opprime, le forze dell’ordine sono impotenti a difenderli e ancora vengono indicati come dei privilegiati.

L’attuale Governo faceva ben sperare, ma, al contrario, ha inasprito le regole fiscali per loro e devono anche tremare quando si presenta nei loro esercizi qualche pubblico ufficiale pronto ad imputargli ogni sorta di inadempienza formale, che, però, costa tantissimo per le loro scarse finanze. Infine degli annunciati provvedimenti severi nei confronti della criminalità ancora non si ha notizia. Delinquenti Italiani e stranieri con reati reiterati all’inverosimile sono sempre in libertà e il potere discrezionale della Magistratura favorisce sempre chi delinque.

Cosa si aspetta che ancora altre serrande vengano abbassate, così ci ritroviamo altri disoccupati sul groppone da sistemare? Basta camminare nelle città, soprattutto nelle periferie, per vedere quanti esercizi commerciali hanno già cessato l’attività. Per la verità di serrande abbassate ormai se ne vedono anche nelle strade principali. Però nessun politico ha il coraggio di abbracciare la causa di questi poveri cristi, salvo poi rivolgersi a loro per chiedere i voti. E’ vero è una categoria di individualisti per vocazione, ma si devono decidere a far sentire la loro voce.

Comunque è giusto sottolineare l’ignavia totale delle loro associazioni, i cui dirigenti forse sono impegnati esclusivamente a procacciarsi qualche nomina camerale o a gestire le entrate delle iscrizioni a volte estorte, come si è scoperto in passato, facendo pagare le quote a loro insaputa, tramite i versamenti INPS, senza nessuna delega da parte del lavoratore autonomo. Chi è causa del suo mal pianga se stesso e l’Italia è il paese in cui le scelte rischiose e coraggiose sono penalizzate.

Tra l’altro, a causa dell’impossibilità di esercitare il controllo politico su una categoria composta da tante individualità e, quindi, non condizionabile, sembrano essere ignorati da Partiti e Sindacati. Infatti i politici italiani hanno privilegiato ampiamente la Grande Distribuzione, che offriva loro un buon numero di lavoratori dipendenti da usare come clienti e da cui trarre voti e quote sindacali. Che importa se questi nuovi lavoratori dipendenti sono sottopagati e causano la chiusura di un numero di molto superiore di attività commerciali e artigiane.

UNIONE FEDERALISTA MERIDIONALE ha sempre richiamato le categorie interessate a non sottovalutare il problema, invitandole più volte a fare fronte comune contro le politiche economiche globalizzanti, che non prevedono la tutela dei beni e servizi offerti dalle espressioni territoriali. La ragion politica nel nostro Paese prevale sempre e, purtroppo, sembra riguardare anche il Centro Destra, dal quale ci si aspettava qualche forma di tutela per questi lavoratori e più severità, per porre fine alle arroganze ed alle prepotenze di delinquenti, bulli e teste vuote di ogni tipo a cui sono esposti. Anche questo Governo parla spesso di certezza della pena, ma non si decide a riformare i codici e a modificare le tante leggi, che consentono ai delinquenti di farla sempre franca. Alla fine pagano le persone oneste, che subiscono, a volte, anche le frustrazioni delle forze dell’ordine, che nei loro confronti sono sempre inflessibili. Insomma, come spesso accade, il nostro Governo è debole con i forti e forte con i deboli.

Il Presidente

Alfonso Luigi Venosi

La fine di AN mentre si parla di testamento biologico

TESTAMENTO BIOLOGICO DI FINI

Finisce, dopo oltre 19 anni dalla sua fondazione a Fiuggi, la storia di Alleanza Nazionale, partito fondato da Fini e che confluisce così nel Pdl.

Giancarlo Fini sottolinea però che il Pdl non sarà mai un movimento con un pensiero unico ribadendo che “la stella polare della destra è sempre stata l’amore per l’Italia e per il suo interesse nazionale”.

Il Popolo delle Libertà (PdL) punta quindi alla laicità dello Stato, alla centralità e dignità della persona, all’economia sociale.

Nella simpatica vignetta di Bochicchio una immagine metaforica sulla fine di un partito che ha fatto la storia della seconda Repubblica italiana.