Daily Archives: 31 marzo 2009

Il ponte sullo stretto: ma si farà?

PONTE_SULLO_STRETTO

Le polemiche sul ponte sullo stretto continuano… e nel frattempo il nostro Bochicchio ci illustra la situazione con una simpatica vignetta!

Allarme erosione costiera, corsa contro il tempo per salvare le spiagge

Immagine mappa

Corsa contro il tempo in Basilicata per salvare la stagione turistica in alcune località dello Jonio flagellate dall’erosione costiera. Interi arenili e lunghi tratti di spiaggia sabbiosa sono stati divorati dalle mareggiate degli scorsi mesi. La calamità naturale ha aggravato una situazione resa negli ultimi cinquant’anni più fragile per il mancato apporto di detriti dei fiumi, sbarrati da dighe ed invasi necessari all’approvvigionamento dell’acqua per i vari usi.

La situazione più critica è ai lidi di Metaponto a cui sono stati destinati 2 milioni di euro per il ripascimento della sabbia. Gli arenili saranno rinforzati con l’aggiunta di sabbia che sarà prelevata dalla foce del Basento, altro fiume che sfocia nello Jonio. Tutto questo sarà possibile solo dopo i pareri di tutte le autorità coinvolte.

Un cronoprogramma molto stretto che si avvia il 2 aprile con una conferenza di servizi. Gli operatori turistici sono in ansia perché’ l’avvio della stagione balneare è il 30 maggio, tempo minimo per poterla pianificare. L’emergenza richiede una soluzione tampone. Le scelte di lungo respiro e di prospettiva meno immediata saranno invece affidate ad un apposito Osservatorio delle Coste che la Regione ha istituito con un disegno di legge, ora all’esame del Consiglio.

Fonte: Libero News

Tito scalo, ma la tanto attesa bonifica?

emissioni nell'aria Il comunicato stampa di Confindustria Basilicata sull’area industriale di Tito Scalo – diffuso a mezzo stampa in data 24 Marzo 2009 – riapre perentoriamente il dibattito intorno ai “veleni”, industriali e non, presenti nell’area dell’Ex-Liquichimica, dichiarata e perimetrata come Sito inquinato d’Interesse Nazionale con Decreto Ministeriale dell’8 Luglio 2002, emanato dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare – pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 231 del 2 Ottobre 2002.

Le dichiarazioni del presidente, Attilio Martorano – che lamenta l’amarezza e la delusione degli imprenditori dell’area industriale di Tito Scalo, sottolineando problemi atavici “come quelli legati al Consorzio Asi con difficoltà che da anni si riversano sulle imprese” e questioni spinose, come la bonifica dell’area: “Quello della bonifica del sito industriale è un tema che ci interessa particolarmente anche perchè non abbiamo capito cosa vuol fare la Regione” – risuonano come una beffa, oltre che come puro esercizio di “scaricabarile” ai danni di una Regione Basilicata che ha senz’altro le sue colpe, ma che non è l’unica ad essere a conoscenza della situazione, tra passato e presente, in cui versa l’attuale area industriale di Tito.

Troppi silenzi “accumulati” in questi anni, che ora si preferisce rompere puntando il dito a destra e a manca. E’ bene ricordare, l’episodio della Daramic S.r.l. – facente parte del Consorzio Asi – che nel 2005, autodenunciandosi, comunicò di aver causato “un pesante stato di contaminazione della falda e del terreno da tricoloroetilene, tricloroetano, dicloroetilene, bromodiclorometano, cloroformio, bromoformio, cloruro di vinile monomero, esaclorobutadene, tetracloroetilene, sommatoria organoclorurati e idrocarburi totali”. Oggi, con i suoi lavoratori in cassa integrazione, e la bonifica di un’area nell’ombra del mistero, è più opportuno considerare il “prendi i soldi, inquina e scappi”. Molti, più preoccupati per il taglio dei fondi FAS (Fondi Aree Sottoutilizzate) 2007-2013, destinati ad altro con l’ultima Finanziaria del Governo Berlusconi, dimenticano i finanziamenti a pioggia piovuti in Basilicata per la bonifica dell’area, in uno scenario che ha visto un disinteresse generale.

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini – crede che il minuetto delle responsabilità debba lasciare il posto ad azioni concrete e responsabili per non correre il rischio di aggravare una situazione di per sé allarmante. Inoltre, oltre a considerare come necessaria una marcia indietro da parte dell’esecutivo nazionale sui fondi per la bonifica, la OLA chiede alla Regione Basilicata di mantenere l’impegno sul disinquinamento, al Sindaco di Tito, Pasquale Scavone – come responsabile della salute pubblica – di intervenire e dare delucidazioni sulla questione e all’Arpab ed Metapontum Agrobios (destinataria di una consulenza nel 2007 proprio di una consulenza della Regione Basilicata comprendente anche la "caratterizzazione geochimica dei siti inquinati di interesse nazionale", di illustrare cosa è stato fatto per incentivare il monitoraggio sull’area, oltre che i dati presenti. Tutto questo, anche alla luce, della famosa Conferenza di Servizi, citata in un documento del Novembre 2004, divulgato dal Gruppo di Lavoro Obiettivo Bonifiche della Rete Nazionale delle Autorità Ambientali e delle Autorità della Programmazione dei Fondi Strutturali Comunitari 2000-2006, su analisi delle problematiche, valutazioni e suggerimenti. Sarebbe opportuno – visto che sono passati ben 5 anni dall’annunciata Conferenza dei Servizi – rendere note tutte le evoluzioni, le osservazioni e lo stato di caratterizzazione della bonifica, presumibilmente presentate dalle Amministrazioni, dagli Enti Pubblici e dai Soggetti obbligati, imprenditori ed aziende ivi compresi.

Fonte: Peacelink