Centro culturale e direzionale della regione, Potenza si sviluppa in “verticale” nello spazio e nella storia, tenacemente ancorata ai suoi valori.
L’origine della città, certamente antichissima, è incerta e oscura, perché Potenza è stata sempre travagliata da guerre, terremoti e incendi, e più volte distrutta e caparbiamente ricostruita, e con la città sono state distrutte le documentazioni storiche sulla sua origine. Plinio annovera Potentia tra la più antiche città libere e indipendenti della Lucania.

Cattedrale di San Gerardo
Potenza è simile a un gomitolo che non si è riusciti a ordinare per bene. Ne deriva una sorta di collinare dissonanza tra colori, posizioni, percorsi.
Ed è al suo cuore di città che si può guardare, con occhio attento, per comprendere la sua antica storia. Una passeggiata nella deliziosa via Pretoria, stretta ma assolutamente accattivante, tra i vicoli e le piazzette che la circondano sulla cima del colle, permette di scoprire la signorilità di un palazzetto, un portale ornato in pietra, finestre e balconi finemente decorati, superstiti di epoche passate e che dai tempi dei Longobardi, dei Normanni e degli Angioini continuano a raccontare le vicende e l’indole di una città.
Seguendo un percorso tra i luoghi della fede, il visitatore può ammirare le splendide chiese di S.Maria del Sepolcro, San Michele Arcangelo, San Francesco, la Trinità, il Duomo dedicato a san Gerardo e la cappella del beato Bonaventura.
Allontanandosi dal centro, Potenza si sviluppa in un complicato filo di Arianna teso tra ponti, scale e muraglioni, che la spingono a svilupparsi in alto.
E’ detta, infatti, “la città verticale” per i suoi palazzi a più piani costruiti sui margini dei dislivelli e per le sue scale, una delle “bellezze” della città, numerose e diverse fra loro nella forma, nella struttura, nei materiali, e infine, tipiche pei i contesti urbanistici e sociali nei quali sono inserite.
[… e nei dintorni]
A pochi km da Potenza, uno dei paesaggi più suggestivi della Basilicata: ci troviamo nella terra delle Dolomiti Lucane, caratterizzate da alte guglie dai nomi fantasiosi quali Aquila Reale, Incudine; Grande Madre e Civetta e da inaccessibili cavità nelle quali fanno il loro nido splendidi esemplari di nibbio reale, gheppio e falco pellegrino. A ridosso di queste vette sono siti i comuni di Castelmezzano; certificato tra i 147 borghi più belli d’Italia, e di Pietrapertosa; famosi anche perché tramite un cavo d’acciaio sospeso tra le due vette è possibile provare l’ebbrezza del famoso “volo dell’angelo”.

Dolomiti Lucane
Fonte: Pagine(il magazine del personale dell’agenzia delle Entrate)