Daily Archives: 20 aprile 2009

Alle comunità gemellate de L’Aquila, Siena, Massa Marittima, Mirabella Eclano

Terremoto Cari concittadini gemellati, siamo del Comitato “Cittadini Attivi” di Bernalda e Metaponto, e scriviamo questa lettera a riguardo del terremoto in Abruzzo.

L’evento terribile, che ha afflitto soprattutto i nostri cari amici gemellati Aquilani e delle comunità abruzzesi, ci ha profondamente colpiti, anche in virtù dei sempre più fervidi interscambi culturali che successivamente al gemellaggio si sono andati consolidando tra noi.

La comunità studentesca bernaldese a L’Aquila, per tale effetto, è rappresentata da diversi nostri ragazzi, alcuni dei quali sono stati sorpresi dall’evento sismico. Una studentessa bernaldese, in particolare, è stata estratta dalle macerie dopo diverse ore ferita, ma fortunatamente viva.

Vi diciamo questo per segnalarVi una questione un po’ delicata che si è venuta a creare in queste ultime ore fra noi cittadini bernaldesi e la nostra Amministrazione comunale guidata da un Sindaco apparentemente molto cattolico e molto devoto sia a San Bernardino che a tutta la provata comunità abruzzese, ma che nei fatti si sta comportando in maniera “contraddittoria”.

Da più di due mesi la stragrande maggioranza dei cittadini di Bernalda si sta opponendo con tutte le proprie forze ad un progetto di stravolgimento di una piazza bernaldese, storica e per loro molto significativa: Piazza del Popolo. Da altrettanto tempo, infatti, siamo in Sit-in permanente e ben tremila cittadini hanno sottoscritto la propria contrarietà al progetto in questione. Inoltre, abbiamo inviato esposti alle Autorità giudiziarie e alle Istituzioni locali. Dal fronte opposto abbiamo ricevuto atti intimidatori, con ripetute asportazioni di bandiere dell’Italia e di striscioni posti a presidio della piazza.

Il cosìddetto progetto di “riqualificazione” previsto apporterebbe notevoli stravolgimenti logistici (al centro di essa passa una strada provinciale molto trafficata che congiunge Bernalda a Matera e che verrebbe chiusa e deviata); a ciò si aggiunge il sospetto che tutta l’operazione sia in funzione di un evidente interesse privato del Sindaco, che vorrebbe tale “riqualificazione” solo per migliorare ulteriormente l’attività commerciale di un grosso bar situato ai margini della stessa, di proprietà della sorella.

Siccome la somma da destinare a tali lavori, più di centomila euro, è già stata appaltata e graverà su tutti noi bernaldesi in quanto presa in prestito con un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti, moltissimi concittadini ci hanno suggerito di chiedere all’amministrazione comunale di destinare quei fondi, a seguito del grave evento sismico, alle popolazioni terremotate, senz’altro più bisognevoli rispetto a un’opera inutile e a noi dannosa. Qualche organo di stampa locale ha pure evidenziato questa nostra richiesta, ben conoscendo la generosità sia del nostro Comitato che di tutti i bernaldesi.

I nostri amministratori, invece, affermando che “tecnicamente” tale operazione non può più essere possibile, fanno orecchio da mercanti. C’è da pensare che, quando si tratta di spartirsi le torte, non si guarda proprio in faccia a nessuno.

A nome di tutti i cittadini bernaldesi Vi chiediamo scusa di questa vergognosa “vigliaccata”, ma sappiate che la volontà dei cittadini bernaldesi non è quella dei loro amministratori, che a parole si dichiarano solidali, ma nei fatti dimostrano con la loro avidità e ingordigia falsa comprensione per i bisogni della comunità gemellata. Sappiate che sinceramente, a differenza degli indegni nostri rappresentanti, siamo protesi verso di Voi, che oggi soffrite e avete perso ogni cosa.

Bernalda, 16 aprile 2009 con sincera solidarietà,

il Comitato “Cittadini Attivi” di Bernalda e Metaponto

e tutto il Sit-in popolare di Piazza del Popolo

La centrale del Mercure e la valutazione di incidenza

WWF.gif Nella sala del Consiglio comunale di Rotonda, venerdì tre aprile, è ritornata alla ribalta la questione “Centrale a biomasse del Mercure”, in un’ affollata assemblea convocata e presieduta dal Sindaco Giovanni Pandolfi. Presenti sindaci lucani e calabresi, associazioni locali e regionali per la protezione dell’ambiente, molti cittadini dell’area calabro lucana. I fatti nuovi sono le numerose inadempienze da parte dell’ENEL riscontrate dallo staff tecnico amministrativo al servizio del Comune di Rotonda, che hanno evidenziato, tra le altre, una grave irregolarità nel numeroso carteggio messo in piedi dall’ENEL per ottenere i permessi alla riconversione e riapertura di detta centrale. Ricordiamo che questa è stata riconvertita per l’alimentazione a biomasse e che queste ultime sono costituite quasi esclusivamente da “cippato”, cioè legna combustibile trasformato in panetti non presenti nell’hinterland della centrale stessa. L’irregolarità di cui sopra consiste nell’ invalidità del parere di compatibilità ambientale emesso da parte della Regione Basilicata, perché privo del preventivo nulla osta dell’Ente Parco del Pollino, nel quale appunto ricade la centrale stessa.

La centrale dell’ENEL infatti ricade all’interno della ZPS (zona a protezione speciale di Natura 2000) “Pollino Orsomarso”, codice identificativo IT 9310303, oltre che nell’area a protezione 2 del Parco del Pollino; ma tutto questo non è stato sufficiente a proteggere il territorio dalla solita ottica distorta del presunto sviluppo economico a tutti i costi proposto dalla politica locale e regionale. Il parere del Parco, secondo la Legge n.394/1991 “Legge quadro sulle aree protette”è propedeutico alla valutazione di incidenza, per cui, fa notare il Comune di Rotonda, detta valutazione, che ovviamente è favorevole alla riconversione della Centrale, non è valida. Ad avvalorare la tesi dell’invalidità si aggiunge la circostanza che erroneamente l’Ufficio di compatibilità ambientale della Regione Basilicata ha affermato che detta Centrale è in stretta adiacenza all’area del Parco del Pollino, mentre essa è all’interno del perimetro del Parco e all’interno della ZPS, “Pollino Orsomarso” codice IT 9310303.

Un’altra incongruenza è il decreto conclusivo della Conferenza dei servizi del 1992 da parte della Provincia di Cosenza che rilasciò il nulla osta alla riconversione della Centrale senza che vi fosse la progettazione definitiva. Resta comunque il fatto che manca il preventivo nulla osta dell’Ente Parco del Pollino, e non è solo un atto formale , perché questo Ente ha il potere – dovere di verificare la congruenza degli interventi sia con le norme istitutive del Parco che con le previsioni urbanistiche dei Comuni del Parco contenute nei P.R.G. e nei Piani attuativi di questi.

Il WWF Basilicata ha già espresso in ripetute occasioni la sua contrarietà alla Centrale per motivi di difesa ambientale e protezione degli abitanti del territorio del parco. E’ inammissibile che all’interno del più grande Parco naturale di Europa sorga una centrale a biomasse di oltre 30 MV di potenza, che richiede enormi quantità di biomasse non reperibili in loco, a meno che non si vogliano tagliare i boschi e gli alberi secolari del Parco. Il legname viene dai territori dell’Est Europa e viene portato alla Centrale con 80 TIR al giorno in un’ interminabile processione di fumi e di inquinamento di CO2. lo stesso WWF ha presentato a giugno del 2008 un’istanza di revoca in autotutela alla Regione Basilicata , in cui ha chiesto di annullare l’atto di Compatibilità ambientale in mancanza del parere dell’Ente Parco del Pollino per violazione dell’art.5 comma 7 del DPR n.357/1997.

Il WWF rilevava altresì che lo studio era piuttosto generico, senza reali approfondimenti sugli impatti della centrale sulla biodiversità dell’area al cui interno vivono numerose specie protette dalle direttive europee (la lontra, il lupo, il capovaccaio e l’aquila reale solo per citarne alcune). Soprattutto lo studio non scioglieva i nodi relativi all’approvvigionamento del combustibile richiesto per l’esercizio dell’impianto.

In realtà il WWF ha sempre sostenuto che l’eventuale realizzazione di questa centrale comporterebbe danni irreversibili e perenni alle popolazioni animali e vegetali e agli habitat, oltre che alle componenti abiotiche quali acqua e suolo, e comprometterebbe la coerenza della Rete Natura 2000.

In conclusione il WWF Basilicata condivide le osservazioni del Comune di Rotonda e si augura che la Giunta Regionale voglia revocare il provvedimento di parere favorevole alla riconversione della Centrale a biomasse del Mercure, perché la revoca sarebbe adottata per tutelare un ambiente unico nel suo genere qual è il Parco Nazionale naturale del Pollino.

Il Presidente del WWF Basilicata

Dr. Vito Mazzilli

“Pensiamo a rilanciare il nobile progetto di Casini evitando sterili polemiche”

In una nota congiunta i coordinatori regionali dell’Udc, della Rosa Bianca e dei Circoli Liberal (Agatino Mancusi, Antonio Flovilla e Gianluigi Laguardia) ribadiscono la necessità di “ripensare alla Politica mettendo da parte inutili e strumentali polemiche per dedicare tempo prezioso alla realizzazione del nuovo progetto politico lanciato dal presidente Pier Ferdinando Casini e ridare dignità politica ai tanti moderati lucani che non si riconoscono nel PD e nel PDL”.

“Un progetto politico – hanno sostenuto – che anche in Basilicata si candida alla guida della cosa pubblica con una proposta di governo autorevole e di cambiamento in favore delle esigenze dei cittadini, ponendosi al riparo da strumentalizzazioni di parte su candidature e alleanze predeterminate”.

La nota definisce “strumentali le valutazioni di quanti cercano, invece, di anteporre piccole logiche di posizionamento rispetto alla scelta autorevole del progetto politico di Casini che viene prima delle persone e di eventuali candidature”.

Fonte: Lucania News 24

Rubrica: Una foto, Una Frase

La frase della settimana:

La ricchezza assomiglia all’acqua di mare: quanto più se ne beve, tanto più si ha sete.

Arthur Schopenhauer

La foto della settimana:

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Chiesa di Santa Maria, Tropea – Panoramio