Daily Archives: 30 aprile 2009

Moliterno, l’IPSIA festeggia i suoi novanta anni

Novant’anni di ineccepibile prestigio. Sicuramente l’Ipsia (Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato) di Moliterno e Tramutola è una delle più antiche “scuole superiori” della Basilicata. Su una richiesta fatta dal Consiglio Comunale del tempo al Ministero per l’Industria e il Commercio, l’Ipsia venne istituito nel 1919 come scuola professionale per il perfezionamento degli operai e vide la sua prima collocazione a Palazzo Valinoti, nei cui spazi è ubicata dal 2004 la Bibliomediateca Comunale Giacomo Racioppi.

Negli anni l’Istituto Professionale è andato assumendo un’articolata e sempre più definita conformazione. Nella sede centrale di Moliterno oggi vengono ospitati i corsi di Operatore Tecnico, Operatore Chimico- Biologico ed Operatore della Moda mentre nella sede coordinata di Tramutola i corsi di Operatore elettrico ed Operatore Elettronico. ” Rispetto ad altri istituti, la peculiarità di questa scuola – ci tiene a precisare il Dirigente Scolastico Carmine Filardi – è l’offerta di un bagaglio di conoscenze, formazione e attività pratica che, nonostante l’attuale crisi dei mercati, rimane garanzia per entrare con meno difficoltà nel mondo del lavoro”. La ricorrenza dei novant’anni non vuole essere una sterile operazione celebrativa di facciata, ma un’occasione per far conoscere i tratti salienti della storia della scuola, nonché la crescita e le trasformazioni della sua offerta formativa. “Credo che questo anniversario – dichiara ancora il dirigente scolastico – sia un momento importante non soltanto per la nostra scuola, ma per Moliterno, Tramutola e le altre comunità del territorio, in quanto la sua remota istituzione evidenzia come sia rimasta forte verso di essa una certa attenzione da parte delle giovani generazioni”.

” Un tempo puntare su un tipo di scuola come la nostra – continua il dirigente Filardi – significava, da un lato, affrancarsi dalla non conoscenza e, dall’altro, gettare le basi per diversificare il mondo delle professioni ed attivare processi di sviluppo economico differenti dal settore dell’agricoltura. Questo ruolo dinamico è andato consolidandosi nei decenni, al punto che intere generazioni della Val D’Agri hanno potuto godere della formazione e delle opportunità offerte dall’Istituto Professionale”. Per i novant’anni dell’Ipsia la Dirigenza Scolastica e il Consiglio d’Istituto hanno approntato un calendario di iniziative che andrà avanti fino al prossimo dicembre. Per la chiusura dell’anno scolastico è previsto il 14 maggio a Moliterno (Sala Biblioteca Ipsia) la conferenza stampa di presentazione delle manifestazioni del “novantennale” e una sfilata di moda curata dalle allieve dello stesso corso. Il 15 maggio nell’ex-asilo Spolidoro-Lenni di Tramutola viene presentato “Il quaderno del risparmio energetico” redatto da venticinque alunni dei due corsi della sede coordinata e premiato lo scorso anno al concorso “Energia in gioco”. Il 21 maggio al Cine-Teatro Pino (ore 20.30) di Moliterno alunni dell’Istituto di via Istria, coordinati dall’attrice e regista Giulia Gambioli della Compagnia Teatrale “La Mandragola”, presentano “Ubu re”, dramma in dodici scene liberamente tratto dal famoso capolavoro di Alfred Jarry. Lo spettacolo si replica il 22 maggio alle ore 10.00 sempre sul palcoscenico del Cine-Teatro Pino.

Mimmo Mastrangelo

Fonte: Lucania News 24

Operazione Capovaccaio: dal Mali torna in Italia Il lungo volo di ‘Arianna’, l’avvoltoio liberato 3 anni fa dal WWF

Appartiene ad una specie rarissima e minacciata: grande migratore, ne restano appena 10 coppie in tutto il paese di cui alcune in Basilicata.

Arianna con radio_LR Liberata 3 anni fa in Puglia una giovane femmina di capovaccaio di nome Arianna, munita di una radio satellitare, è in viaggio dal Mali, paese dell’Africa centrale, all’Italia. E’ un viaggio di ritorno quello del piccolo avvoltoio, una specie di cui restano appena 10 coppie in Italia e per questo oggetto di un pionieristico progetto del WWF Toscana creato per riportare il numero di esemplari ad un livello accettabile per la sopravvivenza della specie. Il ritorno di Arianna in Italia è un evento di grande interesse scientifico, da seguire con il fiato sospeso, e rappresenta un passo in più verso la speranza di salvare questa specie dall’estinzione.

Arianna è nata nell’estate 2006 nel CERM, Centro Rapaci Minacciati di Rocchette di Fazio (GR) nella Toscana meridionale. Il volo di Arianna è, infatti, frutto del Progetto Capovaccaio sviluppato attraverso l’utilizzo di esemplari di capovaccaio irrecuperabili, curati dopo ferite ed incidenti provocati dall’uomo: questi animali, purtroppo non più adatti alla vita selvatica e dunque non liberabili, sono infatti ancora in grado di riprodursi. In questi anni nel Centro sono nati 14 capovaccai di cui 9 sono stati liberati: 2 in Toscana, 6 in Puglia ed 1 in Sicilia.

Cartina_Arianna_2006_e_2009_LR Il lungo volo di Arianna è partito nel 2006 dalla Puglia, nell’Oasi LIPU “Gravina di Laterza” (TA), grazie ad una stretta collaborazione tra CERM, WWF, LIPU, Regione Toscana, Comune di Laterza e Regione Puglia. Dopo un periodo di ambientamento di una settimana trascorso nella cavità di una parete rocciosa, per farle memorizzare la gravina come luogo di nascita, Arianna conquistò la libertà e, dopo due settimane, intraprese la migrazione verso l’Africa. L’animale è stato dotato di una piccola radiotrasmittente alimentata a pannelli solari che ha segnalato in questi anni i suoi spostamenti fino alla scoperta del suo ritorno verso casa. Si è così scoperto che il “filo” di Arianna ha ‘continuato a srotolarsi’ per oltre 3.900 km, attraversando lo Stretto di Sicilia, la Tunisia ed il Sahara algerino, sino a raggiungere il Mali a metà settembre 2006, 25 giorni dopo la partenza. E’ qui, nelle aree semidesertiche del Mali orientale, vicino al fiume Niger ed ai confini di Burkina Faso e Niger, che Arianna ha trascorso tranquillamente i primi tre anni della propria vita.

L’avventura di Arianna, come per la maggior parte dei giovani capovaccai giunti all’età di 3 o 4 anni, è poi ripresa per il suo lungo viaggio di ritorno verso il luogo di nascita: partita il 10 aprile dal Mali il 25 aprile ha già percorso oltre 2.800 km. L’uccello ha già superato la durezza climatica del Sahara ma se e quando arriverà in Italia saranno altre, non naturali e per questo più temibili, le insidie che dovrà affrontare: pale eoliche, linee elettriche, bracconaggio, bocconi avvelenati e la perdita del suo habitat di nidificazione e di alimentazione.

Questo progetto, come tanti altri interventi promossi dal WWF Italia in Basilicata, Calabria e Sicilia, mostra il lavoro di tutela laddove è ancora possibile cercare una strada per salvare dall’estinzione questa specie. Il capovaccaio è infatti minacciato soprattutto dalle profonde modifiche del suo ambiente (steppe, gravine, ecc.) e dalla scarsità di alimento disponibile (carcasse di animali, piccoli rettili, testuggini, etc.) e dal bracconaggio: per questo, a fianco di attività di riproduzione e rilascio di giovani esemplari, il WWF segnala l’importanza per le nostre istituzioni di avviare necessari e urgenti interventi di conservazione nelle aree un tempo roccaforte di questa specie.

Fino agli anni 70’ del secolo scorso erano oltre 70 le coppie di questo piccolo avvoltoio migratore che si riproducevano nell’Italia centro meridionale; oggi le coppie sono appena 8-10 e tutte concentrare in tre sole regioni: Basilicata, Calabria e Sicilia. Alcune sono al sicuro in oasi protette come quella della Gravina di Laterza (TA) ma diverse coppie corrono ancora seri rischi di disturbo.

“Per la prima volta in assoluto – osserva Guido Ceccolini, Direttore del Progetto Capovaccaio del WWF Toscana – si è riusciti ad avere la certezza che un giovane capovaccaio nato in cattività ed allevato dai propri genitori è perfettamente in grado di adattarsi alla vita selvatica e, come un qualsiasi esemplare selvatico, è in grado di migrare in Africa e ritornare in Europa. Arianna ci ha anche svelato, grazie alla sua piccola radiotrasmittente, quella che potrebbe essere l’area di svernamento dei pochi, superstiti, capovaccai italiani”.

Ufficio stampa WWF Italia

Oggi a PAOLA (CS). presso il CINEMA "ODEON" l’anteprima del nuovo film si Salvatore Metastasio

Oggi, a Paola (CS), verrà presentato il nuovo film di Salvatore Metastasio… il genio del cinema Lucano.

Allora tutti al cinema ODEON di Paola alle ore 18.30 per la fantastica anteprima!

Emergenza democratica a Bernalda

bernalda Il Comitato “Cittadini Attivi” di Bernalda e Metaponto espone e descrive i fatti che nella giornata del 27 aprile 2009, dalle ore 8,30 in poi, lo hanno coinvolto mentre era in atto il Sit-in di protesta contro le trasformazioni di Piazza del Popolo in Bernalda (MT), manifestazione continua e a tempo indeterminato iniziata il 10 febbraio 2009 e debitamente comunicata alle competenti Autorità Istituzionali e di Pubblica Sicurezza (Prefetto, Questore, Comando Carabinieri, Sindaco).

I fatti di riferimento sono i seguenti. E’ sopraggiunta con mezzi pesanti la ditta appaltatrice dei lavori commissionati dall’Amministrazione Comunale di Bernalda. I mezzi suddetti hanno occupato la strada provinciale intercorrente tra le due grandi aiuole della Piazza. Sono stati divelti gli otto grandi striscioni del Sit-in, precedentemente più volte lacerati e asportati da ignoti e ricollocati per tre volte al loro posto in nuova veste sui marciapiedi della strada. Al gazebo del Sit-in si sono presentati tre agenti di Polizia Urbana chiedendo ai manifestanti di voler procedere volontariamente alla rimozione del Gazebo, ultimo elemento residuo del Sit-in. Al diniego dei “Cittadini Attivi” che dichiaravano la legittimità del Sit-in non vietato dalle competenti Autorità e che invocavano un intervento anche scritto del Prefetto o del Questore dichiaranti l’opportunità di interrompere la protesta, è seguita una rapida recinzione di tutta l’area circostante alla Piazza, in forza della quale i dimostranti si sono ritrovati di fatto accerchiati e rinchiusi. Un piccolo varco d’uscita è stato lasciato nella struttura per liberare fisicamente i dimostranti, ma non la loro libertà di pensiero e di espressione garantiti dall’articolo 21 della Costituzione Repubblicana Italiana. Altro elemento inquietante è la millantata ipotesi che i dimostranti abbiano occupato il cantiere.

La verità assoluta è che il cantiere, impiantato mentre era in atto il Sit-in ha “imprigionato” i cittadini presenti e in protesta legittima, che a questo punto potrebbero anche dichiararsi “prigionieri politici”.

In presenza di siffatti comportamenti subiti, il Comitato e i cittadini partecipanti al Sit-in, si rimettono nelle mani della Procura e delle Alte Cariche Istituzionali, alle quali denunciano con fiducia il compito di ravvisare o meno gli estremi di una violazione dei diritti umani e civili, dovuti alle persone come tali e come membri di una società civile, garantiti dalle leggi internazionali e nazionali, e soprattutto dalla Costituzione.

Il Comitato Cittadini Attivi

di Bernalda e Metaponto