Daily Archives: 11 maggio 2009

“O Bannu”, l’ultimo CD degli ETHNOS, è già successo!!!

“O Bannu”, riscuote giorno dopo giorno sempre più successo… la musica lucana si fa conoscere ormai ovunque!

Il merito è proprio loro, degli ETHNOS, uno dei gruppi di musica popolare più famosi nel panorama lucano, nazionale ed internazionale!

Left – Avvenimenti: Arpa popolare e chitarre elettriche, Graziano Accinni con gli Ethnos e il cd O Bannu (Scaramuccia Music) invita alla riscoperta delle sonorità della Valle dell’Agri, fra antiche nenie, canti sacri e contaminazioni con tradizioni marocchine e portoghesi (Mario Bonanno)

Alias – Il Manifesto: Graziano Accinni, mente degli Ethnos, non ha impostato il gruppo su sterili parametri “filologici”: le tarantelle, le polke, i canti devozionali della sua Lucania diventano terreno di sfida per preservarne la forza melodica e ritmica, ma con la più ampia discrezione negli arrangiamenti: che pescano dove serve, senza pudori. Il tutto alla fine, affascina, convince, e a volte commuove (Guido Festinese)

Mucchio selvaggio Ethnos, distante da toni trionfalistici e chiassosi:si ascolti il canto devozionale “Rusariu”, eseguito per chitarra classica, voce solista e cori profondi. È invece la grazia a guidare episodi come “Polca a matrimonio”, che fa virare inaspettatamente l’accompagnamento delle nozze di paese verso una sorta di country-western (che idea simpatica!), come se tutte le musiche popolari del mondo fossero sorelle. Il benessere trasuda nella sensuale gioiosità di “Vola e mena”, nell’accelerata “Tarantella all’aviglianese” o nell’inseguimento a tre chitarre di “Lucanae”. Buono l’esordio. (Gianluca Veltri)

Mondomix: un bel miscuglio di tradizione e innovazione scorre nelle vene di questo disco pensato e realizzato da Graziano Accinni. Nenie, canti alla Madonna, tarantelle e ballate popolari che hanno a lungo popolato la regione lucana vengono speziate con trovate – mescolamenti a estetiche altre, persino impensabili, tipo il country – e riproposte con buon gusto. (Antonio Blasi)

Kronic: il progetto guidato dal chitarrista Graziano Accinni rispolvera alcuni momenti decisamente suggestivi fra cui spiccano ballate come la malinconica Crevu, le orecchiabili Sona si vuoi sunà e Fiore ri lu fiori o le ipnotiche Rusariu Sciucam… Diversi travolgenti momenti da ballo ed altrettante suggestive ballate; Tanto calore mediterraneo…sapori antichi attualizzati con cura per un progetto interessante che merita rispetto. (Roberto Bonfanti)

L’isola che non c’era: bell’album dal titolo originale, O bannu. Graziano Accinni, valente musicista lucano, ha deciso di proporre suoni, parole, ritmi, atmosfere attraverso una lettura nuova ed originale. E’ questo un lavoro intenso, profondo, filologico ma anche aperto ad avventure musicali senza azzardi e con il desiderio di fare conoscere la tradizione musicale lucana attraverso sonorità ed arrangiamenti moderni ed intriganti…Rimandi che rendono l’ascolto di questo bel lavoro un momento alla ricerca delle nostre radici più profonde (Rosario Pantaleo)

Brigata Lolli: un distillato di piccole perle, fatte con passione, conoscenza e amore (Bielle)

Avvenire: gli Ethnos recuperano il patrimonio di ballate nenie e canti della Basilicata e lo mescolano con sperimentazioni e sonorità anche di altri mondi, dal fado al country (Andrea Pedrinelli)

L’Eco di Basilicata: Graziano Accinni e il suo gruppo, rispolverando una tradizione musicale antichissima un tempo apprezzata ovunque, culminata nella quasi leggenda dei suonatori di arpa popolare dei piccoli paesi della Val d’Agri, ha ridato sound a brani antichi e pregni di storia, portando con gli Ethnos la musica popolare lucana anche in Cina a Shanghai dove non era mai arrivata (Caterina Cassino)

La dea bicefala: …”O Bannu” (il banditore) sarebbe uno dei migliori album di folk geneticamente modificato degli ultimi tempi. Basterebbe ascoltare l’iniziale “Polcabasilisca” e apprezzare il pregevole lavoro di ricomposizione della polka – qui accelerata, lasciata esplodere in una vertigine di suoni. Nei 16 pezzi che compongono questa rara topografia sonora suggestioni di nuova composizione che attingono sapientemente a tradizioni greche, marocchine, spagnole e portoghesi. Un corpus compatto, retto da una sottesa logica convincente (l’idea di un unicum musicale del meridione d’Europa, cioè, che si alimenta attraverso il Mediterraneo) (Luca Ferrari)

Rubrica: Una Foto, Una Frase

La frase della settimana:

Comprate terreni, non ne fabbricano più.
Mark Twain

La foto della settimana:

image Moliterno tra cielo e terra…

Rubrica a cura di val d’agri & co

Ecco perchè non mi candido: le ragioni di una scelta shock

foto zambrino Caro Direttore, i dubbi e le perplessità di questi ultimi giorni sono stati davvero tanti. Ma alla fine, in completa autonomia, ho preso la mia decisione, non mi candiderò alle elezioni Provinciali.

La mia è una scelta di politica, di buon senso e di rispetto per quanti mi hanno dato fiducia alle scorse elezioni alla Camera dei Deputati, nessuno mi ha esautorato.

Ho aderito al Movimento per le Autonomie lo scorso anno, facendo da capolista alle elezioni alla Camera dei Deputati, ho condiviso e apprezzato l’impegno politico di Raffaele Lombardo, mi sento parte del Movimento e voglio contribuire nel mio piccolo, al raggiungimento degli obiettivi che il Presidente si è dato. Io sono un uomo dell’ MPA e ne rivendico con orgoglio l’appartenenza, sono l’unico rappresentante lucano in seno al Comitato Federale Nazionale e sono il Coordinatore Regionale dei Giovani dell’ MPA; farò campagna elettorale per il Movimento alle amministrative e sosterrò con tutti i mezzi a mia disposizione le candidature degli amici Dino Brusco ed Enzo Scotti alle Elezioni Europee, ma non mi candido alle provinciali.

La natura politica della mia scelta è legata alla decisione dell’MPA di correre da soli alla Provincia. La ritengo una scelta sbagliata, poco utile per il partito e per tutto il centro destra. Ma la mia rinuncia alla candidatura ha anche altre motivazioni, forse più importanti della collocazione del partito negli schieramenti politici, è una scelta di buon senso e di rispetto per gli elettori che mi hanno dato il loro consenso alle scorse politiche. Nel mio collegio ed in particolare nel mio paese, Moliterno, già si profila uno scontro aspro tra i candidati degli altri partiti, uno scontro che già ha toccato profili personali, ha mosso scheletri negli armadi (e sono tanti), che già si è manifestato di un livello infimo che travalica e travalicherà tutti i limiti del buon senso e dell’educazione.

A questo gioco al massacro io non posso partecipare. Io non ci sto. Non ho alcuna intenzione di fare da orcio di terracotta tra orci d’acciaio temperato a tutte le stagioni della politica, perché intendo la politica come luogo di incontro e non di scontro, perchè voglio scontrarmi con i miei avversari politici ma non crearmi nemici, perché non ho nemmeno le qualità e le capacità di scendere ai livelli ai quali stanno scendendo i rappresentanti delle altre liste. Sono certo che i miei concittadini capiranno i motivi della mia scelta, così come mi auguro li condividerà anche il Presidente Lombardo. Spero vivamente che siano tutti trombati e se ne tornino a casa con le pive nel sacco in modo da contribuire con il loro fallimento alla rinascita della Val d’Agri e di Moliterno sotto il segno di persone nuove, educate e vogliose di migliorare e di migliorarsi. Io appartengo a questa ultima categoria e non mi candido per non sporcarmi di fango.

Angelo Zambrino

Coordinatore Regionale dei Giovani e Membro del Comitato Federale Nazionale MPA