Il Comitato “Cittadini Attivi” di Bernalda e Metaponto espone e denuncia alle Istituzioni in indirizzo e alla pubblica opinione nazionale e regionale la pratica di una censura quasi sistematica da esso subita da parte degli organi di pubblica informazione della Basilicata.
Anche nella occasione del Sit-in di protesta a Piazza del Popolo in Bernalda (MT), autorizzato, ma finito con l’essere prima accerchiato e di fatto imprigionato in un cantiere sopraggiunto, e dopo dieci giorni addirittura spiantato nottetempo, l’informazione pubblica non ha prodotto la necessaria documentazione perché gli eventi fossero comunicati nella loro effettiva entità ed identità, e giudicati nella loro autentica verità.
Il Comitato ha argomenti in più per rafforzare l’ipotesi che in Basilicata un potere forte, non conciliabile con le esigenze della democrazia, abbia sotto controllo tutto il meccanismo della informazione pubblica.
Contro questa ipotesi il Comitato esprime “timore e tremore”, avendo vissuto come angoscia l’indifferenza generale a fronte di torti subiti e di leggi costituzionali violate a danno della libertà e del diritto di esprimersi come cittadini protesi soltanto alla legalità e al benessere di tutti.
In questa democrazia si respira aria soffocante di smog.
Nella circostanza dei Blitz subiti in una legittima contestazione, avallata da tremila firme del popolo, i Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto non possono sentirsi “eroi” in una battaglia tra forze impari, ma profughi respinti in alto mare prima ancora di approdare alle italiche spiagge.
Se dei fatti accaduti il servizio pubblico dell’informazione lucana, ripetutamente chiamato sul campo, avesse dato eco a tutta l’Italia, probabilmente sarebbero scattati il giusto supporto istituzionale e la necessaria solidarietà sociale per affermare i sacrosanti diritti alla libertà di pensiero e alla partecipazione dei cittadini agli eventi amministrativi di pubblico interesse.
il Comitato Cittadini Attivi
di Bernalda e Metaponto