Daily Archives: 17 maggio 2009

In Italia si sta diffondendo una coscienza Xenofoba?

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In Italia si sta diffondendo "una retorica pubblica che non esita ad incorporare accenti di intolleranza o xenofobia". Sono queste le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano mentre alla Camera si sta per approvare il ddl sicurezza che trasforma la clandestinità in reato, legalizza le ronde cittadine e porta da due a sei mesi il periodo di permanenza nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) per gli stranieri irregolari.

Via: ANSA

Ritorna lo spettro delle scorie nucleari in Basilicata?

nucle In una nota congiunta la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista e il movimento No-Scorie Trisaia) paventano il rinnovato rischio che la Basilicata diventi sede di stoccaggio militare per rifiuti e scorie nucleari. Infatti, proprio ieri (13 Maggio 2009) il Senato ha dato “carta bianca” al Governo Berlusconi di decidere entro sei mesi i siti che dovranno ospitare le nuove centrali nucleari e quelli che saranno sede dei depositi provvisori-definitivi ove stoccare le vecchie e le nuove scorie radioattive ed il combustibile riprocessato all’estero che dovrà tornare in Italia entro il 2017.

Il Senato della Repubblica -prosegue la nota- dando delega al Governo, in pratica segue la stessa metodologia dell’imposizione militare e della procedura accelerata di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) unica, superando le competenze degli Enti Regionali e locali proprio mentre esponenti della maggioranza di Governo, nel proclamare metodi democratici, in realtà attuano un iter dittatoriale e militare. Questa procedura -conclude la nota- evidenzia come il disegno del Governo sia quello di ritornare sui siti nucleari esistenti o nei territori delle Regioni che già li ospitano, anche contro il parere delle Regioni, in quanto equiparati ad installazioni militari. In questa maniera l’informazione sul loro funzionamento potrà essere oscurata e resa, pertanto, inaccessibile ai cittadini.

Antonio Forcillo, addetto alla comunicazione del

Comitato Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto

www.cittadiniattivibernalda.it

Petrolio in Brianza? No grazie. Solo in Lucania…

Il Corriere della Sera e alcune autorevoli testate On line hanno dato grande evidenza alla battaglia che i cittadini brianzoli, guidati dai loro ammistratori, si accingono a sostenere per scongiurare il rischio di possibili trivellazioni nella zona di Merate volte alla ricerca di idrocarburi in un’area di particolare pregio ambientale e di sicuro interesse turistico. In campo è sceso anche l’ex ministro Castelli per tutelare non solo l’integrità dell’area, ma per sottolineare quanto rischiosa sarebbe l’estrazione di idrocarburi (per ora non c’è ancora l’ombra di trivelle!) soprattutto se questa attività estrattiva fosse condotta in barba e contro la volontà delle popolazioni locali, intenzionate ad andare fino in fondo, senza badare a nulla!

Nell’articolo del Corriere on line – quattro fitte pagine con relative prese di posizione dei lettori e splendide fotografie dell’area che documentano le peculiarità del paesaggio – si illustrano i rischi ai quali la Brianza andrebbe incontro nella malaugurata ipotesi in cui qualcuno immaginasse soltanto di piantare le trivelle. Si parla di uno scenario unico, in Lombardia, in prossimità della collina di Montevecchia. E si accenna poi al pericolo di una inevitabile rovina per uno “scenario bucolico” di quel genere. Insomma, una vera, terribile sconfitta per i cittadini lombardi.

Tutto questo perché? Perché è stata data notizia della concessione ad una società australiana dell’autorizzazione alla ricerca di idrocarburi in terra di Brianza. Ma non è tutto. Sempre secondo le informazioni contenute nell’articolo di Alessandro Sala si sottolinea a grandi lettere che PD e Lega sono scesi in campo contro Scajola per evitare che una scelta del genere possa prendere piede e consentire alle società petrolifere di ergere le trivelle. Si parla poi di un no trasversale che prescinde da qualunque collocazione politica e dalle diverse posizioni (centro, sinistra e destra) per dire no a tutto ciò che minaccia l’ambiente e rischia di stravolgere la fisionomia del territorio. E dei suoi abitanti.

Insomma, la gente della Brianza non scherza affatto! E non è minimamente disposta ad accettare compromessi e dichiarazioni rassicuranti sul futuro con il petrolio.

Che dire? Una sola considerazione: la Brianza non è in Basilicata e la Basilicata, nostro malgrado, non è in Brianza. Nostro, per dire dei lucani che vivono dentro e fuori la Basilicata, ancora terra del Sud e non solo di Carlo Levi…

Mi astengo dal fare qualunque commento: richiederebbe un frasario non proprio urbano e un’appropriata terminologia, se si pensa che bisogna dire pane al pane e vino al vino, forse mai come in una circostanza del genere in cui peraltro ci si appresta ad ascoltare il messaggio di tecnici ed esperti in ordine alla vocazione della val d’Agri (terra di trivelle e di petrolio) per quanto riguarda la valorizzazione delle biodiversità. Il convegno è annunciato dall’Eni nella Valle dell’Agri – salvo errori – per il 28 maggio. Una buona occasione per spiegare ai lucani che di petrolio si deve vivere e si può tranquillamente anche morire. Della meravigliosa Basilicata non interessa niente a nessuno. Altro che i brianzoli sovversivi e incazzati!

ROCCO DE ROSA

Fonte: LucaniaNews 24