Tra qualche giorno tutti i comuni dovranno provvedere a designare gli scrutatori per i seggi elettorali.
Una ennesima ingiustizia ai danni dei disoccupati sta per consumarsi senza che nessuno ne parli.
Qualche settimana fa abbiamo assistito ad un incontro politico nel corso del quale un esponente di un partito che aspira a proporsi alla guida della comunità, ha candidamente affermato che un paio di anni addietro é stato “ingiustamente” inquisito per aver fatto delle segnalazioni, in qualità di segretario provinciale di un partito, all’ufficio preposto della Corte di Appello del Tribunale di Potenza alla nomina dei presidenti di seggio.
La sua giustificazione è che questa era la prassi, tant’è che anche un esponente politico di rilievo di un partito avversario aveva fatto la stessa cosa.
Abbiamo così appreso dunque che le nomine dei Presidenti di seggio avvengono su segnalazione dei partiti politici. E’ davvero così? Qualcuno lo smentisca. Ogni commento ci appare superfluo.
Ma veniamo agli scrutatori.
Fino al 2005, dopo una lunga battaglia dei radicali, la nomina degli scrutatori è avvenuta per sorteggio da un elenco di cittadini. Nella prima repubblica erano addirittura i segretari di partito a spartirseli, utilizzando con sistema proporzionale alla loro forza politico-elettorale.
Non ci sembrò dunque vero che finalmente con un criterio oggettivo si sceglievano gli scrutatori, mentre ai partiti rimaneva la facoltà di nominarsi i rappresentanti di lista per vigilare e tutelarsi durante le operazioni di voto.
Poi è intervenuta la legge del 21 dicembre del 2005, n.270, meglio conosciuta come la legge “porcata”, perché definita dal suo stesso autore, il leghista Calderoli.
All’art. 9 tale legge attribuisce ad una commissione elettorale comunale composta dal sindaco e da quattro membri effettivi il potere di nominare gli scrutatori da un elenco che viene aggiornato ogni anno e rispetto al quale i cittadini, molti dei quali neanche lo sanno, possono presentare domanda entro il mese di novembre per esservi inseriti.
Insomma peggio della prima repubblica, perché di fatto non viene tenuto presente neanche il criterio della proporzionalità.
C’è solo una possibilità alternativa: è sufficiente che un solo membro non sia d’accordo che il banco salta e la legge non esclude il ricorso al sorteggio tra tutti i cittadini che ne hanno fatto domanda e sono inseriti nell’apposito elenco.
Finora in verità non ci risulta che questa seconda opzione sia mai stata perseguita.
I giovani diplomati e disoccupati che a valanga hanno presentato domande per i concorsi regionali, in circa 30.000, dovrebbero prendere coscienza che è necessario diventare protagonisti, inaugurando una nuova stagione di diritti. In ogni comune dovrebbero chiedere che si proceda con il sorteggio, così come dovrebbero vigilare sulla correttezza dei concorsi nella pubblica amministrazione, in tutto l’apparato pubblico del sud, compresa la scuola, è notorio che essi vengono pilotati.
La nomina degli scrutatori è una modesta occasione per i disoccupati di guadagnare qualcosa, senza la compiacenza di un politicante tale opportunità viene a mancare. Per legge è stato creato l’ennesimo cattivo esempio di esercizio del potere da parte della casta partitica.
Un’ulteriori vergogna che perpetua nel tempo una legge “porcata” a cui nessuno si oppone.
Montalbano Jonico
Dr. Vincenzo Maida
Consigliere Comunale
Presidente Centro Studi Jonico DRUS
Opera derivata da Blogue Pol, su consenso