Archive del 27 maggio 2009

PostHeaderIcon Saltano le elezioni Comunali a Bernalda -Metaponto (MT): il 6 e 7 giugno non si vota più.

Situazione più unica che rara a Bernalda-Metaponto, in provincia di Matera.

Penna Come preannunciato nei giorni scorsi il TAR di Basilicata ha fissato per il prossimo 24 giugno l’udienza camerale preliminare per discutere la sospensiva dei provvedimenti di ricusazione emessi dalla Commissione elettorale mandamentale di Pisticci (MT). Tali provvedimenti avevano entrambi riguardato le uniche due liste presentate nella cittadina jonica – di Centrodestra e Centrosinistra – elaborate con gravi vizi di forma per il rinnovo del Consiglio comunale e l’elezione del nuovo Sindaco. L’Udienza di merito si terrà invece sempre al Tar il prossimo 19 novembre.

Scontata la nomina del Commissario da parte del Prefetto di Matera, subito dopo il 7 giugno.

Salta inoltre anche la possibilità paventata nei giorni scorsi di poter effettuare le elezioni comunali nel corso dell’eventuale ballottaggio per le Provinciali fissato per il 22 giugno. Con il commissariamento di Bernalda, le prossime elezioni comunali dovrebbero dunque tenersi l’anno prossimo, in concomitanza con le Regionali previste per il 2010.

il Comitato Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto

www.cittadiniattivibernalda.it

PostHeaderIcon Sciopero a Melfi stop a produzione Grande Punto

MELFI (POTENZA) – Cancelli chiusi e giornata «senza lavoro» da stamani e almeno fino alle ore 14 di domani (oggi n.d.r.) per i circa cinquemila operai dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat: i componenti in plastica della Grande Punto, infatti, non sono arrivati per uno sciopero in un’azienda dell’indotto, la Plastic Components, proclamato ieri sera per la mancata riconferma di 25 contratti a termine, sostituiti da altrettanti operai provenienti altri stabilimenti della Fiat.

La protesta alla Plastic Components (ex Ergom) – in cui lavorano circa 600 persone – nasce su un doppio binario: l’azienda non ha rinnovato, dopo 36 mesi, 25 contratti a termine, sostituendoli con operai degli stabilimenti di Pomigliano d’Arco (Napoli) e Cassino (Frosinone) e, secondo i sindacati, ci sono circa quaranta lavoratori «a rischio», con contratti in scadenza nelle prossime settimane. Per questi motivi, ieri sera, alla Plastic Components è stata bloccata la produzione, con un effetto diretto sullo stabilimento di Melfi della Fiat. Mancando i componenti, l’azienda torinese stamani ha proclamato una situazione di «senza lavoro»: operai a casa e i due turni della giornata saltati.

Nel pomeriggio contatti frenetici non sono bastati a riavviare la produzione nell’azienda dell’indotto e la Fiat ha deciso di prorogare la situazione di «senza lavoro» fino alle ore 14 di domani, facendo saltare anche il terzo turno di oggi e quello delle ore 6 di domattina. I sindacati stanno per proporre agli operai della Plastic di riprendere il lavoro, considerata la disponibilità della Fiat ad incontrarli nella sua sede di Roma (ma l’azienda si aspetta prima la sospensione dello sciopero).

Oltre ai presidi davanti alla Plastic, anche molti lavoratori della Fiat sono rimasti davanti ai cancelli dello stabilimento, mentre Fiom, Fim, Uilm, Fismic e Ugl hanno definito «preoccupante» la vicenda, chiedendo l’intervento del presidente della giunta regionale della Basilicata, Vito De Filippo (Pd) e del presidente della Confindustria lucana, Attilio Martorano. Quest’ultimo, in particolare, ha ricordato che «lo stabilimento di Melfi è uno dei pochi con un aumento della produzione», definendo «inconcepibile» la protesta pur «comprendendone le ragioni di fondo».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

PostHeaderIcon 22 Maggio – Giornata Mondiale della Biodiversità

bosco_pantano In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità il WWF (che aveva stilato nel 1998 per conto del Ministero del Ricerca Scientifica la prima Lista Rossa delle specie minacciate di estinzione) ha definito una prima Lista delle specie simbolo italiane messe a rischio dal consumo e frammentazione del territorio, dai cambiamenti climatici e dalla caccia per le quali poco o niente vien fatto per salvarle, né come strategia né come risorse dedicate.

Lontre, lupi, orsi, pipistrelli, aquile del Bonelli, capovaccai, grifoni, gipeti, galline prataiole, anatre marmorizzate, tartarughe marine, pesci d’acqua dolce continuano a rarefarsi a causa dell’incessante attacco al loro territorio o direttamente per mezzo di lacci, trappole, veleni, doppiette fuori controllo. Ormai basterebbe un banale evento di avvelenamento per potere definitivamente condannare in Italia all’estinzione l’orso, non esistono strategie per aiutare la convivenza pacifica con i lupi ,mentre dalla Toscana si grida al disastro e si addossano colpe di anni di malgestione del problema randagismo alla popolazione di lupo selvatico. Sebbene il nostro paese sia al centro di una delle aree più ricche di biodiversità del mondo ancora oggi manca una Legge specifica che tuteli la nostra fauna, non esiste né una Strategia nazionale per la Biodiversità come previsto dalla Convenzione internazionale sottoscritta dal Governo italiano.

IL COUNTDOWN 2010 PER LA BIODIVERSITA’

Il 2010 è oramai alle porte, l’anno del Countdown, della svolta per la nostra biodiversità, del target che ha impegnato tutti i Governi del mondo a poter dichiarare che nessuna specie si è estinta, anzi che nessuna specie rischierà più seriamente di estinguersi sta arrivando e le premesse per una tragedia annunciata ci sono tutte. Tigri, rinoceronti, elefanti, oranghi, testuggini, delfini, squali e tante altre migliaia di specie, dai vertebrati ai piccoli polipi delle barriere coralline dell’oceano pacifico, per il WWF versano tutti in condizioni disperate, per diversi di loro non si sa se arriveranno a superare il prossimo decennio, per molti di loro l’estinzione è reale, palpabile. Se il traguardo di fermare l’estinzione sembra non essere stato raggiunto dalla comunità internazionale non c’è da essere allegri neppure all’interno dei confini nazionali.

ITALIA : UN SALTO INDIETRO DI MEZZO SECOLO

In Italia nessun passo concreto negli ultimi anni per difendere al ricchezza di specie e habitat e, al limite del ridicolo, si arriva addirittura oggi a proporre di riaprire la caccia a specie simbolo delle nostre vette alpine, come lo Stambecco. Questa specie ha registrato il crollo di alcune popolazioni, la mortalità più alta a livello di subpopolazioni negli ultimi anni, con flessioni numeriche in alcuni contesti alpini da rabbrividire: nonostante questo la Provincia di Sondrio ha chiesto di aprire la caccia allo Stambecco con l’intento dichiarato di “far apprezzare di più questa specie e quindi aiutarne la conservazione”. E’ questo un brutto messaggio culturale che vede protagonista il simbolo di uno dei maggiori sforzi di conservazione promossi dal nostro paese: nell’’800, infatti, lo Stambecco era praticamente estinto in tutta Europa e solo grazie all’iniziativa italiana, con un intervento legislativo specifico di un sovrano piemontese, questa specie fu protetta. Oggi lo si vuole cancellare in nome di una libera caccia scevra da serie valutazioni scientifiche.

“Il tentativo della caccia allo stambecco è solo l’ultimo atto di un’arretratezza culturale che abbiamo registrato anche nei reiterati tentativi di deregulation della caccia nazionale di questi ultimi mesi, realtà che sta portando indietro l’Italia di almeno 50 anni – ha dichiarato Michele Candotti – direttore generale del WWF Italia – E’ un segnale preoccupante che svela come un tema così strategico per il futuro del paese, ovvero, la difesa della biodiversità , sia ostaggio politico nelle mani di pochi (i cacciatori sono appena l’1% della popolazione italiana), frutto anche di una fase pre-elettorale che non rispecchia alcun interesse della collettività. Un altro dei brutti biglietti da visita del nostro paese in vista del Countdown 2010”.

La caccia si aggiunge ad un elenco di rischi per la biodiversità che vede ai primi posti i cambiamenti climatici e la perdita di habitat sotto il peso del cemento e della carenza di una pianificazione territoriale. In Italia il consumo del suolo raggiunge i 110 km2 l’anno, ovvero, 30 ettari al giorno, ovvero, 200 metri quadrati al minuto: così scompare il suolo fertile per l’agricoltura e il territorio naturale di molte specie a rischio.

Un’altra specie a rischio, il capovaccaio, un raro avvoltoio, vede in Italia solo meno di 10 coppie ed è in attesa di una strategia di difesa; lo stesso vale per un altro rarissimo rapace, l’Aquila del Bonelli o per i grifoni ancora vittime di bocconi avvelenati.

“Il countdown 2010 per il WWF vede l’Italia impreparata, con un patrimonio di specie e habitat preziosissimo su cui gravano pesanti inadempienze e minacce dirette che riportano la cultura della difesa della biodiversità indietro di almeno mezzo secolo – dichiara Fulco Pratesi, Presidente Onorario del WWF Italia – Il primo passo concreto che il WWF chiede è l’avvio di una Strategia Nazionale per la Biodiversità, visto che l’Italia resta uno dei 5 paesi dell’Unione Europea ‘orfana’ di questo strumento insieme a Cipro, Grecia, Lussemburgo e Malta. Chiediamo l’impegno del Ministro dell’Ambiente salvare animali simbolo come l’Orso, la Lontra, lo Stambecco, il Lupo, l’Aquila del Bonelli, il Capovaccaio che rendono unico il nostro paese”.

WWF Basilicata

PostHeaderIcon “Sicurezza stradale: patrimonio e responsabilità di tutti”

strada La Direzione Regionale della Basilicata organizza un Seminario nazionale di formazione sul tema: “Sicurezza stradale: patrimonio e responsabilità di tutti”, Policoro (MT), 27 – 28 e 29 maggio 2009.

Il Seminario vedrà la collaborazione di questo Ministero e sarà l’occasione per confrontarsi sulle esperienze più significative, sia a livello regionale e nazionale, sia anche a livello europeo al fine di mettere a sistema le tante iniziative realizzate in rete sulla sicurezza stradale, nelle rispettive realtà territoriali.

Le spese di viaggio e soggiorno dei partecipanti saranno a carico dell’Istituto su indicato.

E’ possibile scaricare il programma e maggiori informazioni nel file allegato cliccando qui.

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