La raccolta differenziata vede la Basilicata perdente

spazzatura Nè con le buone nè con le cattive. Nè con l’attenzione all’ambiente, nè con i trucchi per ottenere la premialità. La raccolta differenziata in Basilicata, insomma, non decolla. Al punto che Legambiente non riesce ad attribuire il premio per i «comuni ricicloni 2008» dato che, per questa menzione, è necessario raccogliere in modo differenziato almeno il 35 per cento dei rifiuti totali. Un obiettivo che in Basilicata (dati 2007) non coglie nessuno e il centro più virtuoso, Filiano, raggiunge appena il 22,37% di rifiuti riciclati, e sopra il 20%, per l’esattezza a quota 21,54, c’è solo il comune di Bella, mentre tutti gli altri sono al di sotto di questa soglia e ben 104 centri sui 131 lucani non raggiungono nemmeno il 10 per cento di rifiuti differenziati. Molto diverse, secondo i dati diffusi da legambiente, le situazioni dei due capoluoghi di provincia: Potenza non brilla con il 14,93 per cento, ma sembra oro rispetto all’1,96 di Matera.

«La grande novità di questa edizione - spiega Legambiente – è che non ci sono novità, anzi il sistema sembra meno efficiente, con una riduzione delle percentuali in molti Comuni e con l’assenza dalla vetta della classifica dei Comuni che erano ai primi posti nelle precedenti edizioni: Terranova di Pollino, Tito, Muro Lucano, sono scivolati giù in classifica con percentuali fino al 50% più basse di quelle degli anni precedenti». 

Nella nostra regione – spiegano dal “cigno verde” – siamo molto lontani dal raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata dei Comuni Ricicloni che ogni anno vengono premiati a livello nazionale. Comuni Ricicloni in cui la raccolta differenziata è divenuta il perno dell’intero sistema di gestione integrata dei rifiuti. Ecco perché in Basilicata possiamo definire i Comuni premiati “quasi Ricicloni”, visto che nessuno raggiunge il livello del 35% previsto dal Ronchi». Tuttavia «ci sono delle realtà che iniziano ad ottenere buoni risultati in termini di percentuali di raccolte differenziate e dei Comuni che scelgono il sistema “porta a porta”».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

3 Responses to La raccolta differenziata vede la Basilicata perdente

  1. ab! scrive:

    capisco che la raccolta differenziata non sia stata mai sentita da molti lucani… ma se mancano i punti di raccolta, o se esistono ma bisogna fare una caccia al tesoro per cercarli e se propongono delle idee “genialissime” come la raccolta porta a porta in ultimo di villa d’agri… non ci uniformeremo mai ai modelli esempio del nord. Sistemare al di fuori delle abitazioni delle buste in plastica con l’immondizia differenziata, non può mai funzionare. Anche se ci sono degli orari prestabiliti, aldilà dell’essere o non essere presente a casa in quell’ora, ma cosa impiegano cani e gatti randagi a frugare tra le buste e far diventare gli ingressi stessi delle case un enorme centro di raccolta di immodizia “sdifferenziata”?! il metodo era già stato adottato nel capoluogo 2 anni fa, ma non ha avuto successo per questi motivi… insomma bisogna che i lucani cambino la propria forma mentis sul tema, ma se le politiche non mettono in grado gli abitanti di cambiarla…

  2. Mario scrive:

    Ma se da noi la raccolta differenziata finisce tutta nell’indifferenziata che raccolta differenziata è?

  3. Mario scrive:

    L’anno scorso su questo sito si scatenò la polemica per il THOR. Ossia come differenziare i rifiuti a partire da un normale sacchetto indifferenziato. Risultato? Fu messo tutto a tacere. L’articolo in questione è questo.

    http://www.valdagri.net/2008/02/rifiuti-arriva-thor-il-sistema-di-riciclaggio-‘indifferenziato’/

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