MELFI (POTENZA) – Cancelli chiusi e giornata «senza lavoro» da stamani e almeno fino alle ore 14 di domani (oggi n.d.r.) per i circa cinquemila operai dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat: i componenti in plastica della Grande Punto, infatti, non sono arrivati per uno sciopero in un’azienda dell’indotto, la Plastic Components, proclamato ieri sera per la mancata riconferma di 25 contratti a termine, sostituiti da altrettanti operai provenienti altri stabilimenti della Fiat.
La protesta alla Plastic Components (ex Ergom) – in cui lavorano circa 600 persone – nasce su un doppio binario: l’azienda non ha rinnovato, dopo 36 mesi, 25 contratti a termine, sostituendoli con operai degli stabilimenti di Pomigliano d’Arco (Napoli) e Cassino (Frosinone) e, secondo i sindacati, ci sono circa quaranta lavoratori «a rischio», con contratti in scadenza nelle prossime settimane. Per questi motivi, ieri sera, alla Plastic Components è stata bloccata la produzione, con un effetto diretto sullo stabilimento di Melfi della Fiat. Mancando i componenti, l’azienda torinese stamani ha proclamato una situazione di «senza lavoro»: operai a casa e i due turni della giornata saltati.
Nel pomeriggio contatti frenetici non sono bastati a riavviare la produzione nell’azienda dell’indotto e la Fiat ha deciso di prorogare la situazione di «senza lavoro» fino alle ore 14 di domani, facendo saltare anche il terzo turno di oggi e quello delle ore 6 di domattina. I sindacati stanno per proporre agli operai della Plastic di riprendere il lavoro, considerata la disponibilità della Fiat ad incontrarli nella sua sede di Roma (ma l’azienda si aspetta prima la sospensione dello sciopero).
Oltre ai presidi davanti alla Plastic, anche molti lavoratori della Fiat sono rimasti davanti ai cancelli dello stabilimento, mentre Fiom, Fim, Uilm, Fismic e Ugl hanno definito «preoccupante» la vicenda, chiedendo l’intervento del presidente della giunta regionale della Basilicata, Vito De Filippo (Pd) e del presidente della Confindustria lucana, Attilio Martorano. Quest’ultimo, in particolare, ha ricordato che «lo stabilimento di Melfi è uno dei pochi con un aumento della produzione», definendo «inconcepibile» la protesta pur «comprendendone le ragioni di fondo».
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno