Poche ore fa si sono concluse le elezioni amministrative in tutta Italia.
Nel cercare qualche dato elettorale e qualche intervista a caldo mi sono imbattuto in questo articolo del Sole 24 Ore che, oltre a lasciarmi profondamente deluso e amareggiato, ha creato in me una rabbia profonda.
L’articolo è un intervista al famosissimo Roberto Saviano in occasione del lancio del suo ultimo libro intitolato “La bellezza e l’inferno” ed è una serie di articoli e racconti brevi del periodo 2004-2009.
Ad un tratto lo scrittore afferma che “il sud continua ad essere un bacino enorme di voti facili, acquistati a poco”. Attenzione però! Qualcosa non di recente, ma addirittura che risale ai tempi della prima repubblica. Egli afferma infatti che “ai tempi della Dc e del Psi era centrato su un baratto chiaro: un voto, un lavoro. Adesso lo scambio è costruito sui 50 euro. Sui 25 euro. Sul telefonino nuovo. Sul corso di formazione. Sono queste le nuove monete della politica meridionale. Tutto è svilito, svalutato”.
Analizziamo i dati: come è possibile che in Basilicata il PdL abbia preso alle europee una valanga di voti tale da diventare il primo partito in una regione storicamente rossa, mentre alle provinciali e comunali la sinistra abbia nuovamente stravinto, molto spesso anche senza ballottaggi? Come è possibile che l’IdV abbia preso ben oltre il 10% alle Euopee mentre alle provinciali il risultato è stato ben più modesto? (basti pensare alla Provincia di Brindisi dove l’IdV ha preso il 12% circa alle europee mentre solo il 4% circa alle provinciali).
La gente non è pazza e qualcosa non ha funzionato… o magari ha funzionato in maniera egregia tanto da far emergere i valori clientelari sulla vera voglia di cambiamento…
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