POTENZA. “La scuola deve impegnarsi per una formazione integrale dell’uomo e del cittadino. Oggi il nostro compito educativo si gioca in una società sempre più complessa e a noi ci viene chiesto una continua lettura dei segnali problematici e di adeguate strategie di intervento. I genitori chiedono aiuto alla scuola ma non poche volte la famiglia è assente con i figli”. Il dirigente dell’Istituto per Geometri di Potenza, Caterina Perta, alla chiusura dell’anno scolastico tira un bilancio. Più che parlare di promossi o non ammessi Perta vuole parlare dei “suoi ragazzi”, i veri protagonisti della scuola, e lo fa attraverso l’esperienza dello sportello di ascolto curato dalla psicologa potentina Mariarosaria Colangelo. Un’azione di intervento coordinata dalla docente di Religione che rientra in un quadro più ampio delle “educazioni” da anni promosse dalla scuola italiana e nell’attività dello sportello scuola-volontariato.
La psicologa ha incontrato prima gli alunni nelle rispettive classi (gestione del gruppo classe ma anche discussione su temi come droga, alcol, educazione alla sessualità e disagio giovanile) e poi ampio spazio è stato dato al colloquio individuale.
All’inizio c’è stato un atteggiamento di scetticismo o semplice curiosità (per la novità) poi gli alunni hanno accolto positivamente questo servizio chiedendo con convinzione il colloquio. “Molti i casi di studenti che hanno condiviso difficoltà scolastiche o familiari e molti i consigli su problemi sentimentali – spiega la psicologa -. Con alcuni è stato fatto un vero e proprio percorso e i risultati positivi sono stati raggiunti”. Un’attenzione particolare poi è stata rivolta alle classi quinte “per valutare eventuali stati d’ansia pre-esame e per elaborare qualche piccola strategia di contenimento”. Una presenza dunque utile, quella dello psicologo a scuola, per la crescita e la serenità dei ragazzi “basi fondamentali queste per uno studio proficuo”, commenta la preside Perta sottolineando il cammino di maturità degli studenti nell’essere capaci di “autocritica sui risultati finali non positivi. Un cammino di consapevolezza – afferma il dirigente – che è una tappa non indifferente per un nuovo inizio di anno e di studio”.
Un lavoro fatto in sinergia con i docenti dell’Itg “De Lorenzo” che hanno reso possibile l’iniziativa, e qualcuno poi scherzando ha parlato anche di sostegno ai genitori e ai docenti “perchè fare gli educatori oggi è davvero un impresa e non edilizia”.
Un’attività, quella dello sportello di ascolto, ricca e intensa di stimoli, come la giudica la psicologa, ma anche di sconcerto per la solitudine emersa: “E’ stato molto triste ascoltarli lamentare la mancanza di punti di riferimento – dice Colangelo – forse l’unico riferimento è proprio la scuola, che in molti casi è costretta a sostituirsi alle famiglie e ai genitori che sono sempre più distanti dai bisogni dei loro figli. I ragazzi hanno bisogno di parlare, di aprirsi, di chiedere consigli e di confrontarsi, ma purtroppo tutto ciò non riescono a farlo in famiglia e spesso il gruppo dei pari non è ritenuto adeguato per questo compito, l’ultima spiaggia rimane la scuola”.
Un’esperienza che potrebbe essere annoverata, chiosa la preside Perta, “tra le buone pratiche da esportare in altre scuole”.
Pezzi pubblicati su Il Quotidiano della Basilicata (17 giugno 2009)