Nessuno può immaginare quale può essere l’effettivo esito delle proprie azioni, tantomeno coloro che, come il Presidente della Regione, Vito De Filippo, hanno la necessità di far ricorso all’ostentazione del potere per cercare di giustificare il proprio operato e, probabilmente, anche di tacitare le proprie coscienze.
Pur nella mia ferma convinzione di ritenere giusto ed indispensabile l’impegno per il cambiamento in Basilicata, non posso esimermi, tuttavia, di ringraziare pubblicamente il governatore regionale, perché grazie alla sua arroganza e alla sua supponenza, mi ha offerto la possibilità di verificare quanto siano giuste le scelte di coloro che non hanno esitato a prendere le distanze da quella politica fredda e cinica che incarnano questi personaggi, prepotenti a livello locale e codardi e muti quando c’è da difendere, nelle sedi nazionali, gli interessi della nostra popolazione.
Da molto tempo non incontravo De Filippo, prima di ieri sera a Senise, nel corso di una strana iniziativa sul turismo promossa dall’APT e dalla Regione, e devo dire che l’ho trovato molto peggiorato sul piano umano e politico, tanto da chiedermi cosa può spingere un Presidente di Regione ad esprimere livore e cattiveria verso chi non la pensa e non agisce nel suo stesso modo. E soprattutto trovo inqualificabile la mancanza di rispetto, che è anche segno di maleducazione e di frustrazione, verso chi in piena libertà, con passione ed onestà intellettuale, ha portato avanti le proprie iniziative politiche, pur “senza aver vinto”, alle elezioni, nessuna poltrona.
Io sono tra questi, e credo che ciò non sia né un dramma né un disonore, ma credo, altresì, che De Filippo non sia un buon governatore e un politico apprezzabile, se pensa che chi rifiuta di accettare le tattiche, i compromessi e forse anche i vizi e la corruzione, come siamo convinti noi de La Grande Lucania, debba ritirarsi dalla politica e ritornare ad occuparsi di altre cose.
Io, ad esempio, sono ritornato ad occuparmi di agricoltura, perché ne sono appassionato e perché lo ritengo doveroso di fronte ai disastri provocati da questo modo di governare le istituzioni pubbliche, tuttavia continuerò ad occuparmi di politica proprio per mantener viva una prospettiva esattamente opposta e contraria a quella sperimentata in questi anni, in cui una generazione famelica di governanti e di politicanti ha consumato il peggior tradimento verso il popolo lucano, quello, cioè, di averne svenduto i diritti fondamentali in cambio dei propri arricchimenti.
E, se a Senise, è stata presentata l’ennesima trovata, da coniglio nel cilindro, verso l’area più mortificata della regione, non si abbia la pretesa di ritenere che con l’atteggiamento guasconesco e decisionista che, a dire il vero, non impressiona proprio nessuno, la Regione e l’Apt, possano imporre il progetto del Grande Attrattore “greco-poco ortodosso” sulla diga di Montecotugno, che costerà 15-20 milioni di euro, senza che La Grande Lucania e quanti hanno a cuore le sorti della nostra terra, non ne verifichino la fattibilità e la reale ricaduta per le popolazioni locali e non si diano da fare per evitare, invece, che si tratti del solito pretesto per conferire incarichi e consulenze per l’ennesima, incompiuta, cattedrale nel deserto.
Per adesso, sarà un caso, ma l’unica cosa certa sono, appunto, i 94.000 € spesi dall’Apt sul progetto speciale Senise, che non sono andati, né agli operatori e né ai professionisti della zona, né tantomeno a strutture selezionate secondo un bando pubblico, ma semplicemente a consulenti della stessa Agenzia per il turismo o di altri eventi che si svolgono in altre zone della Basilicata.
Possiamo ben immaginare che lo stesso format sarà diligentemente riproposto sul progetto Val d’Agri-Grumento e su quello Camastra, senza dimenticare il precedente tentativo di spendere circa 70 milioni di € per la costruzione del ponte sulla diga del Pertusillo e senza escludere il pericolo che, di questo passo, diga dopo diga, fiume dopo fiume, ruscello dopo ruscello, pantano dopo pantano, nessun rivolo del mare di risorse pubbliche affluite in Basilicata, possa andare verso i cittadini e le famiglie lucane.
Se questo è il saper fare politica, Egregio Presidente De Filippo, allora posso andar fiero ed orgoglioso di essere annoverato tra coloro che non la sanno fare.
Io mi occuperò volentieri di agricoltura, ma almeno, Lei, abbia il pudore e la saggezza di non voler fare o dare lezioni a chicchessia, perché questo lo comprendono anche i bambini, non fa proprio al caso suo.
Potenza, 26 giugno 2009
Nicola Manfredelli
Segretario Movimento La Grande Lucania