Se il Metapontino piange, dopo la devastante grandinata dei giorni scorsi, la Val d’Agri, alta e bassa, non ride. Qui la calamità ha colpito un po’ a macchia di leopardo, ma non mancano le situazioni preoccupanti, segnalate alle maggiori associazioni agricole. In particolare alcuni associati di Confagricoltura hanno segnalato danni ai vigneti della zona di produzione del Grottino di Roccanova, che non ha fatto a tempo a festeggiare il riconoscimento della doc, che ora deve fare i conti con questa calamità naturale. La Coldiretti, dal canto suo, segnala danni alle coltivazioni orticole di Viggiano che, seppure non costituiscono la voce principale delle produzioni agricole di zona, hanno pur sempre una nicchia di mercato interessante. Ancora, la Cia segnala danni nel Melandro e nella bassa Val d’Agri, sia per quanto riguarda la cerealicoltura (si approssima la stagione della mietitura), per la raccolta del fieno e per gli agrumeti. Insomma, l’ennesima calamità naturale che mette in ginocchio le aree più fertili della regione e mette in pericolo l’esistenza stessa di migliaia di aziende.
Ma cosa chiedono, in concreto, le associazioni agricole lucane, allo Stato e alla Regione, per aiutare nell’immediato le aziende prossime alla chiusura e, nel medio termine, per rendere più efficiente il sistema dei risarcimenti, considerato anche il fatto che la maggior parte delle aziende colpite dal disastro non erano neppure assicurate? Per la Cia di Basilicata «c’è stata una colpevole sottovalutazione da parte del Governo rispetto al mancato finanziamento del fondo assicurativo nazional», che ha determinato un aumento dei prezzi e la contrazione delle polizze stipulate. Per arginare la situazione la Cia chiede alcune modifiche alla legge 102/04 per quanto riguarda i criteri di indennizzo, l’esonero automatico dal pagamento di tasse ed altri oneri in caso di calamità, l’accesso al credito.
Per la Confagricoltura la prima cosa da fare, sia a livello locale sia a livello nazionale, è alleviare il peso degli oneri sociali per le aziende colpite, soprattutto perché non vi è certezza riguardo ad eventuali indennizzi. Che comunque, per Confagricoltura, nel caso di disastri acclarati come quello capitato lo scorso fine settimana, devono esulare dalla copertura assicurativa. Interventi straordinari chiede anche Coldiretti, che ricorda come le aziende del metapontino siano state colpite anche da due alluvioni, a dicembre 2008 e gennaio 2009, senzia che sia stato fatto niente per ripristinare le infrastrutture (serre e impianti arborei), come invece è stato fatto in altri settori produttivi. Altri due fronti di intervento, poi, dovrebbero essere il mondo del credito (si pensa ad un accordo con la Regione per alleggerire la pressione sulle aziende colpite) e l’abbattimento dei contributi previdenziali. A lungo termine, invece, la Coldiretti chiede al Governo maggiori certezze sulla effettiva copertura della quota sui costi per le polizze.
GIOVANNA LAGUARDIA
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
Chi ha visto questa pagina ha anche dato uno sguardo a…