Si tratta di densità oppure …

Ieri mi è capitato di spiegare ai miei ragazzi perché il peso specifico e la densità pur essendo espressi dallo stesso numero esprimono concetti sostanzialmente differenti; così dopo una lezione piuttosto pallosa a giudicare dalle espressioni assenti, galeotte e rassegnate dei presenti ho attivato una piccola pausa strategica di riflessione prima di dare di nuovo di tromba.

Con stupore mi sono tornate alla mente immagini passate come in un vecchio album di ricordi sfogliato in fretta, mi sono rivisto studente trai banchi alla Federico Secondo, col professore che strombettava di fronte al lavagnone, ma assente e sofferente e per di più distratto dagli occhi bellissimi di una collega che non ricordo più.

Allora ho avuto pietà per i miei studenti e ho cominciato lentamente a divagare tra i miei “Amarcord” felliniani. Mi sono ricordato un giorno particolare di mega rottura che dopo una estenuante esercitazione decidemmo di costituire un gruppo di lavoro per elaborare una scheda di valutazione dei nostri docenti “trombonisti”.

Ci applicammo per diversi giorni con rigore scientifico e tecniche ingegneristiche avanzate con punte di sadismo a volte ben aldilà della goliardia. Aleggiava, infatti, nell’aria la gioia di ripagare i nostri “aguzzini”.con i loro stessi mezzi di tortura.

Alla fine riuscimmo a costruire una scala che a nostro avviso era comprensiva di tutti i pregi e “dèfaillances” dei nostri docenti.

Passammo poi allo screening dei soggetti “oggetto di valutazione”. Fu così che dopo prove e riprove apparvero in campo delle singolarità inattese. Ovvero alcuni docenti, e non pochi, risultavano inesorabilmente fuori scala.

Si impose, quindi, con urgenza la soluzione del dilemma del come classificare tali ingombranti soggetti.

Così fu che ricorremmo alla sublime e nobile arte di “arrangiarsi”, tema centrale della filosofia partenopea.

Allora il solito Ciro, superando di tono il nostro vociare esclamò:

  • guagliù aggio pensato che e putimme mette tutti inta na sola categoria, a cussì sfusi.

  • Bene risposi, si può fare

e aggiunsi,

  • e come la chiameremo sta categoria ?

Allora Ciro portando la mano sul mento da filosofo consumato, dopo una pausa e un sospiro seguito da un lampo negli occhi riprese:

  • a putessima chiammà a categoria de i “Piriti cà nocca” (scorreggi col fiocco).

A questo tocco di genio seguì una trionfale ovazione del gruppo con accavallamento e serrata di gambe da parte di tutti per evitare le ovvie conseguenze degli scrosci di risate incontrollabili.

Ciro riprese con calma serafica:

  • antò tu che sei saggio e in verità pure nu poco palloso che ne pensi ?

e io,

  • mi sembra una buona idea, intanto per vedere la cosa dal punto di vista scientifico dirò che come densità bassa ci siamo, occupano tutto il volume a disposizione ed oltre in modo indecente e con crescita abnorme nel tempo.

  • che ci vuoi fà Ciro i piriti so piriti pure se tengono a nocca, c’è di buono però che raggiunto il volume critico si sgonfiano da soli e resta solo “a puzza”.

Ritornando alla realtà del momento ho ancora pensato a quei tempi con un sorriso malinconico e mi è passato per la mente ancora irriducibilmente “studentella” nonostante tutto che se a quel tempo ci fosse stato un certo Cavaliere senza dubbio sarebbe stato il Leader massimo della categoria o forse avremmo dovuto aggiungere una nicchia di eccellenza per riguardo; ma questo non lo saprò mai perché Ciro “ chissà a ro stà

A.Aulicino

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