Dopo circa un anno di studio, si è appena conclusa la prima parte del progetto di ricerca sulla ecologia e la presenza del gatto selvatico e della martora in di tre importanti SIC forestali dell’area protetta (“Monte Sacro e dintorni”, “Monte Cervati, Centaurino e Montagne di Laurino”, “Montagne di Casalbuono”).
Il gatto selvatico (Felis silvestris) e la martora (Martes martes), sono mammiferi carnivori di medie dimensioni, considerate specie rappresentative degli ambienti forestali, di elevato valore conservazionistico ed elencati rispettivamente negli allegati IV e V della Direttiva Habitat (92/43/CE). «Si tratta della prima ricerca ad area vasta realizzata in Italia su questi due carnivori di interesse comunitario» – spiegano gli autori della ricerca, i dott. Manlio Marcelli e Romina Fusillo della società di ricerca eco-faunistica LUTRIA.
«Il gatto selvatico e la martora soffrono di uno stato di conservazione precario in Italia, e appare urgente incrementare le scarse conoscenze sulle due specie per individuare opportune opzioni di conservazione e gestione delle specie e degli habitat associati».
Nell’area di studio, dove la presenza del gatto selvatico e della martora è stata rilevata attraverso l’allestimento di 43 siti di foto-trappolaggio, le due specie occupano circa il 40% degli habitat oggetto di studio, un dato incoraggiante, ma che conferma la relativa rarità rispetto a carnivori ubiquitari come la faina e la volpe.
Le faggete, e in minor misura la macchia mediterranea, sono risultati habitat associati significativamente alla presenza della martora, che è, inoltre, influenzata negativamente dalla densità di bestiame al pascolo e dalla densità umana. Il gatto selvatico sembra preferire i boschi misti e le aree poco acclivi, spesso associate alle zone vallive dei corsi d’acqua o a piccoli altipiani diffusi nell’area di studio. I risultati suggeriscono implicazioni importanti per la gestione degli habitat boschivi e del territorio. Nell’ambito del progetto sono state realizzate mappe di distribuzione potenziale e di idoneità ambientale del gatto selvatico e della martora nell’area di studio, che aggiungono una rilevante informazione geografica alla semplice visualizzazione dei dati grezzi di presenza/assenza, configurandosi come uno strumento di grande utilità per la pianificazione delle attività di conservazione del Parco Nazionale.
Comunicato Parco Cilento
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