Il lucano Carlo Fusco presenta “Pochi giorni per capire”; proiezione e premiazione del miglio corto girato a Matera dai filmakers
Matera, 16 luglio – Con l’appuntamento di oggi si conclude la tappa materana di CinemadaMare, il festival itinerante diretto dal giornalista Franco Rina.
Ospite dell’ultima serata è il regista lucano Carlo Fusco, giovane talento tra i più promettenti, che presenterà il suo ultimo film “Pochi giorni per capire” (2009), con Tony Sperandeo, Luigi Maria Burruano, Annalisa Insardà ed Enrico Lo Verso.
Come sempre in apertura, alle ore 21,00 in piazza San Giovanni, la visione dei film brevi in concorso, seguita dal film di Fusco e dalla Weekly competition: la proiezione dei film che i giovani cineasti di CinemadaMare hanno girato nell’arco di una settimana nella città dei Sassi, e premiazione del migliore.
“Pochi giorni per capire” è ambientato in un luogo imprecisato del Sud e incentrato su un caso di pedofilia tra le mura familiari. Il film di Fusco (regia, soggetto e sceneggiatura, fotografia e operatore con la macchina da presa a spalla) è stato girato in gran parte a Francavilla sul Sinni. Le riprese sono iniziate il 18 marzo scorso e terminate ai primi di aprile, con una scena anche a Chiaromonte. “Pur svincolato da fatti di cronaca reali, il racconto è perciò delicato, difficile e purtroppo sempre attuale: un padre abusa del figlio e la moglie sa, ma il parroco avvicina il bimbo offeso e intuisce lo squallore, dando una speranza alla madre prima della tragedia”, ha sintetizzato il regista.
Tra i film in concorso questa sera (16 luglio): “Cavallo vincente” di Francesco Velonà (Italia, fiction, col., 18 min.), “This is not a love story” di Alexandra Lemay (Italia, animazione, col., 4 min.), “Non vedo l’ora di giocare” di Giacomo Mondadori (Italia, fiction, bn, 6 min.), “The Magic rabbit” di Tatsuhiro Kimijirna (Giappone, fiction, col., 4 min.), “Le Petit chahier noir” di Samer Ghoraveb (Libano, sperimentale, col., 14 min).
Il film vincitore della serata del 14 è “Basket bronx”, un film sull’integrazione sociale di Martin Rosete.
Sul film “Pochi giorni per capire”
Ottimi i protagonisti: un ispirato Tony Sperandeo (icona filmica di certa sicilianità deviata, qui nei panni di un sagace sacerdote) e l’allucinato Luigi Maria Burruano (consigliere comunale e padre orco), entrambi attori siciliani, tra i grandi caratteristi della storia recente del cinema e della televisione italiana. Nel cast artistico spicca anche la presenza straordinariamente espressiva del bimbo Salvatore Merlino, 10 anni (è nipote di Filippo, il sottotenente di Sant’Arcangelo ucciso a Nassiriya), oltre alla brava e bella calabrese Annalisa Insardà (la dolente moglie-madre) e un gruppo di affiatati comprimari, tra i quali Gabriele Reale (il maresciallo dei carabinieri) e Giampiero Siddartha. Con loro Aldo Fortunato (interpreta il sindaco del paese), 45 anni, anch’egli lucano, proprio di Francavilla S.S, come gli stessi giovani produttori Adriano (38 anni) e Giuseppe Pecchia (44), alla loro seconda produzione, dopo Mario il mago (2008) con Franco Nero. I Pecchia sono entrambi figli di Mario Pecchia, 72 anni, originario di San Giorgio Lucano, emigrato a Milano nel lontano 1956, con una storia familiare che ricorda molto il viscontiano ”Rocco e i suoi fratelli”, poi sviluppatasi come imprenditori immobiliaristi e titolari di un pastificio a Senise.
Ufficio Stampa CinemadaMare
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