Freud e Severino: il nuovo capolavoro di Pulli

Gabriele Pulli e la sua ultima fatica Metti che vuoi trascorrere una serata piacevole, metti che vuoi farlo con un “convivio” (di dantesca memoria) sui temi intrecciati di inconscio, a-temporalità, nulla e eternità, metti poi che tra gli ospiti non debbano mancare due grandi personaggi come Sigmund Freud e Emanuele Severino, e metti infine che hai come fautore della serata lo studioso Gabriele Pulli… e il gioco è fatto! Due nomi “Freud e Severino” che sono diventati il titolo (ed. Moretti & Vitali –collana Il tridente. Campus, 10,00) dell’ultima fatica di Pulli, docente di Storia della psicologia dell’Università di Salerno che da tempo si occupa nei suoi studi “del rapporto della psiche con il tempo, attraverso temi come la caducità, il legame fra pensiero ed emozione, la logica e la ragion d’essere dell’inconscio, la negazione freudiana, il sogno e il desiderio”.

Un lavoro, frutto di una brillante intuizione che parte dal “testamento spirituale” di Freud, indagare l’a-temporalità dell’inconscio, accompagnato dall’esortazione del padre della psicoanalisi a una “valutazione filosofica”. Un’esortazione che, per Pulli, è ritrovabile nel pensiero del filosofo Severino: “Il contributo del pensiero di Severino al tema della a-temporalità dell’inconscio – si legge a pag. 51 –può consistere allora semplicemente nel riconoscere valore di verità all’a-temporalità dell’inconscio. Cioè nel fare ciò che Severino rimprovera a Freud di non aver fatto”. Sul tappeto le questioni “intriganti” dell’agire dell’inconscio e del problema dell’a-temporalità che approdano a questioni complesse del pensiero cosiddetto forte e del suo nemico. Sullo sfondo Parmenide e la questione ontologica di Heidegger. Pulli presenta il tutto con uno stile coinvolgente e accattivante, è un libro che si legge tutto d’un fiato anche per la sua estrema chiarezza .

saggio Pulli Forse, all’autore non lo abbiamo chiesto, ad aver mosso un tale percorso questa volta non è stato soltanto il piacere della ricerca in sé, ma anche, una ricerca mossa da una vita circondata di amici ispirati dalle divine muse, amici non più tra i mortali come il pittore Nicola Lamattina di Caggiano o la poetessa e psicoanalista marchigiana Adriana Pagnoni, e il saggio mette sì a confronto due grandi pensatori ma chiede anche una risposta a ciò che “appare” – intrecciandosi alla propria esistenza – e poi scompare.

Il lavoro di Pulli è frutto di una meditata riflessione che è diventata anche materia di un corso di studi. Il docente, nelle vesti di un Socrate contemporaneo, debellando ogni embargo e aprendosi con umiltà di ricerca ha saputo coinvolgere gli studenti sollecitandoli e provocandoli al dibattito. Un “parto” riuscito a quanto pare visto che non ha lasciato nel dimenticatoio di un’aula gli interventi e i nomi dei corsisti che ha voluto ringraziare immortalandoli tra le righe del volume.

Le 104 pagine sono avvolte da un verde smeraldo che fa da sfondo al dipinto su tela dal titolo “Libertà” di Nicola Lamattina, giovane artista scomparso prematuramente e che Pulli ha scelto perché molto vicina al contenuto del saggio. Un saggio che non è solo per gli addetti ai lavori. Anzi, visto il periodo vacanziero, si consiglia una sana lettura per meditare un…….pochino.

Maria De Carlo

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