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- ROCCO SERGI: A chi segue la geopolitica è noto che i futurologi »
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Uno scorcio di Basilicata
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La zona è la stessa, l’obiettivo anche. A cambiare, invece, è la compagnia interessata e il comune di appartenenza. E’ il nuovo permesso per la realizzazione di una postazione per la perforazione di un pozzo esplorativo denominato «Pergola 1» che è stato depositato presso l’Ufficio compatibilità ambientale della Regione per l’autorizzazione. Una richiesta racchiusa in due faldoni che è stata inviata per le eventuali osservazioni in attesa della Valutazione di impatto ambientale alla Regione, alla Provincia e al comune di Marsiconuovo, territorio in cui ricade il pozzo. Secondo l’Eni, in quella parte di territorio potrebbe esserci il petrolio, ma prima di stabilirlo con certezza sono necessari ulteriori accertamenti. Da parte sua, invece, gli enti interessati, a cominciare dal comune, avranno 60 giorni per analizzare il progetto e dare il loro parere.
Al di là di questo, però, il permesso ancor prima di diventare operativo ha sollevato non poche perplessità, soprattutto da parte delle associazioni ambientaliste. A denunciare il pericolo che il «nuovo pozzo possa sorgerebbe in un’area con gravi problemi di instabilità idrogeologica » è una lettera aperta della Ola. «Il pozzo sorgerebbe in un’area con gravi problemi di instabilità idrogeologica nonché ricco di sorgenti – precisa l’as – sociazione – Inoltre, nella stessa zona sono previsti altri quattro pozzi in via di autorizzazione da parte della Regione. Si tratta di pozzi all’interno del parco nazionale della Val d’Agri – Lagonegrese ed a poca distanza della diga di Marsiconuovo. Inoltre – aggiunge l’associazione ambientalista – sempre nel comune di Marsiconuovo , l’Eni è in procinto di chiedere altre due autorizzazioni per pozzi a poche centinaia di metri dal centro abitato. In tutto, quindi, i pozzi sarebbero 7».
Un numero non indifferente per un piccolo paese come Marsiconuovo. Di qui la richiesta della Ola di chiedere al sindaco la convocazione di un consiglio comunale aperto. Un consiglio che – per la verità – il sindaco del paese Domenico Vita (Pdl) ha già deciso di convocare per i prossimi giorni. «Voglio verificare bene la situazione – sostiene il primo cittadino – e l’area. Sulla scelta di fare o meno un pozzo in un paese è perfettamente inutile evitare di farlo in una zona e poi farlo al suo confine. Da parte nostra non c’è nessun preconcetto, ora, però, dobbiamo capire il suo impatto ambientale».
Di parere contrario il capogruppo della minoranza Giovanni Votta. «Noi come minoranza già un anno e mezzo fa – dice il consigliere – avevamo chiesto al sindaco di prendere una posizione e di verificare l’opportunità di nuovi pozzi in un’area di pregio paesaggistico. Questo non è stato fatto. decideremo. Siamo convinti, comunque, che sia inopportuno fare un pozzo in quell’area a valenza paesaggistica».
Antonella Inciso
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
Si al progresso!!!!!!!!!!!
Drill Here!!!!! Drill Now!!!!! Pay Less!!!!!
Più o meno… la mia idea è però che se ci deve essere progresso deve essere per tutti… c’è vero progresso solo quando una tecnologia diventa alla portata di tutti… chi lo diceva???
ehm…ehm…ehm…ma progresso di che cosa?! di chi?! il petrolio è oro nero giusto?!…ma allora con tutti questi ”pozzi” è inutile lavorare!o forse già è un bel problema trovarne uno!Io in questa valle che chiamano ”PARCO” non vedo altro che persone che muoiono di tumori,altre che danno i loro bei appezzamenti di terra per scavarci dentro a pochi metri dalle loro case in cambio di denaro sporco,e persone come me che non hanno potere…diritto di parola…perchè in questa zona le parole servono solo tra maggio-giugno di determinati periodi…si mi riferisco ai comizi giusto! ah quante promesse…
ma le persone muoiono, i pozzi nascono…
tutto sembra cosi giustificato…
che vergogna!!!