Monthly Archives: luglio 2009

Progetti conservazione natura: gatto selvatico e martora

Dopo circa un anno di studio, si è appena conclusa la prima parte del progetto di ricerca sulla ecologia e la presenza del gatto selvatico e della martora in di tre importanti SIC forestali dell’area protetta (“Monte Sacro e dintorni”, “Monte Cervati, Centaurino e Montagne di Laurino”, “Montagne di Casalbuono”).

Il gatto selvatico (Felis silvestris) e la martora (Martes martes), sono mammiferi carnivori di medie dimensioni, considerate specie rappresentative degli ambienti forestali, di elevato valore conservazionistico ed elencati rispettivamente negli allegati IV e V della Direttiva Habitat (92/43/CE). «Si tratta della prima ricerca ad area vasta realizzata in Italia su questi due carnivori di interesse comunitario» – spiegano gli autori della ricerca, i dott. Manlio Marcelli e Romina Fusillo della società di ricerca eco-faunistica LUTRIA. 

«Il gatto selvatico e la martora soffrono di uno stato di conservazione precario in Italia, e appare urgente incrementare le scarse conoscenze sulle due specie per individuare opportune opzioni di conservazione e gestione delle specie e degli habitat associati».

Nell’area di studio, dove la presenza del gatto selvatico e della martora è stata rilevata attraverso l’allestimento di 43 siti di foto-trappolaggio, le due specie occupano circa il 40% degli habitat oggetto di studio, un dato incoraggiante, ma che conferma la relativa rarità rispetto a carnivori ubiquitari come la faina e la volpe.

Le faggete, e in minor misura la macchia mediterranea, sono risultati habitat associati significativamente alla presenza della martora, che è, inoltre, influenzata negativamente dalla densità di bestiame al pascolo e dalla densità umana. Il gatto selvatico sembra preferire i boschi misti e le aree poco acclivi, spesso associate alle zone vallive dei corsi d’acqua o a piccoli altipiani diffusi nell’area di studio. I risultati suggeriscono implicazioni importanti per la gestione degli habitat boschivi e del territorio. Nell’ambito del progetto sono state realizzate mappe di distribuzione potenziale e di idoneità ambientale del gatto selvatico e della martora nell’area di studio, che aggiungono una rilevante informazione geografica alla semplice visualizzazione dei dati grezzi di presenza/assenza, configurandosi come uno strumento di grande utilità per la pianificazione delle attività di conservazione del Parco Nazionale.

Comunicato Parco Cilento

Dopo la pausa estiva il “Partito Sud” sbarcherà in Basilicata

italia Prosegue inarrestabile la corsa del Partito per il Sud, partito che vuole il rilancio del Sud Italia e un miglioramento delle condizioni economico – lavorative nel meridione.

Dopo aver aperto tre sedi operative a Napoli, Bari e Catanzaro il Partito per il Sud si appresta ad “entrare” in Basilicata, Abbruzzo e Molise. L’obiettivo è chiaro: diventare una potenza a livello nazionale (al pari della Lega Nord) per difendere gli interessi del Sud Italia e rappresentare ”un Meridione non piagnone, assistenzialista e questuante, ma positivo e propositivo”.

E nel frattempo la Lega insorge e, con toni alquanto accesi, afferma: “Ben venga una Lega del Sud ma non credo che i meridionali si possano lamentare. C’è una questione: devono imparare anche loro a fare le opere come le facciamo noi”, afferma Roberto Castelli, viceministro alle Infrastrutture.

“Ed ora dalle parole bisogna passare ai fatti”: ecco le prime parole di Raffaele Lombardo, capogruppo dell’MPA, che continua “Ci aspettiamo che si provveda rapidamente al reintegro dei fondi Fas e all’effettivo varo di un piano straordinario per il Sud”.

Ma quanto può un partito per il sud risolvere i problemi veri del sud Italia? L’Italia, a pochi mesi dai suoi 150 anni di unificazione, è una repubblica divisa, separata, in cui il nord ricco è sempre più ricco mentre il sud, ora come non mai, sta affrontando una fase critica: il lavoro scarseggia, i servizi mancano, la gente emigra… oltre 700 mila persone sono “scappate” al nord Italia per trovare condizioni economiche e lavorative migliori… ma per quanto ancora tutto ciò può continuare?

Il problema dei rifiuti nella città di Potenza si sta trasformando in un vero è proprio allarme

rifiutiIl problema dei rifiuti nella città di Potenza si sta trasformando in un vero è proprio allarme. La raccolta differenziata, come metodo per preservare e mantenere le risorse naturali, a vantaggio nostro e delle generazioni future, non è affatto decollata e, in questi giorni sta creando una serie di problemi acuiti anche dal caldo”. È quanto dichiara il consigliere regionale di Fi verso il Pdl, Sergio Lapenna.

“Più volte – afferma Lapenna – l’amministrazione comunale ha lanciato una serie di iniziative, come l’avvio di una raccolta differenziata porta a porta nella città capoluogo, che sarebbe dovuta partire dallo scorso gennaio, miseramente fallita anche quella, così come l’avvio dell’inceneritore fermo da anni, per il quale sono stati spesi 10 milioni di euro. Il Comune, in merito alla vicenda dell’inceneritore, ha posto in essere una serie di atteggiamenti omissivi e di gravi ritardi, facendo pagare le dirette conseguenze non solo ai lavoratori, ma anche ai cittadini che vivono in una città sporca e al limite del collasso. La raccolta differenziata è diventata obbligatoria con l’entrata in vigore del cosiddetto decreto Ronchi nel 1997, ma a distanza di oltre dieci anni non è mai decollata.

Infatti, in Basilicata la differenziata è lontanissima dagli obiettivi del decreto che prevedeva una percentuale pari al 40 per cento. Oggi il riciclo dei rifiuti è un obiettivo primario visto che oltre il 60 per cento degli stessi è composto da imballi tra cui in particolare carta, vetro, plastica, metalli, giornali e riviste che devono essere recuperati nella misura più ampia possibile per ridurre la quantità finale da smaltire e ottimizzare quantità e qualità dei materiali riciclabili, rendere meno costoso il riciclaggio, così da garantire minori rischi per la salute e l’ambiente”.

“Tutto ciò – ribadisce Lapenna – rappresenta il chiaro segnale di una cattiva gestione amministrativa, di un rapporto di costante conflittualità con l’Acta e di una mancanza di una programmazione in materia. Fino ad oggi si sono adottati solo provvedimenti tampone per arginare le fasi di emergenza. La Basilicata non rappresenta un’isola felice rispetto alla Campania, anzi vi è il serio rischio di un tracollo dovuto allo scarso smaltimento dei rifiuti e alle discariche oramai sature. E’ importante principalmente diffondere la cultura del riciclo dei rifiuti ai cittadini, poiché la raccolta differenziata non deve essere una libera scelta, ma un diritto/dovere a cui tutti siamo tenuti nel rispetto dell’ambiente. Pertanto si devono educare ed incentivare i cittadini al rispetto dell’ambiente, ad adoperare le piattaforme ecologiche, poiché troppo spesso vediamo vicino ai cassonetti vecchie tv ed elettrodomestici di ogni tipo abbandonati, ma ci vuole anche un’azione determinante da parte degli amministratori locali che devono urgentemente stilare un serio piano rifiuti”.

Fonte: Basilicatanet

Ad Agosto va in scena il Maratea Film Festival (23-24-24 Agosto)

Classifica delle Università: UNIBAS medaglia nera

image Come ogni anno puntuali arrivano le classifiche dei migliori atenei. C’è chi sale e chi scende: al primo posto si classifica Trento (otterrà il 10,69% di finanziamenti in più), il Politecnico Torino (+ 5,22%) e il Politecnico Milano (+ 4,14%).

Male le università del sud: 19 su 27 poli accademici che avranno una riduzione dei fondi sono concentrati al sud. La stessa UNIBAS, l’Università della Basilicata, vedrà ridotti i suoi finanziamenti del 2,90% (è al terzultimo posto della graduatoria davanti solo a Sassari, Messina, Palermo, Foggia e Macerata).

I motivi, spiega in ministero, sono chiari: al sud le università non funzionano. Si investono soldi in ricerche che portano a scarsi risultati, l’insegnamento è scadente e anche gli spazi per gli studenti sono pessimi (vi sono in alcuni atenei aule dove gli studenti seguono le lezioni in spazi ridottissimi e in cui superare gli esami è praticamente impossibile).

Eppure anche al sud vi sono atenei che si salvano: Benevento (0,75%), l’Università della Calabria (1,09%) e il Politecnico di Bari (0,26%), segno che anche al sud si può lavorare bene.

Il ministro dell’Istruzione ammette: “in alcuni casi questi finanziamenti non sono spesi bene. Bisogna avere il coraggio di guardare al futuro e di adottare nuove logiche per essere competitivi a livello internazionale”. E così dal prossimo anno l’ateneo di Basilicata dovrà effettuare dei tagli per tornare ad essere competitivo e per fornire agli studenti quegli standard qualitativi che sono ormai richiesti per una formazione efficiente.

Di seguito la classifica completa delle università e i finanziamenti previsti per il prossimo anno:

Lo stato delle acque in Basilicata è da tenere sott’occhio

image Arrivano i dati di Legambiente sullo stato della acque in Basilicata. Seppur le spiagge sono pulite e le acque praticamente incontaminate (con un occhio di attenzione sull’erosione che potrebbe mettere a rischio molti litorali), lo stesso non si può dire per i fiumi.

La foce del Basento è “gravemente inquinata” mentre l’Agri è “inquinato”. Il motivo è da imputare alla scarsa rete di depuratori che coprono soltanto il 74% del territorio, lasciando così molte scorie e impurità fluire direttamente nei fiumi e da qui nei mari.

Ed infatti dalle analisi di Legambiente risulta che nelle foci dei due fiumi su detti compaiono escherichia coli, coliformi fecali e streptococchi: batteri presenti soprattutto nell’intestino umano e che stanno proprio ad indicare come in molti paesi della Val d’Agri e in Basilicata si non si rispettano le norme di depurazione scaricando così illegalmente nei fiumi.

“Le analisi di Goletta Verde sono un campanello d’allarme per il nostro mare che sentiamo suonare da troppi anni – commenta Marco De Biasi, presidente di Legambiente Basilicata – e ci ricordano che non bisogna abbassare la guardia contro il deficit depurativo che rischia di compromettere la qualità delle nostre acque. Affinché si mantenga la qualità di mare e coste, bisogna tenere sotto controllo il carico di inquinanti sversati in mare dai nostri fiumi. Basento ed Agri innanzitutto, ma non solo”.

Le criticità del mare e delle coste della Basilicata sono state presentate ieri mattina a bordo della Goletta Verde , alla presenza di Antonio Nicoletti, componente della segreteria nazionale di Legambiente; Marco De Biasi, presidente di Legambiente Basilicata; Vincenzo Santochirico, assessore regionale all’ambiente; Biagio Schettino, vicesindaco di Maratea; Gianluca Traversa, comandate della Capitaneria di Porto di Maratea.

Via: La Gazzetta del Mezzogiorno