Iniziativa dell’Amministrazione comunale con la presenza dell’Assessore regionale Vincenzo Viti e dell’autore de la “Forza della speranza”.
Non c’è nulla di più importante, per le piccole comunità locali, che riappropriarsi del proprio senso di appartenenza, ancorato alle tradizioni più autentiche e ad una identità culturale, che negli scenari attuali, possono rappresentare una formidabile leva di crescita e di sviluppo.
Di tali argomenti si discuterà oggi a Rivello, nella suggestiva sala dell’Ultima Cena, nel chiostro del Convento di Sant’Antonio, in occasione della presentazione del libro di Giulio Cocca, “La forza della speranza”.
Alla presentazione, introdotta dal Sindaco di Rivello, Antonio Manfredelli e dal Presidente del Gal CSR Marmo Melandro, Nicola Manfredelli, seguiranno gli interventi della professoressa Rosanna Rotundo, del Sindaco di Grottole, Angelo De Vito, del Direttore dell’Apt, Gianpiero Perri, dell’Autore, Giulio Cocca e dell’Onorevole Vincenzo Viti, Assessore regionale all’Agricoltura, che svolgerà le considerazioni conclusive dell’incontro.
Il libro parla dei valori e dei sentimenti di un mondo contadino, fortemente legati alle tradizioni, alla conservazione dell’ambiente, agli usi e costumi, di una epoca in cui la meccanizzazione e la tecnologia non ancora avevano invaso e, a volte, contaminato il territorio e le sue bellezze.
Le tradizioni e i comportamenti costituiscono i motivi fondanti di una testimonianza letteraria direttamente vissuta dall’autore, già Sindaco di Grottole, dirigente del Corpo Forestale dello Stato e docente di economia, estimo ed agronomia.
E’ una narrazione, quella di Cocca, che raccoglie le vibrazioni del lirismo e della memoria, le curiosità della ricostruzione storica e i riflessi di una lunga consuetudine professionale vissuta sul territorio a presidio dei boschi e della vigilanza verso le insidie che con sempre maggiore frequenza minano le bellezze della natura.
L’autore si immerge nel “tempo” lo rivisita e lo riesuma con il calore e il colore delle cose vive facendo riprendere forma agli oggetti, ai paesaggi e ai personaggi.
La civiltà contadina per anni trascurata e rinnegata da una illusoria cultura industriale e tecnologica è stata rivisitata e recuperata dall’oblio per mettere in luce i suoi aspetti positivi e per recepire da essa le componenti più significative e valide per l’impostazione di uno sviluppo più vasto e comprendente i tanti valori discendenti dalle tradizioni e dai costumi locali. Per queste ragioni, leggere le pagine del libro “La forza della speranza” rappresenta un esercizio utile, finanche vitale, per chiunque voglia tornare indietro per guardare avanti: più forte e maturo che mai.