14 milioni di euro li mettiamo noi e 4 milioni li mette il padrone. Alla fine, tanto basta a Sergio Marchionne, amministratore delegato della FIAT, per ricordare come la costruzione – a Melfi – del campus tecnologico per l’ ”innovazione del Manufacturing” significhi “dare al territorio un punto di incontro e di riferimento per centri di ricerca di altri settori produttivi. Vuol dire impegnarsi in prima persona per aumentare il livello competitivo e tecnologico del tessuto imprenditoriale lucano".
In effetti non conosciamo nessuno che non si voglia impegnare “in prima persona” quando 14 milioni di euro ce li mette qualcun altro. Del resto se la Fiat, in Basilicata, si chiama SATA, un motivo ci sarà: qualcuno ci ha mai fatto caso? Contraddizioni.
Marchionne contempla addirittura l’ ”aumento del livello competitivo e tecnologico” regionale quando invece siamo in caduta libera: tutto il manifatturiero è a pezzi e l’indotto dell’auto ( le/i lavoratrici/lavoratori della LASME, sesta azienda del tanto esaltato modello “just in time” a dichiarare bancarotta, hanno passato le loro ferie in presidio permanente) è in depressione cronica. Altro che incrementi produttivi: grasso che cola se si resiste!
Ugualmente, alla firma della “convenzione” per il Campus tra Regione Basilicata e Fiat, il solito venditore di fumo, Presidente Vito De Filippo, dichiarava che “la Regione Basilicata ha messo in campo un finanziamento per la creazione di un campus per la ricerca che rendera’ piu’ attrattivo e piu’ competitivo non soltanto lo stabilimento Sata di Melfi, ma anche il sistema delle imprese presenti sul territorio lucano che potranno beneficiare delle attivita’ di ricerca. Mi sembra – ha concluso il Presidente De Filippo – che il trinomio che si e’ creato fra Territorio, Grande Impresa e Sistema Produttivo Regionale potrà determinare nei prossimi anni effetti positivi per l’intera Basilicata”. Abbiamo già sperimentato in passato le doti di lungimiranza del Presidente in tema di estrazioni petrolifere e di svendita dell’acqua pubblica. Siccome non occorrono ulteriori conferme vivamente tocchiamo ferro!
Alla fine della fiera, e mentre il centrodestra all’Opposizione della Regione legittimamente tace, tutto quello che possiamo vedere con assoluta chiarezza – dentro un contesto che attraverso tutta una serie di provvedimenti politici e sindacali, centrali e territoriali, punta a legare sempre più i salari alla produttività ed a scardinare i già flebili i diritti del lavoro costituzionalmente riconosciuti - è la conferma che l’Italia in generale, ed il Sud in particolare, essendo amministrato da gruppi politici che fanno gli interessi della classe dominante, continua a dover rinunciare alla sua funzione pubblica – costituzionalmente riconosciuta – tanto nei campi della ricerca scientifica che dei servizi alla persona, a non voler sostenere alcun progetto strategico di rilancio di alcuni settori formidabili e sui quali potrebbe esercitare il controllo (es. il potenziamento del sistema sanitario invece del suo svuotamento, l’enorme patrimonio paesaggistico assolutamente non valorizzato, la chimica farmaceutica, la scuola e l’Università come luoghi pubblici di produzione ed innovazione tecnologica ed artistica al servizio di tutta la collettività) ed assume sempre più le sembianze di Cassa di Risparmio Padronale.
E’ forse questa la nuova Agenzia per il Mezzogiorno di cui parla Berlusconi?
Francesco Fumarola
Fonte: Mercante di Venezia
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