Daily Archives: 5 settembre 2009

Soddisfazione dei sindaci del metapontino per il no alle trivelle nello Jonio

petrolio E’ soddisfatto il Sindaco del di Scanzano Jonico, Salvatore Jacobellis, in relazione al pronunciamento del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata che con l’assessore all’ambiente Vincenzo Santochirico, hanno espresso la propria contrarietà ad attività di ricerca di idrocarburi nel mar Jonio.

I rappresentanti del Ministero hanno accolto le osservazioni della Regione Basilicata ed hanno preannunciato parere negativo al programma di ricerca denominato “d148 DR-CS” presentato dalla società Apennine Energy.

In merito allo stop delle trivellazioni nel mar Jonio già nello scorso mese di agosto i Consigli Comunali di Scanzano Jonico, Nova Siri e Montalbano Jonico avevano espresso fermamente la propria contrarietà. L’ufficializzazione da parte del Ministero dell’Ambiente di questo “no” alle trivelle nello Jonio è stato accolto positivamente dalle comunità joniche riconoscendo il valore ambientale e turistico del tratto di costa lucano.

Alla soddisfazione del primo cittadino di Scanzano Jonico si è unita quella dei Sindaci di Rotondella, Vincenzo Francomanno, di Nova Siri, Giuseppe Santarcangelo, di Montalbano, Leonardo Giordano, di Policoro, Nicola Lopatriello, e di Pisticci, Michele Leone.

MARTEMIX

Questa Basilicata troppo legata agli interessi di pochi…

E’ francamente inspiegabile l’atteggiamento della classe politica e dirigente lucana in merito agli interventi di programmazione del lo sviluppo delle aree interne!

Già dagli anni 30 è stato accettato pacificamente, e da tutti gli studiosi, un dato: la questione dello sviluppo del Mezzogiorno non è un fatto economicistico, di fondi per capirci, ma politico e sociale che interessa le strutture stesse della società meridionale.

Al vecchio blocco agrario-conservatore si è via via, con la liquidazione del latifondo nell’immediato secondo dopoguerra,sostituita una nuova classe di impiegati – burocrati, rapaci , poco inclini al rinnovamento e trasformisti per pura sopravvivenza e conservazione del posto.

Ciò ha consentito al Potere centrale di gestire il potere nelle aree periferiche “scaricando”, di volta in volta, miliardi delle vecchie lire in carrozzoni ( ad es. Cassa del Mezzogiorno) inani.

La tanto sospirata soluzione della arretratezza economica non c’è stata ma la continuità nella gestione del potere, quella si!